Valetudinario

va-le-tu-di-nà-rio

Cagionevole di salute, spesso malato, malandato

voce dotta, recuperata dal latino valetudinarius, derivato di valetudo 'stato di salute', ma anche 'infermità, malattia'.

Questa parola ha il pregio di una grazia notevole, utilissima nel delicato ambito della salute.

Si dice valetudinario chi soffre di una salute malferma, chi è cagionevole e si ammala spesso, o chi ha una malattia cronica. Vediamo subito che non ha quelle sfumature affettate - se non pietose o paternali - che può avere il cagionevole o l'infermo, non è ruvidamente schietto (e vagamente sprezzante) come il malandato o il malmesso, o ancor di più il malaticcio. Evoca la condizione di una salute debilitata in maniera convenientemente coperta, e con un rispettoso distacco.

Il dirigente valetudinario conduce un'amministrazione ordinata ma fiacca, il professore valetudinario è spesso assente, e andiamo noi a trovare l'amico valetudinario costretto a casa. Figuratamente possiamo però anche parlare di un progetto valetudinario che non trova mai l'abbrivo necessario al successo, di una teoria scientifica valetudinaria ma ancora in piedi, o di come sia opportuno riformare una prassi valetudinaria.

Le parole alte spesso spaventano, e volentieri paiono importune; ma in un caso come questo, i pregi sono tali da non lasciare dubbi sull'importanza del suo uso.

Parola pubblicata il 07 Novembre 2017

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