Subissare

su-bis-sà-re (io su-bìs-so)

Sprofondare in un abisso, mandare in rovina, distruggere; figuratamente ricoprire, seppellire

derivato di abisso, preceduto dal prefisso sub- e con caduta della a.

L'evoluzione di questa parola è tortuosa e interessante. Infatti oggi la usiamo soprattutto per descrivere un ricoprire, un seppellire, ma vediamo che invece scaturisce dall'inabissare, dallo sprofondare.

L'abisso è una delle immagini più eloquenti della nostra lingua; uno dei significati figurati più fertili che ha è quello di grande rovina - e qui si trova l'addentellato. Subissare, dall'originale inabissare, passa proprio a significare il mandare in rovina, il distruggere: il disastro naturale subissa la città, la squadra subissa gli avversari. Fin qui, l'evoluzione è lineare.

Meno lineare è il passaggio al ricoprire qualcuno di qualcosa: probabilmente si spiega con l'evocazione della mole di un crollo sopra qualcuno - tant'è che il subisso, ossia la grande rovina, lo sterminio, prende anche il significato di 'grande quantità'. Allora il programma televisivo controverso viene subissato di critiche, gli attori vengono subissati di applausi, l'artigiano di eccezionale abilità si ritrova subissato di commissioni. E tornati a casa dalle vacanze ci si trova con un subisso di mail da leggere.

Una parola che, sebbene non ci suoni subito collegata all'abisso, sa richiamare - specie con ironia figurata - un peso e una dimensione straordinari.

Parola pubblicata il 27 Ottobre 2016

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