Nel lessico teatrale, imitazione della cadenza e della sonorità di una lingua o di un dialetto in un discorso senza però articolare frasi di senso compiuto
voce pseudo-francese, forse di origine onomatopeica, forse mutuata attraverso il veneziano dal francese: grommeler borbottare.
Situazione che rievoca gli eventi del programma televisivo “Carràmba che sorpresa”, in cui amici e parenti che non si vedevano da molto tempo venivano fatti incontrare di nuovo
dal nome del programma televisivo “Carràmba che sorpresa”, andato in onda nella seconda metà degli anni ‘90, condotto da Raffaella Carrà: il nome del programma gioca sull’unione fra il nome della presentatrice e l’esclamazione caramba, che esprime meraviglia.
Di lingua il cui lessico, principalmente in volgare o in dialetto, è approssimativamente flesso alla latina - lingua propria di opere poetiche e satiriche umaniste e rinascimentali; lingua usata in maniera arrangiata da chi non la conosce
da maccheroni: può riferirsi al fatto che venissero impastati con molti ingredienti o che i cuochi dei conventi parlassero un latino molto approssimativo.