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Placido

plà-ci-do

SignTranquillo, sereno

dal latino placidus 'calmo, mite, benigno', ma propriamente 'che piace', derivato di placére 'piacere'.

Siamo davanti a un'altra parola delle più accessibili, all'interno della quale c'è però una complessità, uno scarto poco visibile che le dà una profondità inattesa, uno spessore sorprendente. I suoi significati si diramano dritti: dal tronco di tranquillo, sereno, calmo, si arriva a ciò che comunica e infonde tranquillità, serenità, calma; poi al mansueto, e a ciò che scorre senza turbamenti, fino al rasserenante, all'ameno. E questi significati li troviamo già anche in latino, grossomodo,...

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Scuffiare

scuf-fià-re (io scùf-fio)

SignAnsare espirando forte dalle narici; mangiare con ingordigia

etimo incerto: forse è di origine onomatopeica, forse è derivato del latino conflare 'gonfiare'.

Non è un verbo dei più comuni, ma attenzione perché tocca dei livelli di profondità di osservazione davvero rari. Non si sa bene per quale via, ma fin dagli albori dell'italiano abbiamo questo scuffiare (con varianti come 'scuffare') che significa un espirare dalle narici con ansito, rumorosamente. Dopo venti squilli ci risponde scuffiando la nonna che era ad annaffiare in terrazza, l'amico che fuma un pacchetto al giorno inizia a scuffiare dopo la prima rampa di scale, e in palestra, alla...

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Degnazione

de-gna-zió-ne

SignIl degnarsi, atteggiamento dell'acconsentire con benevolenza a compiere un atto inferiore alla propria dignità

dal latino dignatio stima, favore, rispettabilità

Questa parola si colloca in un punto cieco del nostro vocabolario quotidiano. Il degno, lo sdegnato, il degnare, figuriamoci la dignità, li frequentiamo assiduamente, la degnazione invece resta in disparte, poco battuta. È una parola fine e problematica, per la sua inconsuetudine sembra un po' difficile da usare, e va vista bene. Sarebbe l'atto del degnarsi, o meglio l'atteggiamento del degnarsi. Quindi prima si deve capire che cosa sia il degnarsi. Sui dizionari si trova riportato in...

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Andirivieni

an-di-ri-viè-ni

SignContinuo andare e venire in uno stesso luogo, traffico; intrico, labirinto

composto di andare e rivenire.

Parole come questa mostrano il potere delle costruzioni semplici, perfino ingenue. L'andirivieni è emerso all'inizio del Quattrocento, e con un significato che non è proprio quello che ci aspettiamo: quello di giro, di svolta intrecciata, labirintica. Difatti è un composto dell'imperativo antico di 'andare' ('andi') e dall'imperativo di 'rivenire' ('rivieni'), un nome deciso, che si attaglia (ancora oggi) bene alla descrizione di una struttura, di un passo intricato. Di solito se parliamo...

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Allora

al-ló-ra

SignCome avverbio, in quel tempo, in quel momento; congiunzione conclusiva, o che nelle interrogative sollecita una conclusione

dalla locuzione latina ad illam horam 'in quel tempo'.

Dietro a una parola che usiamo automaticamente e che certo non cela misteri fascinosi sta una raffinatezza segreta. Non c'è un significato più chiaro: così come la vediamo emerge con l'italiano stesso, usata e usurata per millenni a partire da un'omologa locuzione latina senza che la continuità dell'uso si sia mai sciolta. È un 'in quel tempo': una prima ragionevolezza ci porta a cogliere che pur se parla di un'ora, non è l'ora che intendiamo noi oggi. Nell'esperienza romana la scansione...

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Piluccare

pi-luc-cà-re (io pi-lùc-co)

SignMangiare acini d'uva spiccandoli uno a uno; mangiare a bocconcini; estorcere a poco a poco; affliggere a poco a poco

probabilmente dall'ipotetico verbo del latino parlato piluccare, derivato di pilare 'pelare, spogliare'.

