Giungla

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giùn-gla

SignForesta pluviale tropicale, fitta e intricata; luogo ostile regolato dalla violenza e dalla sopraffazione

attraverso l'inglese jungle, dall'hindi jangal 'deserto'.

L'etimologia qui lascia interdetti. L'esotismo ci fa intuire subito che si tratta di una di quelle parole che sono arrivate dall'India per via inglese, ma com'è che in origine indica il deserto? Se c'è un ambiente che è l'esatto contrario del deserto, questo ci pare proprio la giungla, che è una foresta pluviale tropicale inestricabilmente ricca di vegetazione, umidissima, popolata promiscuamente da una quantità impressionante di forme di vita. Ebbene, diciamo che non si può dare una spiegazione cristallina e incontrovertibile di questo paradosso, ma si può presentare un'ipotesi.

L'origine hindi (e prima sanscrita) di questa parola ci parla di deserto anche nel senso particolare di 'terra non coltivata'. Volentieri perché arida e abbandonata, ma questo del 'non coltivato' è un significato attraverso cui il concetto di giungla si fa facilmente più ampio: da questa ampiezza si arriva all'intrico verde, che certo non è terra coltivata. Comunque, se la giungla sia passata a significare la foresta già prima dell'avvento degli inglesi nel subcontinente indiano o no, se questo passaggio sia stato influenzato dall'urdu o no, è dibattuto. Ma senza arrovellarci troppo, possiamo tenere presente che questo genere di significati è piuttosto elastico: non dobbiamo scordare che il nostro stesso 'deserto' etimologicamente sarebbe solo il luogo abbandonato (è fratello di 'disertare'), e che quindi, be', anche la foresta selvaggia potrebbe essere un deserto.

Ad ogni modo la giungla si è imposta con un carico immaginifico senza pari: è tutta vegetazione impenetrabile, reticoli di liane, sottoboschi insidiosi, vapori e miasmi, piogge pesanti, calure mortali e bestie minacciose; ma ha anche dei difetti. È diventato per eccellenza il luogo intricato e confuso regolato dalla violenza, in cui l'unica logica è quella della sopraffazione. Quindi pensiamo non solo al prato che è un mese che non tagliamo e che è diventato una giungla, ma anche a una scuola che è una giungla, alla giungla del mercato, e se vogliamo essere un po' rétro possiamo anche parlare delle giungle d'asfalto, anche se oggi è un'espressione che riguarda uno stato di cementificazione più che di violenza. E in questo tenore non va scordata la famosa legge della giungla, che si può declinare in espressioni amene come 'ognun per sé', 'uccidere o essere uccisi', 'sopravvive il più forte' e simili. anche se la legge della giungla di Kipling diceva altro ed era un filino più articolata.

Parola pubblicata il 07 Giugno 2018

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