Proedria

pro-e-drì-a

Significato Nell’antica Grecia, prima fila di posti, specie a teatro ma anche in liturgie e competizioni — e diritto, onore di sedervi

Etimologia voce dotta recuperata dal greco proedría, derivato di hédra ‘seggio’ col prefisso pró ‘davanti’.

  • «In platea la proedrìa è tutta riservata» «Eh sì, allo spettacolo ci saranno molte autorità.»

Posto riservato. Anzi, prima fila riservata. È normale, ci sarà senz’altro qualche autorità allo spettacolo: è una riservazione che vediamo e viviamo ancora oggi, a teatro. Però questa prima fila, e questo diritto speciale di occuparla, hanno una storia antica, e ovviamente anche un nome greco: proedrìa.

Come tanti nomi greci, a un primo sguardo può non dirci proprio tutto, e anzi sembrare qualcosa di diverso da quel che è — «Si siede lì perché ha la proedrìa» «Ah, mi dispiace, è grave?». Invece ci presenta una costruzione relativamente accessibile, colti due dati: come avevamo visto nell’esedra, ma come troviamo anche nella cattedra, hédra significa ‘seggio’ — un seggio che il prefisso ‘pro-’ ci colloca semplicemente ‘davanti’.

Ora, nell’antica Atene c’erano anche i proedri, rappresentanti tribali della bulè, consiglio cittadino, ed è un nome di carica che nell’intera sfera ellenica, pur descrivendo ruoli diversi, è rimasto nei secoli anzi nei millenni (ad esempio la ritroviamo come carica ecclesiastica nell’impero bizantino). Siamo davanti a una vasta categoria di presidenti (se ci facciamo caso, pre-sidente ci porge la medesima immagine) che più in genere abbraccia le persone che per speciale onore hanno il diritto di assistere in prima fila a funzioni liturgiche, competizioni sportive, spettacoli teatrali — oltre che, naturalmente, assemblee.

In effetti ‘proedria’ è indicato puntualmente come termine specifico del lessico storico — ma data l’impressionante continuità dell’uso, può tornare utile in quei discorsi che cercano una sfumatura precisa e non temono di alzare un po’ il tono, e che magari vogliono proprio marcare questo genere di pratica, anche criticamente.
Risorsa curiosa, la parola che ci significa insieme ‘prima fila’ e ‘diritto alla prima fila’.

Possiamo parlare della proedrìa pretesa per lo spettacolo dall’associazione influente e che vuole farsi notare; della proedrìa che durante il concerto vaneggia, completamente vuota, pur continuando a esibire i fogli ‘riservato’; della proedrìa garantita per un drappello che nei decenni ha sostenuto la squadra con una tifoseria tetragona.

Certo, traghettare nel presente un termine antico e solitamente inquadrato in ambito storico non è semplice — anche se in certi casi in cui bramiamo un certo taglio può parerci perfetto. Ma anche se non lo faremo e lo lasceremo nei suoi trascorsi greci, scoprire una continuità di costume con mondi lontani nel tempo ci racconta qualcosa di interessante su chi siamo, su ciò che crediamo, e su ciò che consideriamo degno e onorevole.

Parola pubblicata il 03 Giugno 2022