Abbiamo la percezione immediata che si tratti di una parola tanto espressiva, e in effetti si fonda su un'immagine essenziale - quella dello spelacchiare (non etimologicamente incontroversa, ma la teniamo). Il primo significato di questo verbo che i dizionari (concordi) riportano, è il mangiare l'uva spiccandone gli acini uno a uno. Il sultano pilucca uva croccante mentre il moto lieve dei flabelli lo rinfresca, pilucco l'uva e poi rimetto in frigo il raspo con gli ultimi tre chicchi...

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Metamorfosi

me-ta-mòr-fo-si

SignTrasformazione, passaggio di stato; in zoologia e botanica, evoluzione da uno stadio a un altro

Dal latino metamorphòsis ‘trasformazione’, a sua volta dal greco metamòrphosis ‘trasformazione’, derivato da metamorphòo ‘trasformare’, composto di meta- ‘oltre’ e morphé ‘forma’

Capita che noi Italiani, in pseudo-latino, diciamo: dulcis in fundo. Ora, come il dolce, alla fine del pasto, fa risintonizzare le papille gustative, allo stesso modo questa metamorfosi di oggi non è una figura retorica vera e propria, ma per un paio di motivi possiamo inserirla in questo ciclo di parole. Se poi, tornando al cibo, ricordiamo che primo di mare e tiramisù, in momenti diversi, finiscono comunque nello stomaco, tutto va bene. Ovviamente, per non tralasciare niente, vediamo i...

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Iattura

iàt-tù-ra

SignIl gettare via; disgrazia, sventura, danno

voce dotta recuperata dal latino iactura 'ciò che viene gettato, danno, perdita', der. di iàcere 'gettare'.

Vista l'affinità semantica, oltre a quella morfologica, si può pensare che la iattura sia parente stretta della iettatura, perfino una semplice variante; e in effetti c'è più di una mera affinità semantica: la scaturigine etimologica è la stessa, cioè il verbo latino iàcere 'gettare'. Ma convergono sulla disgrazia, sulla sventura, solo dopo aver tracciato due archi ampi e diversi - due storie che nascono insieme e s'incontrano solo alla fine. La iattura emerge in italiano come l'atto del...

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Adombrare

a-dom-brà-re (io a-dóm-bro)

SignCoprire d'ombra; velare, offuscare; simboleggiare, fare immaginare, rappresentare velatamente; come intransitivo pronominale turbarsi, irritarsi, o spaventarsi davanti a un'ombra

voce dotta recuperata dal latino adumbrare 'fare un abbozzo, uno schizzo', composto parasintetico di umbra 'ombra'.

È in parole come questa che forse si nascondono le raffinatezze più sottili della nostra lingua. Non sembra sia costituita da elementi difficili da intendere, eppure schiude dei significati così intelligenti. Il primo significato che riconosciamo, il più semplice, è quello di coprire d'ombra. Le nuvole temporalesche adombrano la campagna, l'infittirsi dei rami adombra il sentiero, la stanza è adombrata da tendaggi pesanti. Da un significato del genere è facile arrivare all'offuscare: la...

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Birignao

bi-ri-gnà-o

SignDizione leziosa e artificiosa, con pronuncia nasale e vocali finali allungate

voce onomatopeica, con probabile allusione al miagolio.

È sempre difficile descrivere i suoni astraendoli per iscritto, e se poi si parla di pronunce particolari la via si fa aspra. Infatti questo caso stupisce perché la semplice descrizione dizionaristica, invece, è in grado di renderci un quadro d'immediatezza solare: di che suoni si parla si capisce subito. Il birignao è una dizione leziosa fino al ridicolo, affettata, malamente teatrale, resa con una pronuncia nasale e vocali finali allungate. Basta provare. Peraltro la sua origine ...

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