Valutazione, parere motivato, discernimento; in senso proprio, decisione pronunciata da chi ha autorità di giudicare
dal latino iudicium, derivato di iudex ‘giudice’; questo, a sua volta, è composto di ius ‘diritto’ e della radice di dicere ‘dire’: è, letteralmente, colui che dice il diritto.
L’essenza più pura e concentrata di una cosa; per gli alchimisti il quinto elemento, e in senso figurato il grado più alto e l’esempio più perfetto di una qualità
dal latino medievale quinta essentia, composto di quintus ‘quinto’ ed essentia ‘essenza’, che per gli alchimisti era la sostanza più pura di un corpo, ottenuta con cinque distillazioni successive; è il calco del greco pémptē ousía, il ‘quinto elemento’ che nella fisica aristotelica indicava l’etere, la materia incorruttibile dei cieli.
dal latino prohibère, cioè ‘tenere lontano, trattenere, impedire, vietare’, derivato da habere, ‘avere, tenere’, ma anche ‘trovarsi’, col prefisso pro- ‘davanti’.
Lamentarsi con voce sommessa; emettere un suono lamentoso o cigolante; per estensione, stillare, trasudare goccia a goccia
voce dotta recuperata dal latino gemere ‘lamentarsi; scricchiolare, stridere’, di origine indoeuropea; forse affine al greco gémō ‘essere colmo, carico’.
Attività che una o più persone svolgono per svago, secondo regole condivise. Indica anche l’oggetto con cui si gioca, il modo o lo stile con cui un’attività viene condotta. In meccanica, lo spazio residuo tra due superfici di un accoppiamento mobile
dal latino iŏcus ‘scherzo, burla, passatempo verbale’.
Piccola coda, specie di capelli; che (o chi) si dimostra reazionario, retrogrado, specie in politica
diminutivo di coda, derivato dal latino cauda; nel senso di ‘reazionario’ dalla parrucca a coda portata dai nobili prima della Rivoluzione francese e divenuta segno dei reazionari durante la Restaurazione.
Mendicante, accattone; per estensione persona taccagna e avara; come aggettivo, misero, gretto
di etimologia incerta e discussa: secondo alcuni da ricondurre al greco ptōchós ‘povero, mendicante’, ma con buone ragioni è anche considerata voce romanza dalla base pit(t)- ‘piccolo’, col suffisso alterativo -òcco, parallela a bizzocco ‘bacchettone’; di qui il passaggio da ‘bigotto’ a ‘questuante’ e infine a ‘mendicante’.
Pregiato tessuto di seta, lana o cotone, caratterizzato da complessi motivi ornamentali in rilievo, tradizionalmente realizzati intessendo fili d’oro o d’argento
deriva dal verbo broccare (legato a brocco, dal latino broccus ‘che ha denti sporgenti’, poi passato a indicare un chiodo o un ago); il termine fa riferimento alla tecnica originaria di tessitura, eseguita inserendo i fili supplementari con una navetta o un ago per creare il rilievo.
Sottoporre a soprusi e vessazioni; opprimere qualcuno con imposizioni e angherie
voce dotta recuperata dal latino tardo angariāre, dal greco angareúō ‘agire come un ángaros’; l’ángaros è il ‘corriere del re di Persia’ (dal servizio di messaggeria angarḗïon, forse dall’antico persiano angarā- ‘messaggio’), e il latino angaria vale ‘obbligo di fornire mezzi di trasporto; marcia forzata; lavoro punitivo’. Cfr. angheria.
Sostanza odorosa e gradevole, di origine naturale o sintetica, liquida o gassosa; l’odore gradevole stesso emanato da corpi, sostanze, fiori o cibi. In senso figurato: atmosfera indiziaria, presentimento o parvenza caratteristica di qualcosa
derivato di fumo, la cui ricostruzione è filologicamente complessa e incerta. L’ipotesi più accreditata riconduce il termine al latino volgare *perfumare ‘esalare, emettere odore’, da cui la forma ricostruita *perfumus (o viceversa), formato dal prefisso per- ‘attraverso, per mezzo di’ e fumus (‘fumo, vapore’). Una seconda e altrettanto plausibile trafila muove invece dal verbo latino fūmigāre, da cui è derivato il tipo settentrionale profumego (documentato nel veneziano insieme a profumegar), successivamente passato al toscano nella forma profumico.