Millantare

mil-làn-tà-re (io mil-làn-to)

Vantare esagerazioni o falsità

da millanta scherzoso numero di fantasia che indica una grandezza indeterminata.

Nella celebre storia di Boccaccio "Calandrino e l'Elitropia", Maso il Saggio si prende gioco di Calandrino parlandogli del paese di Bengodi, e rispondendo alla sua domanda di quante miglia vi siano fra Firenze e quel meraviglioso paese, sentenzia "Havvi più di millanta, che tutta notte canta". Risposta priva di senso se non di quello di un'indefinita esagerazione - al che il gonzo Calandrino domanderà ancora "Dunque è più lontano degli Abruzzi?"

Il millantatore sarà quindi lo sbruffone che esagererà trionfalmente imprese mai compiute, il fanfarone che ingigantirà ogni particolare di un fatto - così come il numero millanta riesce buffo, gonfio, iperbolico; e l'impettito (non più) giovanotto potrà millantare grandi gesta compiute durante la leva militare - passata invece a bere dalla grolla dell'amicizia a Bassano -, o l'amico di ritorno dall'Erasmus in Svezia millanterà falangi di conoscenti bibliche pur avendo passato tutto il tempo barricato in casa - con fuori tre metri di neve e venticinque sottozero, e dentro libri di diritto internazionale e gioviali indiani del Punjab che cucinavano riso piccante.

Parola pubblicata il 16 Luglio 2011

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