Cafone

ca-fó-ne

Maleducato, rozzo

secondo un etimo suggestivo, dal nome di Cafo, centurione che combatté al servizio di Cesare e che ebbe, da veterano, delle terre in Campania; più probabilmente affine a cavare, in riferimento al contadino che zappa e solca la terra.

A metà fra storia e leggenda, si vuole che Marco Antonio si fosse impegnato per fare avere delle terre nell'agro campano ai veterani di guerra di Cesare, dopo la morte di questo. L'operazione non fu proprio cristallina in quanto a legittimità, ma fatto sta che vicino a Capua ci finirono il centurione Cafo coi suoi. Come si può indovinare, questo Cafo non era propriamente un gentleman, anzi. Aduso a battagliare con Galli e Bretoni, come ebbe la terra si distinse subito dai locali per i suoi modi rozzi e violenti; non dobbiamo scordare che la Campania, già ai tempi, aveva una lunga storia di raffinata civiltà per effetto della risalente colonizzazione greca. Così per antonomasia si prese a dir cafone per intendere un bruto villano che ignora le buone maniere e il bel comportarsi.

Si tratta di una storiella; il suo valore etimologico è quasi certamente zero. Ma ci dà un'efficace dimensione di chi il cafone sia, e piacevolmente allontana un po' questa parola dal cliché che vuole concentrate nel contadino o nel povero tutte le ruvidità del mondo.

Parola pubblicata il 03 Dicembre 2012

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