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Cabotaggio

ca-bo-tàg-gio

SignNavigazione costiera fra porti della stessa regione

incerto. Forse dal nome del navigatore Giovanni Caboto, forse dallo spagnolo cabo capo, intendendo il navigare da capo a capo.

Cabotare significa navigare sottocosta di porto in porto - un tipo di navigazione adatto per le piccole imbarcazioni che abbiano da sbrigare trasporti e commerci minuti, senza affrontare il mare aperto. Così, con l'espressione "piccolo cabotaggio" si può indicare per estensione un'attività di poco rischio e scarsa importanza e prestigio, o un atteggiamento così inclinato. Si differenzia, sempre estensivamente, dal "grande cabotaggio", che invece tratteggia una navigazione - e quindi...

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Cabrare

ca-brà-re (io cà-bro)

SignDi velivolo, impennarsi; nel linguaggio cinematografico, fare una panoramica dal basso verso l'alto

dal francese cabrer 'impennarsi, alzarsi come una capra', dal provenzale cabra 'capra'.

La parola è bellissima, ma prima c'è da considerare un aspetto storico. Il verbo francese cabrer è vecchio come il cucco - fra settant'anni festeggiamo il novecentesimo anniversario della prima attestazione, facciamo un apericena, non prendete impegni, siete tutti invitati. Si tratta di un umilissimo derivato di 'cabra', e per lunghi lunghi secoli ha avuto significati che poco se ne allontanavano: l'impennarsi, come fa la capra (mamma mia come sono minacciose le capre quando s'impennano),...

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Cacao

ca-cà-o

SignPianta del genere Theobroma originaria dell'America centrale; polvere ottenuta dalla macinazione dei suoi semi

dallo spagnolo cacao, a sua volta derivato dalla voce nahuatl cacahuatl.

Il termine cacao è giunto alle lingue europee nel XVI secolo, quando i colonizzatori spagnoli entrarono in contatto con i gruppi nahua del Messico centrale (quelli che oggi chiamiamo impropriamente Aztechi, ma questa è un’altra storia…), dai quali appresero non solo il termine ma anche l’uso alimentare della pianta (Theobroma cacao). Nella locale lingua náhuatl, il termine cacahuatl indicava la pianta e il frutto del cacao, mentre con cacahuātl (cacahua-tl + at-l, “acqua” e, per estensione,...

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Cacca

Càc-ca

SignFeci; cosa sporca, schifezza

voce infantile, che i latini volevano contratta da cloacare sporcare.

È una delle parole più fondamentali della lingua. Nessuna immagine come quella della cacca riesce intuitiva e versatile per dare attributi in metafora o in similitudine, di indole ridanciana e intellegibili fin dalla più tenera età, di un'ironia travolgente - volgare solo se usata con intenti volgari. L'immediatezza del dire che qualcosa è cacca è talmente essenziale e indipendente da circuiti razionali da acquisire una forza comunicativa sublime - e la cacca come immagine, la cacca come...

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Cachinno

ca-chìn-no

SignRisata sguaiata

dal latino: cachinnus, affine al greco: kakhazein sghignazzare, forse di origine onomatopeica.

È una parola fine, un vero arcaismo. Insomma, la usa giusto Umberto Eco. Però è una parola di valore, che riesce a vestire di grazia il riferimento alla risata sguaiata, allo schiamazzo: usandola ci si pone palesemente a un livello superiore - il che apre sia ad uno sguardo ironico e simpatico, sia ad uno censorio e bacchettone. Perché il cachinno non è solo una risata spiacevole e di bassa lega; se ne può anche apprezzare la vitalità, e il suo essere divertente. Il giudizio sul suo...

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Cacicchismo

ca-cic-chì-smo

SignEsercizio accentrato in una sola persona del potere locale

da cacicco, derivato dallo spagnolo cacique, a sua volta adattamento da una voce dei Taino, popolazione precolombiana che abitava le Antille.

Questa parola sta avendo un certo successo nel gergo politico e giornalistico. Essa descrive una particolare tendenza politica in cui il potere, a livello locale, è saldamente detenuto ed esercitato da una singola persona - potere che non solo non risente della politica nazionale, ma che su di essa può anzi esercitare un certo peso. Lo troviamo perlopiù riferito a impronte politiche di sindaci e presidenti di Regione. Il nome di questo importante fenomeno nasce dalla suggestione di una...

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Cacofonico

ca-co-fò-ni-co

SignSgradevole da sentire

da cacofonia, dal greco kakophonìa, composto da kakós cattivo e phoné suono.

La cacofonia riguarda la bellezza - anzi, la bruttezza: certi suoni risultano sgradevoli all'orecchio. Quindi ciò che è cacofonico non è sgradevole da udire perché ci ferisce o ci fa arrabbiare; è solo una questione estetica. Ad esempio, si può parlare di una ripetizione cacofonica all'interno di un testo; il musicista può dileggiare il brano celebre e sussiegoso riproponendolo in una chiave cacofonica; e può risultare tremendamente cacofonico l'acronimo di un'impresa o di...

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Cadauno

ca-da-ù-no

SignCiascuno

probabilmente dal latino medievale cata unum, in cui cata riproduce il greco katà con valore distributivo, e unum è 'uno'.

Pff, figuriamoci questa è una paroletta da piccolo commercio cotidiano, priva di ogni altezza e perciò di interesse. O no? Be', il fatto che in effetti sia una parolina strettamente confinata nel linguaggio commerciale non è predicativo della sua profondità, e tantomeno della sua storia: fra i banchi dell'usato si trova spesso merce gagliarda. Quando si dice che questa parola trae origine dal latino medievale non parliamo del medioevo delle giostre cortesi, ma del medioevo primo, subito...

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Cafarnao

ca-fàr-na-o

SignLuogo di grande confusione, mucchio confuso

dal nome della città di Cafanao, in Galilea, dove predicò Cristo.

Le narrazioni cristiane sono terreni che hanno dato un largo frutto al nostro lessico: per la loro diffusione e notorietà, e per la presa che hanno avuto sull'immaginario collettivo, molti nomi di personaggi, animali, piante, oggetti e luoghi ivi citati hanno preso profili proverbiali, coagulandosi in antonomasie. Questo non è certo il primo che troviamo. Cafarnao, in ebraico Kefar Nahum, ossia 'villaggio della consolazione', era una città della Galilea, affacciata sul lago di Tiberiade....

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Cafone

ca-fó-ne

SignMaleducato, rozzo

secondo un etimo suggestivo, dal nome di Cafo, centurione che combatté al servizio di Cesare e che ebbe, da veterano, delle terre in Campania; più probabilmente affine a cavare, in riferimento al contadino che zappa e solca la terra.

A metà fra storia e leggenda, si vuole che Marco Antonio si fosse impegnato per fare avere delle terre nell'agro campano ai veterani di guerra di Cesare, dopo la morte di questo. L'operazione non fu proprio cristallina in quanto a legittimità, ma fatto sta che vicino a Capua ci finirono il centurione Cafo coi suoi. Come si può indovinare, questo Cafo non era propriamente un gentleman, anzi. Aduso a battagliare con Galli e Bretoni, come ebbe la terra si distinse subito dai locali per i suoi...

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