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Terso

tèr-so

SignLimpido, privo di impurità

propriamente, participio passato di tergere, voce dotta recuperata dal latino tèrgere o tergère, di etimologia incerta.

Cielo terso. È in questo splendore celeste che il termine 'terso' è andato a marcire. Il caso ormai lo conosciamo: parole brillanti, ampie, ricche, che per pigrizia si infilano in locuzioni stereotipate fino a morirci - scordato ogni uso diverso. Ma vediamo bene quale è la ricchezza del terso. In qualunque dizionario si può leggere che 'terso' è sinonimo di pulito, lo sappiamo, ma il taglio di sfumatura lo porta verso il lucido, il trasparente, il limpido. Insomma, è difficile parlare di...

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Urlo

ùr-lo

SignGrido alto e prolungato; esclamazione, discorso pronunciato in tono violento, scomposto

da urlare, che è dal latino ululare.

C'è stato un crepuscolo che non ci aspetteremmo, fra il dissolversi del significato precedente e l'accendersi del successivo. Il punto di partenza latino è l'ululare, la cui origine onomatopeica non ci sorprende; piuttosto è interessante come non fosse un verbo buono solo per versi di lupi e cani, ma descrivesse anche un echeggiare, un gridare, un chiamare, perfino un cantar forte - in modo molto simile al nostro urlare. Per un fenomeno di dissimilazione, ululare è passato attraverso la...

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Inamovibile

i-na-mo-vì-bi-le

SignChe non può essere rimosso

da amovibile, voce dotta recuperata dal latino amovère 'rimuovere', col prefisso negativo in-.

Ci sono un paio di questioni curiose riguardo a questa parola - e la prima è storica. Infatti è attestata soltanto a metà del XVIII secolo, pur avendo un profilo latino dei più classici, un'etimologia delle più lisce. Come si spiega? 'Inamovibile' ricalca una suggestione francese (peraltro coeva, l'attestazione di inamovible è pure di quegli anni) riguardo un termine specifico della burocrazia. Infatti la forza di penetrazione dell'inamovibile non è stata determinata dal fatto che in genere...

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Arroncigliare

ar-ron-ci-glià-re (io ar-ron-cì-glio)

SignAfferrare con un ronciglio, uncinare; piegare a uncino, attorcigliare; corrugare la fronte, arricciare le labbra

composto parasintetico di ronciglio, cioè 'uncino, raffio', di etimologia incerta.

Ancora una volta ci troviamo davanti a una parola desueta, che però riesce ad apparecchiarci una batteria di significati notevoli, sia per taglio sia per intensità. Per capire bene l'arroncigliare si deve capire il ronciglio - essenzialmente un raffio, un uncino volentieri posto su un bastone, usato come arma o come utensile. Il composto parasintetico 'arroncigliare', attestato nel Trecento, è stato costruito giusto sul nome del ronciglio con un esito doppio: è arroncigliare sia il prendere...

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Arretrato

ar-re-trà-to

SignSituato indietro rispetto a un punto di riferimento

partiticipio passato di arretrare, composto parasintetico di retro.

C'è una piccola discrepanza, in questo aggettivo. Il fatto che nasca come participio passato ci dice all'orecchio: «è arretrato ciò che ha compiuto un arretramento». Ma a meno che non si tratti effettivamente di un participio passato (per cui racconto di come io, davanti alla minaccia, non sia arretrato di un passo), le cose non stanno così, perché nel Settecento ha perso gran parte dell'aderenza al verbo (invece 'arretrare' è trecentesco, un composto parasintetico di retro della prima ora...

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Hobby

òbbi

SignOccupazione a cui ci si dedica con passione nel tempo libero, come passatempo

voce inglese, abbreviazione di hobbyhorse ‘cavallo, cavalluccio’, in origine ‘cavallo della giostra’.

Avete presente il cavallino a dondolo, in genere di legno, dal quale è molto difficile far scendere i bambini una volta che prendono gusto a questo semplicissimo ma irresistibile gioco? Che sia quello delle giostre o quello singolo da usare sul pavimento, o anche, sembrerebbe, il bastone che del cavallo ha solo la testa e richiede quindi una maggiore immaginazione per immedesimarsi nel prode cavaliere, è proprio da qua che deriva il termine hobby nell’indicare una passione, qualcosa a cui ci...

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Teppa

tép-pa

SignInsieme di persone dedite a violenza e vandalismo, specie nelle grandi città

propriamente, nome lombardo del muschio.

Ci sono parole che per essere spiegate richiedono un piccolo racconto storico, e il nostro oggi ci porta a fare la conoscenza della Compagnia della tèpa. Corre l'anno 1816 (o 17, le fonti discordano), e per effetto della Restaurazione Milano è appena rientrata nel dominio austriaco, come capitale del posticcio Regno Lombardo-Veneto. Nell'amena ariosità di Piazza Castello si addensa però una minaccia: è una ghenga di giovanotti gaudenti e fannulloni, inclini al vandalismo e alla violenza...

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Trepidante

tre-pi-dàn-te

SignChe si trova in uno stato di apprensione, ansia, timore

propriamente, participio presente di trepidare, uguale in latino, che è da trepidus 'timoroso, agitato, affannato'.

Ecco come le parole si spengono: per mancanza di fantasia. 'Trepidante' è un aggettivo ormai quasi invariabilmente attribuito a un'attesa o a chi attende, e di tutto il verbo che lo origina, 'trepidare', pare che sia la voce più vivace. Quando mai ci capita di dire «Io trepido»? Eppure ci parla di qualcosa di molto preciso e poetico, che non è solo uno stato d'animo né è solo un movimento. Il trepidante, e in genere il trepidare, racconta un'apprensione agitata, tremata, febbrile che si può...

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Fedele

fe-dé-le

SignCostante, leale, che rispetta gli impegni

dal latino fidelis, da fides 'fiducia, credenza, lealtà'.

Non è tra le parole più usate in tedesco, l’aggettivo fidel, ma neanche tra le più rare. Termine un po’ démodé ma allo stesso tempo colloquiale, si trova ad esempio in espressioni come ein fideler Bursche (un tipo allegro) o eine fidele Runde (un’allegra brigata), nonché nella forma superlativa quietschfidel, che significa “molto allegro” ma anche “sano, in buona salute”. Pura saggezza popolare: il nesso tra buona salute e buonumore non richiede alcuna spiegazione. Decisamente più difficile,...

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Indulgere

in-dùl-ge-re (io in-dùl-go)

SignAccondiscendere, assecondare; abbandonarsi, lasciarsi trasportare da un'inclinazione; concedere benignamente, perdonare, giudicare con benevolenza

dal latino indulgére, di etimo incerto.

Nelle forme di questo verbo significati desueti tanto da apparire di puro registro letterario e significati quotidiani si intrecciano in maniera sorprendentemente stretta. In questo quadro, che altrimenti sarebbe irrimediabilmente annodato, è urgente cercare di cogliere il nocciolo unificante dell'indulgere. E non è difficile: è essenzialmente un acconsentire. Si può declinare nel senso di accondiscendere (indulgo alla tua richiesta), di non opporsi a una propria inclinazione per quanto...

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