Decano

de-cà-no

Significato Chi, per età o anzianità, è primo fra i colleghi; in un gruppo, il più anziano e autorevole; titolo di dignità in ambito ecclesiastico; ufficiale dell’esercito romano

Etimologia voce dotta recuperata dal latino tardo decanus, da decem ‘dieci’.

  • «È la decana dell'Ordine provinciale.»

La storia di certe parole, che hanno maturato un fascino molto specifico in ciò che significano, non di rado è la storia di millenni di economie. Le parole si risparmiano, e spesso quando serve un bel titolo se ne riusa uno che è già nella cassapanca della lingua — guarda meglio, sono sicuro che ci sia, eccolo!
Questo avviene non solo per pigrizia, ma anche perché permette di lucrare tutto il carisma, tutta l’aura di dignità e potere che quel titolo ha già avuto modo di affermare, anche se — piccolo dettaglio — il significato originario del termine non c’entra più niente. Il dato curioso di questo caso qui è che il significato originario del termine non c’è praticamente mai entrato niente con quello che ha voluto dire.

Decano, da decanus: dentro c’è il dieci, è evidentissimo. In origine il decano era un sottufficiale dell’esercito romano, a capo del contubernium, che contava… otto soldati. Vecchia storia. A onor del vero non era proprio sempre così, nell’esercito romano, i nomi potevano anche rispecchiare un numero reale — i decurioni facevano parte ed erano a capo di un gruppo di dieci cavalieri, ad esempio. Ma togliamoci dal pantano.

Il nome del decano piace. Tant’è che ha fatto carriera quasi in ogni campo — ma come vedremo non in maniera erratica, bensì maturando con una specializzazione particolare.
Innanzitutto, anche nell’ambito militare antico non si è limitato al contubernium ma è diventato il comandate di una flotta di dieci (fiuuu) navi. E poi nella tarda antichità e nel medioevo è diventato anche un amministratore imperiale prima e del regno longobardo poi — echeggiando una certa contiguità fra cariche militari e cariche amministrative, e una continuità fra istituzioni. La Chiesa poteva stare a guardare? No.
Il decano diventa anzi un titolo di dignità ecclesiastica molto versatile e ramificato: è sacerdote con uffici speciali, e fa strada fino a diventare il prelato che presiede il Tribunale della Rota Romana, e il Collegio dei cardinali. Forse è proprio a partire dagli inquadramenti ecclesiastici e specie monastici (in cui il decanus dirige dieci monaci) che possiamo iniziare ad astrarlo come membro più anziano di un collegio sacerdotale — ed è questo il tratto di specializzazione del decano.

Infatti il decano si afferma come primo — per età o per anzianità di ruolo — in un certo corpo omogeneo, se non proprio in un gruppo di pari. Così parliamo di decani del corpo diplomatico o consolare, che possono essere le persone più alte in grado in una certa missione; parliamo di decani accademici, che possono prendere la veste di presidi di dipartimenti e facoltà, o indicare semplicemente chi nel corpo docente ha la maggiore anzianità.

Notiamo bene la particolare levatura del decano: la sua è una priorità che non discende da elezioni, da attribuzioni, da agganci, da amicizie o status di nascita. È semplicemente parte di un’organizzazione da più tempo delle altre persone, e quindi ha un grado, in senso lato, più alto. Certo, è un tipo di rilievo che si presta a osservazioni su come la gerarchia possa scivolare in gerontocrazia, governo di anziani, ma ha anche un fondamento schietto, immediato, naturale — quello di decano può essere un ruolo del tutto informale. Ad esempio quando c’è una bega nuova in ufficio domandiamo alla decana — magari non è una bega nuova, per lei; fra i cani il decano è quello che ha saputo grattare negli anni i privilegi giusti, e determina quando è che si debba partire in corsa abbaiando; e quando abbiamo un dubbio sulle regole di un gioco, sentiamo che ne dice il decano.

Una parola che nella miriade di titoli di dignità ha saputo vivere le vite più disparate scegliendo una specializzazione astratta e netta, chiara e naturale, con un’aria esperta e autorevole — anche in barba al dieci.

Parola pubblicata il 04 Febbraio 2024