Bizzeffe

biz-zèf-fe

Significato Solo nella locuzione ‘a bizzeffe’, col significato di ‘in grande quantità’

Etimologia dall’arabo volgare bizzef ‘molto’, dalla locuzione dell’arabo classico bi-ǧ-ǧuzaf ‘in blocco’.

  • «Ho trovato testimonianze a bizzeffe, ti mando l'elenco.»

Esotica ed enigmatica, e però anche trasparente, pronta e simpatica. È una parola che spicca.
La sua stranezza si fa notare anche per il modo un po’ goffo, un po’ in soggezione, con cui la lingua la maneggia, quasi fosse un oggetto bizzarro: esiste solo nella cristallizzazione della locuzione ‘a bizzeffe’.

‘A bizzeffe’ significa ‘in grande abbondanza, in grande quantità’. Possiamo pensare ai porcini spuntati a bizzeffe nel bosco, a come per sostenere la nostra posizione si trovino argomenti a bizzeffe, e abbandoniamo il professionista scontroso dicendoci che di gente brava come e più di lui c n’è a bizzeffe.
Notiamo subito il colore, il tono, la passione di questa parola: stiamo parlando di quantità, e il rischio di usare parole dimidiate, che attribuiscano misure in maniera spenta, poco incisiva, è concreto. Dopotutto non sempre quello che vogliamo è la cronaca, il registro. I porcini spuntati in abbondanza, i molti argomenti, la tanta gente hanno una compassatezza che riesce peggio a proiettare una mole, la folla di una quantità.

Quando invece questa roba di cui stiamo parlando è ‘a bizzeffe’, ecco una massa frizzante, agitata, spettinata — che è figlia del canale tramite cui la parola arriva: il mercato mediterraneo.
Sono i marinai nostrani che hanno colto il bizaf di quelli arabi, con cui esprimevano — e possiamo solo immaginare con quale frequenza — il ‘molto’. Riportato sulle nostre coste con tutta la verve dell’esotismo, questo strano modo di dire viene incapsulato in una locuzione, e rende tutta l’abbondanza di ciò che si scarica da un bastimento.

Ha un equilibrio eccezionale: è una quantità che non implica disordine, e che però non risulta nemmeno troppo disciplinata e concinna; non è un’espressione aulica ma gode di una certa ricercatezza — è una soluzione corrente, ma non scontata.
Inoltre s’impernia su un’impressione di significato che non ci dà immagini immediate, e quindi svicola anche dalla didascalia un po’ grossa di alternative come ‘a palate’. Invece mostra una certa somiglianza con ‘a iosa’, espressione analogamente enigmatica e dal significato paragonabile — anche se ‘bizzeffe’ ha un suono ben più simpatico e spumeggiante.

Ipotesi etimologiche alternative estemporanee, che di solito muovono dalla suggestione di ‘bis effe’, due volte effe, testimoniano che curiosa chimera sia questa parola — sentita come aliena e domestica. Ma non sono i fastelli di sigle dei facenti funzioni (f.f.) che si accatastano nei quaderni della burocrazia, non sono le grazie che venivano concesse doppiamente in tempi andati con la formula fiat, fiat, ‘sia, sia’. È un brandello di lingua straniera, rimasto impigliato nel sartiame delle navi, radicatosi nella piazza e nel cortile. Una vera meraviglia.

Parola pubblicata il 26 Marzo 2025