Laido

lài-do

Sudicio, ripugnante, turpe

dall'antico provenzale: laid, a sua volta dal francone lai brutto.

Quando si parla di laido si tratta di uno sporco che intacca l'essenza stessa di ciò a cui è attribuito, un'oscenità naturale, esteriore ed interiore, che non si può ripulire o mascherare nemmeno con la più accurata delle pulizie e la più rigida castigazione, si tratta del lordo, del meschino, del lubrico portati al parossismo, della turpitudine che più offende i sensi, il cuore e l'intelletto.

Sarà laido un marpione che allunga le mani, o un rivoltante spettacolo televisivo di più che infimo ordine, o un politico privo di morale; e... "S'i'fosse Cecco, com'i'sono e fui,/ torrei le donne giovani e leggiadre:/ le vecchie e laide lasserei altrui".

Parola pubblicata il 06 Maggio 2011

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