Apocrifo

a-pò-cri-fo

Scritto o opera d'arte non autentica, che non è dell'epoca o dell'autore cui è attribuita; in senso più particolare, libro sacro che la chiesa non riconosce come ispirato da Dio e che non rientra nel canone delle Sacre scritture

dal greco: da apokryphos, composto di apo da e kryptein nascondere.

È una parola molto elegante, che capita di rado di usare proprio per la sua stretta vocazione filologica. Può capitare di sentire qualche discorso più o meno vagheggiante sui vangeli apocrifi ma poco altro.

Un bel fronte per continuare ad impiegare questo termine potrebbe però essere quello delle poesie e delle citazioni. Quante citazioni ci capitano sott'occhio che siano attribuite ad autori sbagliati! Quelle sono apocrife - e dire che una citazione è apocrifa è molto più accomodante piuttosto che bollarla come sbagliata. Idem per le poesie. Ad esempio, una celeberrima poesia apocrifa è "Lentamente muore", attribuita erroneamente a Neruda.

Parola pubblicata il 27 Novembre 2010

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