Denaro, ricchezza
dal latino pecūnia ‘ricchezza’, derivato da pecū ‘gregge, bestiame’.
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Denaro, ricchezza
dal latino pecūnia ‘ricchezza’, derivato da pecū ‘gregge, bestiame’.
Nell’Asia occidentale, ricovero recintato per carovane; chiasso, disordine
attraverso il turco kervansaray, dal persiano karvansaray, composto di karvan ‘carovana’ e saray ‘palazzo’, quindi ‘ricovero per le carovane’.
Facoltà della mente umana di conservare, rielaborare e richiamare alla coscienza nozioni, immagini ed esperienze passate; la persistenza stessa di tali contenuti nella coscienza. Per estensione: l’atto del ricordare o del commemorare, la traccia lasciata dai fatti nel tempo, e la reputazione che sopravvive a una persona. In senso tecnico, ogni dispositivo o supporto atto all’archiviazione di dati
voce dotta recuperata dal latino memòria, derivato di memor ‘che si ricorda, che conserva il ricordo’. .
Che non ammette discussioni o repliche; che non ammette differimenti o dilazioni
voce dotta recuperata dal latino tardo peremptorius, ‘mortale’, da peremptus ‘annullato, ucciso’, da perìmere ‘annientare, distruggere, uccidere’, da èmere ‘prendere, acquistare’ con prefisso per-.
In modo pedissequo, cioè che segue imitando passivamente, in modo preciso ma senza originalità
da pedissequo, voce dotta recuperata dal latino pedìsequus ‘che segue, che imita’, in origine ‘servo che accompagna il padrone a piedi’, composto di pes ‘piede’ e sèqui ‘seguire’.
Storicamente, chi frequentava la corte di un sovrano svolgendo funzioni di consiglio, diplomazia o intrattenimento; persona addentro e dedita all’adulazione servile e all’intrigo; all’estero, l’archetipo dell’uomo di mondo rinascimentale, sinonimo di eleganza, diplomazia sottile, cultura raffinata e di quell’arte del comportamento codificata nei trattati italiani del Cinquecento
deriva da corte (dal latino cohors ‘cortile, spazio chiuso’), con il suffisso -igiano.
Apparire e sparire rapidamente, specie detto di luce; presentarsi alla mente in modo rapido, incerto, confuso
da una forma ricostruita come bislucinare, derivata del non attestato lucinare ‘lampeggiare’ (dal latino lucere ‘brillare’) col prefisso intensivo bis-.
Mangiare con avidità e ferocia; distruggere, consumare
voce dotta recuperata dal latino devorare, derivato di vorare ‘divorare’, con prefisso de-, che indica movimento verso il basso.
Bastone simbolo di autorità, specie sovrana; primato, superiorità in un certo campo
voce dotta recuperata dal latino sceptrum, dal greco skêptron ‘bastone’, propriamente ‘bastone, sostegno’, derivato di sképtomai ‘appoggiarsi’.
Stato di agitazione interiore dovuto a timore, incertezza o attesa; desiderio intenso, brama. In psicologia, reazione emotiva causata da conflitti inconsci o da sensazioni di incertezza e oppressione di fronte a qualcosa percepito come pericolo, anche quando quel pericolo non è identificabile con precisione
dal latino tardo ànxia, femminile sostantivato di ànxius ‘ansioso’, derivato di àngere ‘stringere, soffocare’; la radice è indoeuropea: *h₂emǵh- ‘stringere’, che si ritrova nel greco ánkhō ‘stringere’ e nel sanscrito aṃhús ‘stretto’.
Fagotto; bottino; peso, ingombro, preoccupazione
derivato di ammallopà, voce di area centro-meridionale corrispondente a inviluppare.
Mettere da parte, custodire, nutrire in sé
dal latino servare ‘conservare, sorvegliare’, da servus ‘schiavo, guardiano’.
Varietà: occitano alpino — donna, moglie, femmina. (Grafia ‘Escòlo dou Pò’. In grafia classica normalizzata si scrive ‘frema’.)
dal latino femina.
Interiezione che esprime esortazione, incoraggiamento e simili
composto di ora e su, la prima dal latino hora, ‘ora’, la seconda dal latino sursum, cioè ‘al di sopra’.
Mostro immaginario che ha la forma di un gigantesco rettile e che sputa fuoco
dal latino dracō, genitivo dracōnis, prestito dal greco δράκων drákōn, genitivo δράκοντος drákontos, ‘serpente (mostruoso), drago’.
Primo atto di parola
voce dotta adattata dal latino primiloquium, composta con elementi derivati da primus ‘primo’ e loqui ‘parlare’.
Forma esteriore di un corpo percepita con i sensi, spec. con la vista; rappresentazione grafica, fotografica o plastica di qualcosa o qualcuno. Per estensione: rappresentazione mentale prodotta dalla fantasia o suscitata dal ricordo. In psicologia, percezione o rappresentazione mentale di qualcosa in sua assenza. In ottica, insieme di punti ove convergono i raggi luminosi provenienti da un oggetto dopo il passaggio in un sistema ottico. In entomologia, lo stadio adulto degli insetti
dal latino imago ‘effigie, ritratto; apparenza, simulacro’, sostantivo derivato da un verbo non attestato, di cui abbiamo il frequentativo imitari ‘contraffare, simulare; essere simile’ — da cui imitare — e che si confronta con aèmulus ‘emulo’.
Contrario a principi morali, sgarbato, non idoneo, scadente, sfavorevole, nocivo, brutto, sgradevole
dal latino captìvus ‘prigioniero’, derivato di captus, participio passato di càpere ‘prendere’; in particolare, dal latino cristiano captìvus diàboli ‘prigioniero del diavolo’.