Storytelling

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SignArte del raccontare storie impiegata come strategia di comunicazione persuasiva, specie in ambito politico, economico ed aziendale

voce inglese, composta di story 'storia' e di un derivato del verbo to tell, 'dire, raccontare'.

C’era una volta l’arte più antica del mondo, quella di raccontare storie. Per mezzo di questa pratica, come sappiamo, si è costituita una parte fondamentale del patrimonio culturale mondiale, tramandato attraverso fiabe, racconti e leggende, che agivano sul coinvolgimento emotivo di chi ascoltava e rimanevano così indelebilmente impresse nelle menti. A distanza di millenni, lo scopo di chi racconta storie, a prescindere dal mezzo (orale o scritto) o dal medium (inteso come mezzo di comunicazione utilizzato, è sempre quello di catturare l’attenzione, di suscitare i sentimenti più disparati e, perché no, di venire ricordato il più a lungo possibile.

Lo storyteller vuole incantare il suo pubblico, ma dall’incantare all’ingannare il passo non è poi così lungo. Così lo storytelling, che in inglese indica in maniera molto generica l’attività consistente nello scrivere o raccontare storie - spesso in un contesto di celebrazione culturale e folkloristica, di spettacolo e quindi di finzione -, nella nostra lingua cavalca quel labile confine tra incanto e inganno assestandosi nell’ambito della comunicazione persuasiva, quella della pubblicità, del marketing e della politica. Le storie, anche in questi casi, vengono sempre sfruttate per agire sui sentimenti e non sul raziocinio, per affascinare l’interlocutore e per convincerlo di qualcosa che spesso non corrisponde alla realtà, o corrisponde a una realtà parziale, artefatta. Ma l’accezione piuttosto negativa deriva anche dal fatto che a trasmetterle siano individui da cui dovrebbe invece essere preteso un resoconto puntuale dei fatti.

Vera e propria tecnica di convincimento affinata attraverso anni di studi e di pratica, lo storytelling politico ed economico trasforma il genio creatore in un contastorie nel senso di contafrottole, di un bugiardo che si nasconde dietro la seduzione di una favola per illudere chi gli presta attenzione. In italiano, come corrispettivo, si è spesso parlato di narrativa dei politici, ma anche di affabulazione, in cui il riferimento alla volontà di ammaliare e sedurre è probabilmente più esplicito.

Con Eleonora Mamusa, linguista e lessicografa, a venerdì alterni sviscereremo un nuovo anglicismo.

Parola pubblicata il 13 Ottobre 2017

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