Erba delle chenopodiacee (Chenopodium quinoa), e suoi semi
attraverso lo spagnolo, dal quechua kinwa.
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Erba delle chenopodiacee (Chenopodium quinoa), e suoi semi
attraverso lo spagnolo, dal quechua kinwa.
Gozzoviglia, eccesso nel mangiare e nel bere
dal croato zdravica ‘brindisi’, giunto in italiano attraverso il veneziano.
Fascino; fascinoso
voce scozzese, variante di gramarye ‘magia, incantesimo’, che è alterazione dell’inglese grammar ‘grammatica’.
Riparare, difendere; proteggere con uno schermo
derivato di schermo, a sua volta da schermire, che viene dal longobardo skirmjan ‘proteggere’.
Macchia d’inchiostro fatta scrivendo; scrittura illeggibile, disegno malfatto
etimo incerto. Probabilmente da scarabotto, che è dal francese escarbot ‘scarabeo’.
Dall’odore intenso e gradevole
dal latino fragrans, participio presente di fragrare ‘mandare odore’.
Levare grida di osanna; lodare pubblicamente, inneggiare, celebrare, esaltare
da osanna, voce dotta dal latino hosanna, che è trascrizione dell’ebraico hōshà’nā ‘salvaci’.
Abitazione misera, squallida e sporca
secondo una ricostruzione tradizionale, dal longobardo stainberga ‘casa di pietra’; ma forse è unione di stanza e albergo.
Atteggiamento di chi per convenienza tiene nascoste la propria fede religiosa o le proprie idee
dal nome del fariseo Nicodèmo, personaggio del Vangelo di Giovanni.
Alto funzionario dell’Impero Moghul indiano, poi principe; persona eccezionalmente ricca
attraverso l’inglese nabob o il francese nabab o il portoghese nabâb, dall’urdu nawwāb, prestito dall’arabo nuwwāb, plurale di nā’ib ‘reggente, vicario’.
Portare a compimento; dedurre
dal latino concludere, composto di cum ‘con’ e claudere ‘chiudere’.
Nella dottrina stoica, conflagrazione universale che distrugge il mondo alla fine di ogni anno cosmico
dal greco ekpýrosis ‘conflagrazione’, composta da ek- ‘fuori, da’ e pŷr ‘fuoco’.
Passaggio, apertura, condotto; orifizio
dal latino meatus ‘corso, moto’, ma anche ‘passaggio’, derivato di meare ‘passare’.
Luogo chiuso, recintato; cerchia
dal latino claustra, plurale di claustrum ‘recinzione, luogo chiuso’.
Fornello a carbone o a legna con griglia; cottura mediante questo strumento; riunione, trattenimento dove si servono vivande così cucinate
attraverso inglese e francese, dallo spagnolo barbacoa, derivato dal taino barbicú.
In riferimento al cavallo, munirlo di barda o di finimenti; al riflessivo, caricarsi di abiti vistosi o ingobranti
dall’arabo bàrda’a ‘basto, barda’.
Relativo all’unione fra l’appartenente a una casata reale o nobiliare e una non nobile, in cui né alla consorte né ai figli è estesa la condizione giuridica del marito e padre, né sono garantiti diritti di successione
dal latino medievale morganaticus, derivato del tedesco antico morgangeba, che nel moderno è Morgengabe, composto di Morgen ‘mattino’ e Gabe ‘dono’.
Goccia di umore secreto da ghiandole apposite per lubrificare l’occhio; goccia, stilla
dal latino lacrima, di origine indoeuropea.