Precarietà

pre-ca-rie-tà

Incerto, instabile

dal latino: precarius ottenuto con preghiere, per grazia - da prex preghiera.

Parola di grande attualità e moda - ora come ora quasi esclusivamente riferita al mercato del lavoro dipendente.

In questo modo definisce uno status di particolare debolezza all'interno della categoria del lavoro subordinato - corrispondente, però, alla regola nel mercato del lavoro autonomo.

La precarietà è una forma dell'impermanenza, e in quanto tale, cifra della vita. Ogni situazione di stabilità interiore ed esteriore è costantemente sotto assedio: sta a noi impegnarci per mantenerci saldi o per riconquistarci la sicurezza. Ma senza illuderci che esistano bolle di paradiso, zone franche dalla precarietà.

Il riferimento pulitissimo alla preghiera rafforza il senso che niente sia scontato.

Parola pubblicata il 30 Dicembre 2010

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