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Tutte le parole pubblicate sul sito, in ordine di data di pubblicazione dalla più recente.

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Denaro, ricchezza

dal latino pecūnia ‘ricchezza’, derivato da pecū ‘gregge, bestiame’.

di Erica Fratellini e Matteo Macciò·13 giu 2026

Nell’Asia occidentale, ricovero recintato per carovane; chiasso, disordine

attraverso il turco kervansaray, dal persiano karvansaray, composto di karvan ‘carovana’ e saray ‘palazzo’, quindi ‘ricovero per le carovane’.

di Giorgio Moretti·12 giu 2026

Facoltà della mente umana di conservare, rielaborare e richiamare alla coscienza nozioni, immagini ed esperienze passate; la persistenza stessa di tali contenuti nella coscienza. Per estensione: l’atto del ricordare o del commemorare, la traccia lasciata dai fatti nel tempo, e la reputazione che sopravvive a una persona. In senso tecnico, ogni dispositivo o supporto atto all’archiviazione di dati

voce dotta recuperata dal latino memòria, derivato di memor ‘che si ricorda, che conserva il ricordo’. .

di Greta Mazzaggio·11 giu 2026

Che non ammette discussioni o repliche; che non ammette differimenti o dilazioni

voce dotta recuperata dal latino tardo peremptorius, ‘mortale’, da peremptus ‘annullato, ucciso’, da perìmere ‘annientare, distruggere, uccidere’, da èmere ‘prendere, acquistare’ con prefisso per-.

di Giorgio Moretti·10 giu 2026

In modo pedissequo, cioè che segue imitando passivamente, in modo preciso ma senza originalità

da pedissequo, voce dotta recuperata dal latino pedìsequus ‘che segue, che imita’, in origine ‘servo che accompagna il padrone a piedi’, composto di pes ‘piede’ e sèqui ‘seguire’.

di Giorgio Moretti·09 giu 2026

Storicamente, chi frequentava la corte di un sovrano svolgendo funzioni di consiglio, diplomazia o intrattenimento; persona addentro e dedita all’adulazione servile e all’intrigo; all’estero, l’archetipo dell’uomo di mondo rinascimentale, sinonimo di eleganza, diplomazia sottile, cultura raffinata e di quell’arte del comportamento codificata nei trattati italiani del Cinquecento

deriva da corte (dal latino cohors ‘cortile, spazio chiuso’), con il suffisso -igiano.

di Giada Aramu·08 giu 2026

Apparire e sparire rapidamente, specie detto di luce; presentarsi alla mente in modo rapido, incerto, confuso

da una forma ricostruita come bislucinare, derivata del non attestato lucinare ‘lampeggiare’ (dal latino lucere ‘brillare’) col prefisso intensivo bis-.

di Giorgio Moretti·07 giu 2026

Mangiare con avidità e ferocia; distruggere, consumare

voce dotta recuperata dal latino devorare, derivato di vorare ‘divorare’, con prefisso de-, che indica movimento verso il basso.

di Giorgio Moretti·06 giu 2026

Bastone simbolo di autorità, specie sovrana; primato, superiorità in un certo campo

voce dotta recuperata dal latino sceptrum, dal greco skêptron ‘bastone’, propriamente ‘bastone, sostegno’, derivato di sképtomai ‘appoggiarsi’.

di Giorgio Moretti·05 giu 2026

Stato di agitazione interiore dovuto a timore, incertezza o attesa; desiderio intenso, brama. In psicologia, reazione emotiva causata da conflitti inconsci o da sensazioni di incertezza e oppressione di fronte a qualcosa percepito come pericolo, anche quando quel pericolo non è identificabile con precisione

dal latino tardo ànxia, femminile sostantivato di ànxius ‘ansioso’, derivato di àngere ‘stringere, soffocare’; la radice è indoeuropea: *h₂emǵh- ‘stringere’, che si ritrova nel greco ánkhō ‘stringere’ e nel sanscrito aṃhús ‘stretto’.

di Greta Mazzaggio·04 giu 2026

Fagotto; bottino; peso, ingombro, preoccupazione

derivato di ammallopà, voce di area centro-meridionale corrispondente a inviluppare.

di Giorgio Moretti·03 giu 2026

Mettere da parte, custodire, nutrire in sé

dal latino servare ‘conservare, sorvegliare’, da servus ‘schiavo, guardiano’.

di Giorgio Moretti·02 giu 2026

Varietà: occitano alpino — donna, moglie, femmina. (Grafia ‘Escòlo dou Pò’. In grafia classica normalizzata si scrive ‘frema’.)

dal latino femina.

di Carlo Zoli·01 giu 2026

Interiezione che esprime esortazione, incoraggiamento e simili

composto di ora e su, la prima dal latino hora, ‘ora’, la seconda dal latino sursum, cioè ‘al di sopra’.

di Maria Costanza Boldrini·31 mag 2026

Mostro immaginario che ha la forma di un gigantesco rettile e che sputa fuoco

dal latino dracō, genitivo dracōnis, prestito dal greco δράκων drákōn, genitivo δράκοντος drákontos, ‘serpente (mostruoso), drago’.

di Erica Fratellini e Matteo Macciò·30 mag 2026

Primo atto di parola

voce dotta adattata dal latino primiloquium, composta con elementi derivati da primus ‘primo’ e loqui ‘parlare’.

di Giorgio Moretti·29 mag 2026

Forma esteriore di un corpo percepita con i sensi, spec. con la vista; rappresentazione grafica, fotografica o plastica di qualcosa o qualcuno. Per estensione: rappresentazione mentale prodotta dalla fantasia o suscitata dal ricordo. In psicologia, percezione o rappresentazione mentale di qualcosa in sua assenza. In ottica, insieme di punti ove convergono i raggi luminosi provenienti da un oggetto dopo il passaggio in un sistema ottico. In entomologia, lo stadio adulto degli insetti

dal latino imago ‘effigie, ritratto; apparenza, simulacro’, sostantivo derivato da un verbo non attestato, di cui abbiamo il frequentativo imitari ‘contraffare, simulare; essere simile’ — da cui imitare — e che si confronta con aèmulus ‘emulo’.

di Greta Mazzaggio·28 mag 2026

Contrario a principi morali, sgarbato, non idoneo, scadente, sfavorevole, nocivo, brutto, sgradevole

dal latino captìvus ‘prigioniero’, derivato di captus, participio passato di càpere ‘prendere’; in particolare, dal latino cristiano captìvus diàboli ‘prigioniero del diavolo’.

di Giorgio Moretti·27 mag 2026