Manicaretto

ma-ni-ca-rét-to

Pietanza appetitosa, ghiotta e preparata con cura

diminutivo di manicare, termine desueto usato sia come verbo per 'mangiare', sia come sostantivo per 'cibo' - derivato dal latino manducare.

Il manicaretto ci catapulta in una dimensione culinaria di cura domestica. È la pietanza ghiotta e appetitosa cucinata con attenzione.

Il fatto che si tratti di un diminutivo spiega questa dimensione, caricando il cibo così preparato di tenerezza, di cura minuta: c'è un certo amore, nel manicaretto. (Questa struttura è ricorrente, basti pensare al toscano 'mangiarino' - in Toscana il suffisso diminutivo '-ino' prevale su '-etto', al contrario di quanto accade, per esempio, a Roma).

Il diminutivo spiega anche perché difficilmente diremo che il grande chef cucina manicaretti: la serietà delle sue opere impone una distanza dalle squisitezze famigliari - anche quando attinge alla tradizione. Piuttosto, allungheremo il collo per vedere che manicaretti ci sta preparando il marito, per il pranzo domenicale la mamma si produce in manicaretti per un reggimento, e anche quando la sera torniamo a casa e siamo soli, è bene non rinunciare a prepararsi un manicaretto.

Parola pubblicata il 11 Settembre 2016

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