Marchingegno

mar-chin-gé-gno

Significato Strumento complesso ed efficace; espediente sagace, trovata

Etimologia composto da un primo elemento probabilmente è un’alterazione di macchina e da ingegno.

  • «Ecco! Grazie a questo marchingegno non dovrò più rifare il letto!»

Il significato di questa parola non emerge dalla mera somma degli elementi che la compongono. Certo, che ci sia dell'ingegno è chiaro, si sente; ma ciò che più conta è che c'è della complessità, resa dalla complessa articolazione — quasi mugugnata— del suo suono. Sembra che qualcuno si stia scervellando sulle componenti di un apparecchio: marchingegno. Il primo elemento dovrebbe essere nient'altro che macchina — che ricordiamo, è un prestito dal latino màchina, di origine greca; il greco dorico makhaná è 'strumento' — ma si arrota, quasi tenesse delle viti in bocca, march-.

Anche qui, certo, di parole per descrivere 'apparecchi' ne abbiamo parecchie: alcune più sobrie, altre più coinvolte. Fra le prime pensiamo allo strumento, all'apparecchio stesso; fra le seconde pensiamo all'arnese, all'aggeggio, perfino alla diavoleria. Ed è in questo secondo gruppo che, senz'altro, si pone il marchingegno — con una caratterizzazione sottile, ma a pensarci davvero evidente.

Il marchingegno è senz'altro complicato: ha un certo genio di struttura, ma non è cervellotico e, soprattutto, è utile, funziona ed è efficace, raggiunge il suo scopo. Mentre l'arnese non si capisce nemmeno bene che cosa faccia, il marchingegno è tanto perito, accorto e astuto... da diventare in un'accezione estesa l'accorgimento stesso. Infatti posso anche parlare di come un regolamento ragionevole e dettagliato sia rivelato un marchingegno per estromettere qualcuno da un affare. Posso parlare di come una certa legge sia un marchingegno per favorire alcuni specifici interessi. Posso parlare di come l'invito che ho ricevuto sia dimostrato un marchingegno romantico volto a farmi incontrare con qualcuno.

Certo, così non si pone lontano dalla macchinazione, dall'espediente, dalla trovata e, se vogliamo essere un po' più sofisticati, dal machiavello. Ma è proprio questa la sua natura. Il marchingegno ci sottopone, in maniera particolarmente voluttuosa, un ingegno sagace che è ordigno meccanico, ma è anche trovata e scappatoia. In effetti, non ci si può aspettare troppo di positivo dal marchingegno. Certo, può essere volto al bene, ma tutta questa sottigliezza e articolazione non si sottrae al fumus di capziosità.

E con tutta questa riflessione, arriviamo con una consapevolezza diversa alla nostra normalità: alla zia che ha inventato un marchingegno per spaccare rapidamente i pinoli senza spappolarli, al marchingegno che annaffia quando l'umidità del terreno cala troppo, e passiamo ore fra negozi e siti alla ricerca di un marchingegno che sollevi automaticamente l'infusore dall'acqua quando il tè è pronto. Una tinta dal colore splendidamente forte.

Parola pubblicata il 22 Maggio 2026 • di Giorgio Moretti