Inquinamento

in-qui-na-mén-to

Contaminazione nociva; degrado; manipolazione

dal latino: inquinare, che secondo i latini derivava da cunire defecare.

È una parola che, a dispetto di quel che significa, pare oltremodo gentile e compassata; infatti si è molto emancipata rispetto allo schifo concreto e immediato della lordura fecale proprio dell'accezione latina. Oggi è una parola distaccata, quasi asettica, che comunica il suo significato in maniera composta - tant'è che in pratica, nell'uso quotidiano, di rado ci trasmette immagini di liquami, ma si riferisce a sostanze e particelle praticamente invisibili sospese in aria, a discariche colossali e lontane, a isole di igienica plastica alla deriva nell'oceano, alle falde acquifere nascoste nel buio della terra, e perfino ad impalpabili onde acustiche, elettromagnetiche, luminose. Quel che possiamo notare è che, se si rovescia una petroliera davanti alla costa, parlare di "inquinamento" è molto formale: si può dire che l'intero ecosistema rimarrà inquinato per decenni, facendo stime e progetti di recupero, ma quando sei sulla spiaggia col liquame a mezza gamba non pensi "diamine, come è inquinata".

La formalità di questa parola spesso stona con la concretezza del problema, che invece, per la sua gravità, necessita di essere presentato con tutta la forza espressiva di cui si dispone: insomma, dire che le automobili lordano l'aria è ben più incisivo rispetto a dire che la inquinano - e il primigenio e suggestivo nesso con la cacca può essere un rimando importante, in questi ambiti.

Dati questi caratteri è comunque naturale che l'inquinamento, fra i suoi significati, annoveri anche quello di degrado, specie morale - pensiamo ad una mente inquinata -, e di manipolazione - pensiamo all'inquinamento delle prove del lessico giuridico.

Parola pubblicata il 26 Novembre 2013

Commenti