Troneggiare

tro-neg-già-re (io tro-nég-gio)

Stare su un trono, o come su un trono; sovrastare per dignità; avere un atteggiamento di superiorità; di oggetti, far bella mostra di sé

derivato di trono.

Questa parola è attestata alla fine dell'Ottocento, col serio significato di sedere in trono - o come su un trono. Non è difficile intendere quali siano le sfumature comunicate da questo troneggiare: è lo stare che più propriamente contraddistingue il sovrano, che ci immaginiamo assiso maestosamente su un seggio di grande dignità, sopraelevato, magari coperto da un baldacchino. È così da seduto che egli esercita il proprio potere, spande la propria aura - un sedere d'autorità, perché il trono stesso è il potere. Quindi il presidente troneggia al centro della lunga cattedra durante la cerimonia, troneggia la nonna sulla sua poltrona dando a tutti direttive precise. Ma in un primo passo figurato, che ne fa uno stare in alto, uno stare potente, possiamo anche parlare della quercia che troneggia al centro del prato, del colle sulla cui cima troneggia l'antico castello.

Secondo passo figurato: abbandonate le sale del trono e lasciati gli spazi fisici, troneggia chi o ciò che sovrasta gli altri e il resto per dignità, per meriti, per importanza. L'opera dell'artista sommo troneggia nella sua corrente, nel suo tempo; durante la festa l'invitato d'onore troneggia attorniato di ammiratori; la figura di una scienziata di primo rilievo troneggia nel mondo della scienza.

In qualche decennio questo verbo si conquista però una forte carica ironica, scherzosamente retorica, che prende forza nell'alveo di sussiego e atteggiamento di superiorità che volentieri il troneggiare implica. Dopo la partita l'amico che si crede esperto troneggia fra i tifosi distinguendo che cosa è andato bene o male, e perché; l'unica compagna che sapeva la risposta troneggia nella classe elargendo spiegazioni; e il collega di cui non abbiamo seguito il consiglio troneggia in un silenzio oltraggiato.

Merita una riflessione a parte il troneggiare degli oggetti in esposizione: il troneggiare, se come è indicato in diversi dizionari si riduce a un far bella mostra di sé, si ritrova purgato del senso di superiore potere che lo informa fin dal principio. Troneggia in esposizione solo l'oggetto che almeno in senso lato è potente, ciò che ispira soggezione: fra le bottiglie da fine pasto vediamo troneggiare un barolo chinato, servo un risotto ai porcini che troneggia in mezzo alla tavola, così come il meraviglioso quadro appeso a una parete vuota.

Curiosità finale: il nostro troneggiare è un derivato diretto di 'trono', che attraverso il latino giunge dal greco 'thrónos'. Ebbene, anche in greco c'era il verbo 'thronìzein', un prozio che ha proprio il profilo del troneggiare.

Parola pubblicata il 10 Gennaio 2019

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