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Capitare

ca-pi-tà-re (io cà-pi-to)

SignArrivare, specie per caso; accadere; presentarsi per caso

attraverso l'ipotetica forma del latino parlato capitare, dal latino caput 'capo'.

Il capitare sa subito di caso inatteso. Si vede bene che dentro c'è il caput latino, e quindi magari ciò che capita dev'essere ciò che arriva fra capo e collo, o anche solo sul capo. No? In effetti le cose sono un po' diverse. Il capo, nel capitare, ha un valore figurato che ce lo racconta come un punto, un fine. Tant'è che quando emerge in italiano (ai suoi albori, per via popolare), ha i significati di giungere, di far capo, di finire — fin da subito con una certa sfumatura di casuale, di...

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Capitolare

ca-pi-to-là-re (io ca-pì-to-lo)

SignTrattare la resa col nemico

dal latino medievale capitulare, derivato da capitulum capitolo; nel caso, capitolo di un accordo.

A partire dai più elementari studi di storia, tutti abbiamo nel nostro bagaglio questa parola: capitolare significa arrendersi, aprire le trattative col nemico da una posizione di resa. L'origine di questa parola però non ha niente a che fare col capitombolo, e in generale con la caduta - come invece si potrebbe pensare. Ha a che fare proprio con la trattativa. Capitolare, infatti, vuol dire stendere una capitolazione, cioè una convenzione articolata in capitoli. La città che capìtola è...

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Capitolo

ca-pì-to-lo

SignParte di un testo; riunione di religiosi o di appartenenti ad un ordine

dal latino: capitulum diminutivo di caput capo.

A parte i capitoli che compongono il romanzo, la riflessione sul capitolo-riunione si fa interessante. Il capitolo (o sala del capitolo), propriamente era una sala del monastero in cui i monaci si riunivano una volta al dì per leggere un capitolo della Regola (da qui il nome) e per eventuali discussioni. Solo i monaci potevano parlare; eventuali osservatori erano tenuti al silenzio: perciò tutt'oggi si parla di "aver voce in capitolo". Non ce l'ha chi non ha l'autorità per poter...

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Capzioso

cap-zió-so

SignIngannevole, artificioso, insidioso

dal latino: captio frode, da càpere prendere.

Un discorso furbo e sofisticato, parato al fine di raggirare, di indurre in dichiarazioni scomode o di far prendere decisioni traviate, sarà capzioso. Così lo sarà ogni argomentazione tortuosa che con passaggi pedanti e cavillosi giunga alle conclusioni volute a monte: è insomma un'attribuzione che ha in sé tutta la spiacevolezza dell'ostentazione gonfia e dell'insidia faziosa. È piacevole invece notare come questa stessa parola sia perlopiù usata in maniera capziosa, con l'intento di...

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Carabattola

ca-ra-bàt-to-la

SignOggetto di poco conto

dal latino grabatum lettuccio, a sua volta dal greco kràbatos.

La storia di questa buffa parola è davvero curiosa: infatti essa non è giunta a noi per continuità dal latino. La sua diffusione è dovuta a una frase della traduzione latina del Vangelo di San Marco (II, 9): fra i molti miracoli taumaturgici di Cristo, è raccontata anche la guarigione di un paralitico; Cristo, rivolto a questo, dice "Surge, tolle grabattum tuum, et ambula". Cioè "Alzati, prendi il tuo lettuccio, e cammina". Ora, all'orecchio del popolo l'associazione fra garabattum (o...

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Caramogio

ca-ra-mò-gio

SignPersona piccola e deforme; nome di una statuina di porcellana che rappresenta un personaggio deforme e ridicolo

dal persiano kharmūsh grosso topo.

Questa parola di alto registro non è certo lusinghiera - e anzi è inquadrabile come offesa. Il caramogio è la persona piccola e grottesca, espressivamente accostata al grosso topo: una visione insieme ridicola e ripugnante. Certi dizionari riportano un significato esteso al balordo, ma in questo senso perde tanto colore: fra ratti e balordi il salto è grande. In maniera molto appropriata, invece, caramogio è stato usato anche come nome per certe statuine grottesche di porcellana, che...

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Carato

ca-rà-to

SignUnità di peso delle pietre preziose; indice di purezza delle leghe auree; in generale, un ventiquattresimo

dall'arabo: qirat ventiquattresima parte di una moneta, il dirham, a sua volta dal greco keration carruba, i cui semi venivano usati per pesare preziosi - diminutivo di keras corno, per via della forma.

La cultura popolare attribuiva ai semi del carrubo la qualità di essere tutti identici: quindi quale migliore metro per pesare oggetti piccoli e preziosi, pietre e metalli? E, facendo una media, attualmente il peso del carato, nel sistema metrico decimale, è individuato in 0,2 grammi. I carati aurei, invece si riferiscono in ventiquattresimi alla purezza dell'oro: un'oncia d'oro a diciotto carati contiene diciotto parti d'oro e sei parti di altri metalli - quello a ventiquattro è puro. È...

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Carattere

ca-ràt-te-re

SignSegno grafico; in tipografia, blocchetto per la stampa su cui il segno grafico sporge a rovescio; tipo di indole; tratto caratteristico; in drammaturgia, tipo di personaggio

dal greco charaktér impronta, da charàssein incidere.

Questa parola ha una mole impressionante di significati, che sarebbe superfluo tentare di elencare con precisione. È meglio cercare di capire quale sia il suo scheletro, e quali i suoi significati fondamentali da cui gli altri si dipanano. Etimologicamente il carattere è un'impronta. Un significato eccezionalmente vicino ai primi che questa parola ha assunto in italiano, cioè quelli di segno grafico e, con l'avvento della stampa, di elemento tramite cui il segno viene impresso sulla carta....

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Carcamano

car-ca-mà-no

SignTermine spregiativo con cui in Brasile possono essere chiamati gli Italiani, e in generale gli Europei non iberici.

voce portoghese, modellata a partire dall'italiano; composta da carcare contrazione di caricare e mano; riferita alla pratica di truffare premendo con la mano sul piatto di una bilancia.

Vedere quale immagine di noi stessi sia riflessa nel giudizio altrui è sempre molto fertile - anche se non sempre è piacevole. E questo vale sia a livello personale sia a livello nazionale. In particolare, in Brasile, se si vuole indicare con spregio un oriundo italiano, si usa il nome carcamano; questo nome si riferisce alla pratica disonesta del venditore che, nel pesare la merce, preme con la mano sul piatto della bilancia, falsando il peso e alzando il prezzo. Una parola vivace - come...

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Cariatide

ca-rià-ti-de

SignScultura femminile usata come colonna; persona indolente o indifferente; persona retrograda

dal greco kariàtis donna di Caria.

Quanto gusto in una sola parola! Se avete presente l'Acropoli di Atene, forse avrete in mente anche l'Eretteo, il più antico fra i templi che vi si trovano, luogo magico dei primi culti ateniesi. Questo tempio ha una particolare loggia, sorretta da colonne scolpite come figure femminili: le Cariatidi. Secondo la ricostruzione etimologica classica, propriamente, le Cariatidi altre non erano che le donne di Caria, un'antica città del Peloponneso. Durante le guerre persiane, questa città si...

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