Lingua: catalano di alghero — Tempo
derivato dal latino tempus, con mantenimento della ‘-s’ finale anche al singolare.
Tutte le parole pubblicate sul sito, in ordine di data di pubblicazione dalla più recente.
Pagina 12 di 316
Lingua: catalano di alghero — Tempo
derivato dal latino tempus, con mantenimento della ‘-s’ finale anche al singolare.
Calendario con notizie complementari — astrologiche, agricole, culturali, economiche, mediche
attraverso il latino medievale almanach, forse dall’arabo iberico al – manàch, con significato di tavola astronomica, clima, luogo per far inginocchiare i dromedari.
Ciascuno degli elementi che formano la struttura dura della bocca, usati per mordere e masticare
dal latino dēns, dentis ‘dente’.
Bacchetta flessibile, bastone
da vinco ‘ramo flessibile, derivato di una voce del latino volgare ricostruita come vincum ‘flessibile’ ma propriamente ‘adatto a legare’, tratto da vinculum ‘legame’, da vincìre ‘legare’.
Paura intensa, persistente e irrazionale nei confronti di un oggetto, una situazione o un essere vivente; in senso esteso, avversione o ostilità marcata verso qualcosa o qualcuno
dal greco φόβος, (phóbos), ‘panico, paura’.
Fortificato; dotato, provvisto
participio passato di munire, voce dotta recuperata dal latino munìre ‘fortificare’, propriamente ‘dotare di mura’, derivato di moènia ‘mura’.
Domanda, specie a risposta chiusa, che viene sottoposta per mettere alla prova memoria o cultura o sondare aspetti della personalità di una persona; gioco basato su tali quesiti
etimo incerto.
Colore rosso violaceo intenso, uno dei tre colori primari sottrattivi (insieme al ciano e al giallo); per estensione, indica una tonalità vibrante e artificiale, simbolo di innovazione cromatica
dal nome della città di Magenta, in provincia di Milano, dove nel 1859 si combatté una celebre battaglia della Seconda Guerra d’Indipendenza italiana.
Estensione tridimensionale di un corpo; massa; intensità di un suono; libro, anche parte di un’opera
voce dotta recuperata dal latino volumen ‘giro, rotolo di pergamena’, da volutus, participio passato di vòlvere ‘volgere’.
Che afferma; che si fa valere in modo né aggressivo né remissivo
da asserto, voce dotta recuperata dal latino assertum, participio passato del verbo asserère ‘annettere, dichiarare’, da sèrere ‘intrecciare, connettere’ col prefisso ad-.
Fantasma; minaccia che incombe; diagramma che risulta dall’analisi delle componenti di una radiazione; gamma, campo, raggio d’azione
voce dotta recuperata dal latino spectrum ‘immagine, simulacro’, ma anche ‘fantasma’, derivato di spècere ‘guardare’ .
Insieme delle caratteristiche psichiche, comportamentali ed emotive che costituiscono l’essenza di un individuo e lo rendono riconoscibile, rimanendo relativamente stabile nel tempo e nelle diverse situazioni; carattere, temperamento, indole di una persona; in senso giuridico, insieme dei caratteri e delle prerogative che definiscono un soggetto fisico o collettivo come titolare di diritti e doveri; per estensione, persona eminente per la funzione che svolge o l’elevata posizione sociale
voce dotta recuperata dal latino tardo personàlitas, derivato di persona ‘maschera teatrale; carattere, personaggio; personalità, individualità’. La parola latina persona probabilmente viene dall’etrusco phersuna, derivato di phersu, che ricorre in iscrizioni tombali per indicare personaggi mascherati. A sua volta l’etrusco phersu può essere ritenuto un adattamento del greco prósopon ‘volto, maschera, personaggio’.
Accessorio dell’abbigliamento maschile, che consiste in una striscia di tessuto (specie seta o lana) da annodare sotto al colletto; in usi figurati dei più vari, anello di sostegno o fissaggio, o presa al collo
prestito dal francese cravate, che attraverso il tedesco Kravat deriva dal croato hrvat ‘croato’.
Nella locuzione ‘a iosa’, in gran quantità
etimo dibattuto.
Varietà linguistica: friulano — Parlare
dal latino fabulare.
Mediatore, intermediario, facilitatore
dall’arabo simsàr, ‘mediatore’, adattato dal persiano sapsar.
Parte di un meccanismo, di regola circolare, che gira attorno al proprio asse
dal latino rota ‘ruota’.
Rispetto ai propri meriti e alle proprie qualità, consapevolezza legittima o valutazione eccessiva
attraverso il provenzale orgolh, dalla voce del germanico occidentale ricostruita come urgoli ‘fierezza’.