Amletico

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am-lé-ti-co

SignRelativo ad Amleto, proprio di Amleto; irresoluto, dubbioso

dal nome di Amleto, protagonista dell'omonima tragedia di William Shakespeare.

Sì, 'Amleto' è forse la tragedia scespiriana più citata in assoluto. Questo non significa che sia molto nota: la citazione popolare dell'Amleto non consiste nella trama, in una scena, nemmeno in un semplice passaggio, ma in un singolo, solo verso - quello che apre il soliloquio (pronunciato giusto da Amleto) "Essere o non essere" (To be, or not to be"), al principio del terzo atto. Associata al verso, l'immagine di un Amleto nerovestito che regge pensosamente in mano un teschio. Immagine che in verità non c'entra niente col soliloquio, visto che Amleto il teschio del buffone Yorick lo trova dopo. Ma questo non ci deve stupire: l'eco non ci rende la cosa più importante che è stata detta, ma solo quella che ha vibrato e rimbalzato meglio. E questo vale anche per il termine 'amletico'.

Relativo ad Amleto, proprio di Amleto. Ma della complessa, enigmatica figura di Amleto - perfino oggetto di studio da parte di Sigmund Freud - in questa parola resta immortalato solo un suo tratto: l'irresolutezza.

Egli vive intimi contrasti che lo lacerano e paralizzano: tentenna nel dubbio, in un dubbio sofferto, senza che la ragione di questo tentennamento esca alla luce del sole. Nel 'dubbio amletico' - espressione così ripronunciata da avere preso il fascino della gomma masticata - troviamo però di solito un che di cervellotico, di parodistico: l'atroce paralisi di Amleto diventa volentieri una dileggiata mancanza di spirito pratico.

Ora, quando si usa una parola che nasce da un personaggio, specie se è un personaggio di rilievo, si dovrebbe aver premura di non farne una macchietta ridicola: il modo in cui la vendetta a cui è chiamato opprime Amleto è materia sensibile, fine, che tocca corde profonde e di tutti - che possono essere pizzicate anche con ironia, ma non con dita grosse. Insomma, per quanto sia una parola ricercata, chiamarla in un discorso spiaccicandola su un cliché genera l'opposta impressione di uno che ordini polpette al ristorante.

Magari, magari si può parlare dell'incertezza amletica che viviamo quando dobbiamo fare la scelta meno peggiore, ammesso che non ci asterremo; possiamo parlare di come un'introspezione profonda ma che non trova confronti sinceri porti a contegni chiusi e amletici; di un dilemma amletico d'amore, che anche solo l'idea di sciogliere ci prostra; o dello sbuffo amletico davanti alla carta dei vini, o dell'amletico conflitto per il film da vedere al cinema.

Insomma, parole come questa permettono significati penetranti, ma richiedono sforzi superiori.

Illustrazione di Celina Elmi.

Parola pubblicata il 30 Gennaio 2018

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