Riffa

rìf-fa

Significato Lotteria privata

Etimologia dallo spagnolo rifa, gioco d’azzardo, di origine imitativa.

  • «Guarda! Alla riffa ho vinto un tagliapizza a forma di motocicletta. Involucro a parte va nel residuo non differenziabile, giusto?»

Facile dire che cosa sia una riffa; piuttosto difficile discernere l'origine del nome, anche perché con tutta probabilità segue una grammatica fonosimbolica — ci sarà da tendere l'orecchio, insomma.

Parliamo, per dirla in maniera distinta, di una lotteria privata. Qualcosa viene messo in palio e vengono venduti dei biglietti per un'estrazione, o ciascuno conferisce un premio e a tutti toccherà in sorte qualcosa. Sappiamo che le lotterie, per la cosa pubblica, sono un affare delicato, su cui s'imperniano controlli dettagliati e non poche pretese: la lotteria, dopotutto, è un gioco d'azzardo. Ma questo si manifesta in maniera particolarmente misurata, si direbbe.
Infatti, anche se sui dizionari si trova registrato in modo ricorrente che in palio, nelle riffe, ci sono 'oggetti di valore', forse su questo punto l'uso linguistico è slittato: non mi aspetto di vincere un candelabro d'argento, alla riffa, quanto magari un set di portatovaglioli a tema natalizio. Ad ogni modo, anche soppesando gli usi letterari del termine, emerge sempre un tratto semplice, se non proprio rustico — e la risorsa è molto utile. Di lotterie minori che coinvolgono gruppi circoscritti e che non vogliamo chiamare pesche (un po' prosaiche e spesso edificanti, di beneficienza) la nostra vita è punteggiata, dopotutto — riffe di Natale in ufficio, riffe svuotacasa per il trasloco, riffe scolastiche con le produzioni artistiche delle classi.

Ma riffa è anche la lite, la violenza, la prepotenza; e pare che le accezioni siano collegate — la continuità fra gioco d'azzardo e alterco non è che richieda gran fantasia, e anzi lo stesso spagnolo rifa contiene già entrambi: l'onomatopea rappresenterebbe un grattare, uno scontrarsi. Ma qui dobbiamo aggiungere un elemento di complessità.
Se ottengo ciò che voglio di riffa, lo ottengo di prepotenza. D'altro canto, posso ottenerlo anche di riffa o di raffa, cioè ad ogni costo, in ogni modo — ma che vuol dire quest'espressione, di preciso? 'Di violenza o arraffando'? O 'per caso o arraffando'?

Siamo, con tutta probabilità, davanti a un'eloquente voluttà fonosimbolica, che soverchia ogni analisi.
Ad esempio, anche in inglese troviamo un riffraff che significa 'persona poco rispettabile' e che risale all'espressione dell'antico francese rif et raf, 'di tutto', specie in riferimento a congerie di roba. Niente che paia strettamente collegato, si direbbe — ma sono concetti che fanno variamente aggio sull'allitterazione. Nel di riffa o di raffa potremmo certo annusare significati lineari, ma sostanzialmente siamo davanti a un merismo retorico che con una sonorità rapace in due tratti ci presenta tutta la varietà dei modi fortunosi e forzosi in cui si può ottenere qualcosa. Di riffa o di raffa, su questo affare ci ingrasseranno, mi procurerò quel libro di riffa o di raffa.

Insomma, è una parola che ci dà un bel contatto con la pancia della lingua e le sue finezze.

Parola pubblicata il 12 Maggio 2026 • di Giorgio Moretti