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Ottundere

Ot-tùn-de-re

SignPrivare della punta o del taglio

dal latino: ob contro tundere percuotere. Battere contro.

Qualche colpo ben assestato basta a stondare una punta o una lama: l'acuto viene ottuso. L'ingegno tagliente e sottile viene smussato e allargato, perdendo la sua penetranza, la mente brillante e lucida viene opacizzata e offuscata, la prontezza viene stordita come da un colpo in testa. Questo è il pericolo enorme generato da una non-cultura inetta ad essere per le persone quel che la cote è per una lama - che invece di affilare intacca, rintuzza e ottunde. Ad ogni modo il suono altamente...

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Outfit

àutfit

SignInsieme coordinato di abiti e accessori

voce inglese, propriamente 'equipaggiamento, completo', composto di out 'fuori' e fit 'essere adatto, appropriato'.

Quando si parla di moda e di stile, si sa, Francia e Italia non hanno rivali. E se questo è infatti un settore in cui per lungo tempo i prestiti dal francese hanno ampiamente dominato lo scenario delle adozioni linguistiche in Italia, da una decina di anni a questa parte l’assoluta egemonia dell’inglese come lingua di importazione ha fatto sì che numerosi rivali sia nostrani che acquisiti per gentile concessione dei cugini d’Oltralpe venissero scalzati in favore di termini inglesi che,...

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Outing

àuting

SignPratica che consiste nel rivelare il segreto orientamento sessuale di una persona

voce inglese, costruita a partire dall'avverbio out fuori, presente nell'espressione coming out, e trasformato nel verbo transitivo to out buttare fuori. Altrimenti, outing ha anche il significato di gita, escursione.

Una parola usata il più delle volte a sproposito, che ci fa fare la figura dei provincialotti. Infatti questo termine viene spesso usato erroneamente per indicare il 'coming out', cioè la rivelazione del proprio orientamento sessuale (specie se omosessuale); invece, si tratta di una pratica, giornalistica e politica, che consiste nel rivelare l'orientamento sessuale di una persona, che questa aveva tenuto nascosto. La metafora che sostiene queste espressioni è quella dell'armadio (in...

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Ovazione

o-va-zió-ne

SignNell'antica Roma, onore militare inferiore al trionfo; pubblica manifestazione di consenso e ammirazione

dal latino ovatio, da ovare esultare. Forse da ovis pecora, animale che veniva sacrificato in tali frangenti; più probabilmente, affine al greco euòi grido di gioia delle baccanti.

Oggi per ovazione si intende una gioiosa manifestazione pubblica con cui una folla esprime il proprio consenso, la propria entusiastica ammirazione per qualcosa o per qualcuno - con grida, scrosci di applausi e via dicendo. Si può scatenare un'ovazione alla fine dell'aria cantata magistralmente dal tenore, il comizio del politico di successo può essere continuamente interrotta da ovazioni, e la squadra vincitrice è accolta a casa con ovazioni incontenibili. Questo termine trae origine da...

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Ovvero

ov-vé-ro

SignCongiunzione disgiuntiva

composto di o e vero in senso rafforzativo.

Fra la lingua corrente e lo scritto istituzionale e accademico, l'ovvero gioca lo stesso ruolo dell'architrave basso su cui sbatti sempre la testa - che ti fa dire "Sarò scemo? Ci picchio sempre". Così leggendo un testo come un contratto, un manuale, un articolo, leggi 'ovvero' credendo che voglia dire 'cioè', e invece vuol dire 'oppure'. E quando ti accorgi che la frase non ti torna, riscorri indietro, vedi l'ovvero, ricorreggi il senso e prosegui. Ma se accettassimo un ovvero esplicativo,...

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Ovviare

ov-vi-à-re

SignPorre rimedio a qualcosa

dal latino tardo obviare andare verso, incontrare, opporsi, composto da ob verso e via.

Ovviare significa porre rimedio a qualcosa, riparare a una difficoltà, a un problema, a un inconveniente. E questo significato ci viene spiegato dall'etimologia con un'immagine piena e semplice, cioè il "muovere verso" - un'azione di apertura, che si può declinare variamente: quando si ovvia a qualcosa trovando una soluzione lo si può fare con uno spirito di incontro, di confronto, di opposizione. Va notato che ovviare a qualcosa non è ovvio; nel senso che l'azione dell'ovviare può non avere...

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Ozio

ò-zio

SignIl non far niente; riposo

dal latino: otium ozio, di ulteriore etimologia incerta - ma forse da autium derivato da aveo sto bene.

L'accezione odierna è decisamente negativa - e non a torto. Infatti l'ozio come spazio di pigrizia immobile è un mostro generato dalla nostra vita di occidentali, in cui anno per anno si alternano vincolatamente (e leopardianamente) momenti di doloroso lavoro o studio e momenti di accidia totale e noiosa - con qualche sprazzo fugace di divertimento evasivo. Ma a Roma l'ozio era qualcosa di diverso dallo stare a cuocere su un lettino in una spiaggia affollata e rovente compilando indolenti...

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