Vindice

vìn-di-ce

Significato Che vendica, che rivendica

Etimologia voce dotta recuperata dal latino vindex, in origine ‘protettore, garante’.

Quando si parla di vendetta l’immaginario corre sempre verso immagini cupe e rancorose, spesso violente — e non a torto. Così anche sentir parlare di vendicatori e vendicatrici ha un gusto piatto d’epica urbana. Il vindice invece no: è riuscito a non diventare Zorro. E non perché oggi sia percepito come desueto.

Il vindicator è un’invenzione tarda del latino ecclesiastico per tradurre termini greci della Bibbia come ekdikētēs (che non si trova nel greco classico, e che oggi è il nome greco degli Avengers della Marvel, per intendersi): l’Antico Testamento è un notevole susseguirsi di vendette compiute o minacciate. Invece il vindex è una figura perfino più antica di Roma: dapprima un garante processuale che si fa carico dei rischi che pendono sul protetto, il cui nome è modellato su iudex, quello di ‘giudice’, entrambi dalla radice di dicere (figuriamoci che contraltare importante era nel processo), poi diventa il punitore stesso. Una sorta di rappresentante familiare della giustizia, che si prende le responsabilità ed esegue le pene.

Recuperato in italiano nel Cinquecento, il vindice mostra sì il profilo di chi vendica torti e offese, e degli strumenti usati per farlo, ma non solo. Certo è nostra vindice la ragazza che fronteggia e insulta il bulletto che ci ha appena spinti per terra; è vindice la gamba del tavolo in cui inciampa il borseggiatore che ci ha sfilato il portafogli; con la ciabatta vindice scacciamo il cane che ha attaccato il nostro.

Quando, nel Rigoletto, il vecchio nobile Monterone viene portato in carcere per volere del Duca di Mantova (Monterone lo aveva maledetto in pubblico perché gli aveva sedotto la figlia) si lamenta perché la sua maledizione non ha avuto effetto; ma Rigoletto, uditolo, e avendo subito la medesima onta da parte del Duca, mormora “No, vecchio t’inganni… un vindice avrai!” e canta “Sì, vendetta, tremenda vendetta”: lo farà uccidere da Sparafucile. Ma il vindice, oltre a vendicare, sa anche rivendicare.

Il vindice si batte per un diritto negato, si prodiga ed espone per affermare un principio, cerca il riscatto, rivaluta ciò che è stato trascurato. Un popolo vindice di sé si alza per conquistare i propri diritti, vindici dei diritti civili si spendono senza misura per la causa in cui credono, la cuoca celebre si fa vindice di una tradizione culinaria negletta, e ci facciamo vindici di un approccio trascurato al problema.

Il vindice parla di vendetta e rivendicazione, del crepuscolo dove s’incontrano e di nessuna delle due soltanto. Abbraccia, intero, l’inestricabile e contraddittorio viluppo del concetto di giustizia.

Parola pubblicata il 19 Maggio 2020