Infischiarsi

in-fi-schiàr-si

Non curarsi, disinteressarsi, ridersi

composto di in- rafforzativo e fischiare.

Per quanto questa parola non richiami esplicitamente niente di indecoroso, il suo carattere ruvido è evidente. E tale ruvidità, oltre che dal significato sprezzante, è sostenuta anche da ciò che la formazione di questa parola nasconde. Infatti siamo ancora una volta davanti a un eufemismo.

Secondo alcune fonti si tratta del travestimento di un'espressione francese, s’en ficher, nient'altro che un eufemismo per s’en foutre (letteralmente, 'fottersene'). Ma è una spiegazione che, per quanto eloquente, può non essere necessaria: infatti il 'fischio' in italiano copre in maniera ricorrente parole ritenute tabù. Pensiamo a espressioni come "Col fischio!" o "Un fischio!".

Questo ci invita a un uso sorvegliato del verbo 'infischiarsi', che però resta una risorsa davvero versatile. Infatti se dico che m'infischio di qualcosa o di qualcuno non comunico pianamente che non me ne curo, che non me ne interesso: c'è un netto sprezzo, nell'infischiarsi, volentieri colorato d'irrisione. Se affermo che mi infischio della partita di calcio non sto solo dicendo che non rientra proprio nelle mie passioni, ma la sto svilendo; se il coordinatore del progetto mi dice che se ne infischia delle mie rimostranze, non si sta rammaricando di non poterne aver cura, ma le denigra; e quando lo zio al ristorante annuncia che paga lui e s'infischia di quanto viene il conto, irride la venalità davanti all'importante piacevolezza della cena.

Parola pubblicata il 22 Giugno 2017

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