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Cancro

càn-cro

SignGranchio; quarto segno zodiacale; tumore maligno; male endemico

dal latino cancer 'granchio', calco del greco karkínos.

Abbiamo sempre avuto il vizio maledetto di proiettare sugli animali le nostre miserie e nefandezze. Il vecchio morbidamente lascivo lo chiamiamo porco, di un pessimo attore diciamo che è un cane, una donna bella e fatua è un’oca, lo stupido ha un cervello da gallina, allo scolaro scadente diamo del somaro. Per non parlare, poi, del fatto che definiamo bestiali gli atti più perversi che compiamo, dimenticando che la perversione è una peculiarità tutta umana. Al povero granchio, però, abbiamo...

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Candidato

can-di-dà-to

dal latino: candida la toga bianca con cui era costume i concorrenti per una carica statale apparissero in pubblico.

Il candore è simbolo di purezza - segno palese ed esteriore di specchiate ed irriflesse qualità morali. E oggi? Facile e scontato rimproverare una classe politica sorda. Quindi forse, al solito, è bene iniziare lavorando e ponendo domande su se stessi, accertandosi di non pensare "Voglio che non ci sia corruzione (oppure voglio poterci partecipare anche io)". Non sempre abbiamo l'autorità per lamentarci della morale dei candidati...

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Canicola

ca.nì-co-la

SignPeriodo dell'estate in cui le temperature sono più alte

dal latino: canicula cagnolino, antico nome di Sirio, stella più luminosa della costellazione del Cane Maggiore.

Fra il 24 luglio e il 26 agosto il sole sorge e tramonta insieme alla stella Sirio - la stella più brillante del firmamento notturno. In questo periodo dell'anno il caldo è più intenso, e anticamente si pensava potesse essere in qualche modo collegato alla congiunzione fra Sirio e il sole. Si tratta ovviamente di una coincidenza casuale - ma questa congiunzione ha attecchito con forza nell'immaginario antico. Così "canicola" oggi significa, in generale, un momento di suprema calura, in cui...

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Cannibale

can-nì-ba-le

SignUomo che si ciba di carne umana

dallo spagnolo: canibal, alterazione di caribal, a sua volta dalla lingua dei Caraibi: caribe ardito, che è passato ad indicare la popolazione stessa delle Antille.

In Europa la popolazione dei Caraibi, che dà il nome al luogo geografico, ebbe fama di mangiatrice d'uomini. Non senza un certo disprezzo, dal loro stesso nome nacque allora cannibale come sinonimo di antropofago. In effetti non si tratta di una parola particolarmente esatta: sarebbe appunto più corretto parlare di antropofagia, fenomeno ben più complesso di quanto l'approssimativa osservazione dei civilizzatori europei abbia inizialmente apprezzato; volendo spingersi più oltre si può...

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Canone

cà-no-ne

SignRegola; modello; somma di denaro da versare periodicamente; composizione musicale in cui più voci si imitano

dal greco: kanon bastone, da kanna canna, indicando il regolo usato dagli artigiani nel loro lavoro.

Si tratta di una parola magnifica. Dall'umiltà del fine lavoro artigiano e dalla sua regola composta di attente misure, scaturisce attraverso i secoli una parola che arriva a toccare le più auliche sfere della lingua, dalla religione, all'arte, al diritto. Se infatti il canone invale ad indicare fin dalla prima epoca cristiana la norma religiosa, presto si allarga a significare anche il regolare (!) tributo in denaro o in natura dovuto ai vari regnanti - da cui gli odierni canoni d'affitto,...

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Canovaccio

ca-no-vàc-cio

SignTela grossa usata come strofinaccio; traccia schematica di una rappresentazione teatrale

voce settentrionale, derivata da canapa; nel senso di traccia, è passato attraverso il francese canevas.

Un oggetto domestico molto umile dà il nome a un'entità artistica di cardinale importanza. Il canovaccio, cioè la tela tessuta con la canapa, è per antonomasia lo strofinaccio usato in cucina, utile in cento modi - per asciugare, coprire, prendere qualcosa di caldo. Non è certo una pezza di seta: umile il materiale originario (diffusissimo, specie in passato - basti pensare che la regione del Canavese prende il suo nome proprio dalla coltivazione di canapa), umili gli usi. La grossa...

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Cantonata

can-to-nà-ta

SignAngolo esterno di un edificio che è angolo fra due strade

da cantone, angolo di un edificio o di una stanza, a sua volta da canto nel senso di angolo, dal greco: kanthos angolo dell'occhio.

Al di là del significato di angolo in sé, questa parola vive con particolare vigore nell'espressione "prendere una cantonata", nel senso di fare un errore madornale, grossolano: "Ho comprato questo bracciale d'oro e avorio per soli cento euro!" "Guarda che è metallaccio dorato e plastica" "Ma... ma..." "Hai preso una cantonata". Il guidatore di carro che ridendo e scherzando sbaglia una curva prendendola troppo stretta e urta col mozzo della ruota o la ruota stessa il cantone dell'edificio,...

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Caparbio

ca-pàr-bio

SignOstinato, testardo

etimo incerto; probabilmente derivato di capo, con un'evoluzione semantica simile a testardo e cocciuto.

Nella nuvola di parole che variamente denota l'essere ostinati, 'caparbio' è una delle più auliche. Una risorsa notevole, anche se in certi casi tende all'affettazione. La caparbietà - come anche l'etimo ci spiega, pur nella sua incertezza - è un'intensa forza cerebrale, estremamente corposa. È caparbio colui che fa le cose di testa sua, che nessun consiglio o avvertimento può smuovere dal suo proposito o dalla sua idea: un attributo in cui virtù quali costanza e determinazione sono pesate...

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Capestro

ca-pè-stro

SignCorda per legare il collo di animali o di condannati alla forca; in lessico giuridico, contratto capestro è un contratto sbilanciato, che impone oneri gravi

dal latino: capistrum fune per bestie e condannati a morte - probabilmente da caput testa.

Parola che disegna un'immagine truce ma colorita e versatile. La suocera non proprio affabile e conciliante può essere il capestro di un amico; la clausola di un contratto di lavoro che si è firmato incautamente e che si rivela enormemente più pesante del previsto è una clausola capestro (in quest'uso "capestro" resta invariato); saltando ad altra parola sorella, un ragazzo scapestrato è quello che vive una vita disordinata, sfrenata, dissoluta - un tipo talmente raccomandabile che si...

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Capiente

ca-pièn-te

SignChe può contenere molte cose o persone; di bene, che può coprire una certa passività

voce dotta, recuperata dal latino capiens, participio presente di càpere 'prendere, contenere'.

Vista la chiara matrice latina può stupire che questa parola sia invalsa relativamente di recente: è attestata alla metà dell'Ottocento, e ancora all'inizio del Novecento in tanti dizionari non compare. Eppure ha un'aria così consueta, come solo le parole di uso sbrigativo e quotidiano sanno avere — e pochi concetti sono sbrigativi e quotidiani come le indicazioni di misura. Essa recupera il latino capiens, participio presente di càpere. Il significato primo di questo verbo è 'prendere', ma...

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