Vai al contenuto

Sfoglia

Tutte le parole pubblicate sul sito, in ordine di data di pubblicazione dalla più recente.

Pagina 7 di 316

L’ufficio di chi è incaricato di assistere e amministrare per conto di chi ha capacità giuridica limitata; anche, la cura e l’organizzazione di un’opera editoriale o di una mostra

dal francese curatelle, che è dal latino medievale giuridico curatela, derivato di curare ‘amministrare, aver cura’, modellato su tutela.

di Giorgio Moretti·19 lug 2026

Concordanza, perfetto accordo; in particolare, l’affinità istintiva di sentire e pensare tra due o più persone

voce dotta, dal greco syntonía ‘accordo, giusta tensione’, derivato di sýntonos ‘ben teso’, da tónos ‘tensione, tono’ col prefisso syn- ‘con, insieme’.

di Giorgio Moretti·18 lug 2026

Proprio di chi detiene un potere assoluto che non risponde ad altri che a sé stesso

dal francese autocratique, derivato di autocrate ‘autocrate’; dal greco autokratḗs ‘che ha potere assoluto’, composto di autós ‘sé stesso, in persona’ e krátos ‘forza, potere’.

di Giorgio Moretti·17 lug 2026

Chi finge di essere ciò che non è, attribuendosi qualità, meriti, identità o ruoli che non possiede, allo scopo di trarre vantaggio dall’inganno

dal latino tardo impostor, nome d’agente tratto da impostus, forma sincopata di impositus, participio passato di impōnere ‘porre sopra’, poi ‘dare a intendere, ingannare’; derivato di pōnere ‘posare, mettere’, con prefisso in-.

di Greta Mazzaggio·16 lug 2026

L’insieme dei doveri e delle norme di comportamento che regolano l’esercizio di una professione

voce dotta, dall’inglese deontology, termine coniato dal filosofo Jeremy Bentham e composto del greco déon, déontos ‘ciò che è doveroso, il dovere’ (participio del verbo impersonale deî ‘bisogna’) e -logia ‘discorso, scienza’.

di Giorgio Moretti·15 lug 2026

Che ha molte anime; che racchiude in sé una molteplicità di sentimenti, voci e nature diverse

dal latino tardo multanimis, composto di multi- ‘molti’ (da multus ‘molto’) e anima ‘anima’, a sua volta ‘soffio, respiro vitale’.

di Giorgio Moretti·14 lug 2026

Pane — Varietà linguistica: marchigiano di Filottrano (Ancona)

dal latino pane(m), di genere maschile; nel latino popolare di epoca più tarda si è probabilmente affermata la forma pane con genere neutro.

di Carlo Zoli·13 lug 2026

Tramonto; fine, declino; come aggettivo, specie in espressioni come “amplitudine occasa”, per qualificare l’ampiezza dell’arco d’orizzonte tra l’ovest astronomico e il punto in cui un astro tramonta

voce dotta recuperata dal latino occasus, tramonto, a sua volta dal verbo occĭdere, ‘tramontare, cadere giù’, letteralmente ‘cadere davanti’, derivato di cădere ‘cadere’ col prefisso ŏb- ‘davanti’.

di Maria Costanza Boldrini·12 lug 2026

Operazione magica, incantesimo; e, per estensione, il fascino e la meraviglia che ne derivano

deverbale di incantare, dal latino incantāre ‘recitare formule magiche’, composto di in- e cantāre ‘cantare’ (iterativo di canĕre).

di Giorgio Moretti·11 lug 2026

Cacciarsi tra i cespugli per nascondersi o appartarsi; più scherzosamente, ritirarsi in un luogo isolato per amoreggiare

derivato di fratta ‘macchia folta e intricata, sterpaglia’ col prefisso locativo in-; e fratta viene dal latino fracta, participio passato di frangĕre ‘rompere, spezzare’, che indicava dapprima il luogo dove si erano abbattuti gli alberi e poi, rinfoltito di rovi, il roveto stesso.

di Giorgio Moretti·10 lug 2026

In biologia, l’assunzione da parte di un organismo di un aspetto – colorazione, odore, suono, postura – atto ad avvertire i possibili predatori che esso è nocivo, velenoso o sgradevole. In senso più ampio, l’emissione di qualsiasi segnale di avvertimento da parte di un organismo

voce dotta, introdotta nel XIX secolo dal biologo Edward Bagnall Poulton; composta dal prefisso greco apo- (ἀπό, ‘lontano da, che allontana’) e dal sostantivo sêma, -atos (σῆμα, ‘segno, segnale’). Letteralmente vale ‘segnale che allontana’ o ‘avvertimento a distanza’.

di Greta Mazzaggio·09 lug 2026

Che colpisce per la sua grande evidenza o vistosità; clamoroso, sorprendente

dal francese éclatant, participio presente di éclater ‘scoppiare’, a sua volta dal francone *slaitan ‘fendere, squarciare’, la stessa radice che in italiano ha dato schiattare; in italiano dal 1858.

di Giorgio Moretti·08 lug 2026

L’apertura del palcoscenico che si affaccia sulla platea, con la cornice scenografica che la delimita

composto di bocca (dal latino bucca ‘guancia gonfia’, poi ‘bocca’) e scena (dal latino scaena, dal greco skēnḗ ‘palco’, propriamente ‘tenda’.

di Giorgio Moretti·07 lug 2026

Storicamente, tipica imbarcazione veneziana da laguna, a fondo piatto, asimmetrica e slanciata, mossa da un solo rematore (il gondoliere) con un unico remo; specie all’estero, parola-icona associata a Venezia, al turismo d’arte, al fascino dell’antico e a una navigazione lenta e sognante

l’origine della parola è dibattuta e incerta: l’ipotesi più accreditata la fa derivare dal greco bizantino kondúra (un tipo di imbarcazione corta e a coda tronca), forse incrociato col verbo dondolare.

di Giada Aramu·06 lug 2026

Perdere o far perdere la vivezza del colore, schiarendosi in una tinta più smorta e incerta; in senso figurato, attenuarsi e farsi vago

composto parasintetico di biado, variante antica di biavo ‘azzurro chiaro’ — col prefisso sottrattivo s-; biavo viene dall’antico francese blau (francese dialettale blave), dal francone blāo ‘azzurro’, dello stesso ceppo germanico di blu .

di Giorgio Moretti·05 lug 2026

Che si svolge per curve morbide e continue; per estensione, dalle forme tornite e flessuose; in senso figurato, contorto o subdolo

dal latino sinuosus ‘pieno di curve, di insenature’, derivato di sinus ‘piega, cavità; seno’, che indicava dapprima la piega del mantello, poi il seno del corpo e l’insenatura del mare; in italiano dal primo Cinquecento.

di Giorgio Moretti·04 lug 2026

Gesto o smorfia di scherno fatta con la bocca; anticamente, taglio o sfregio sul viso

derivato col prefisso s- di berleffo ‘viso, muso’ (voce gergale desueta), dal dialettale lèrfo ‘labbro’ (prob. col prefisso bis-), dall’antico alto tedesco leffur ‘labbro’.

di Giorgio Moretti·03 lug 2026

Valutazione, parere motivato, discernimento; in senso proprio, decisione pronunciata da chi ha autorità di giudicare

dal latino iudicium, derivato di iudex ‘giudice’; questo, a sua volta, è composto di ius ‘diritto’ e della radice di dicere ‘dire’: è, letteralmente, colui che dice il diritto.

di Greta Mazzaggio·02 lug 2026