Convivio

con-vì-vio

Banchetto, pasto in comune; riunione

dal latino convivium 'banchetto', derivato di convivere 'vivere insieme'.

Questa è una vera chiave di volta culturale.

In molte culture mediterranee e in particolare in quella italiana, il pasto in comune riveste un ruolo sociale determinante: il rito condiviso del desco è un momento di incontro festante non solo a cui si ama indulgere, ma che è anche una precisa e quasi inderogabile prescrizione.

È meraviglioso scoprire che il termine 'convivio' - un termine aulico che indica proprio il banchetto - scaturisce dal verbo 'convivere', anche se l'associazione non risulta immediata. Nel paradigma che ha dato vita a questo nesso, la vita in comune passa per forza dal pasto in comune, che ne diventa cifra e simbolo. Quando c'è un convivio c'è una comunità - e non solo riunita per un pasto, potendo anche indicare, figuratamente, un'associazione di persone adunate per intenti comuni e alti.

Quindi si può organizzare un convivio con gli amici prima o dopo le festività natalizie da passare in famiglia; al convivio di poesia si superano le timidezze leggendo versi che unquanco si erano recitati; e la cena fra nuovi colleghi si può trasformare in un convivio complice.

Un momento in cui, nella nostra cultura, avviene un contatto profondo.

Parola pubblicata il 16 Dicembre 2015

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