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Entelechia

en-te-le-chì-a

SignPer Aristotele, lo stato di perfetto grado di sviluppo

dal greco: entelekeia, composto di en telei ekein essere compiuto.

La teoria aristotelica discerne l'essere in atto e l'essere in potenza, cioè l'essere come è effettivamente e l'essere come potenzialmente può essere. In questa teoria la causa che è scaturigine dello sviluppo di un ente è interna all'ente stesso: capiamo allora che l'entelechia è il pieno sviluppo raggiunto secondo le proprie regole. Ciò che così raggiunge la perfezione, in potenza non può essere nient'altro, poiché è completamente espresso in atto. Si tratta di un tipo di perfezione...

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Entusiasmo

en-tu-sià-smo

dal greco: en dentro thèos dio. Il dio dentro.

È una delle mie parole preferite in assoluto. Quello dell'entusiasmo non è uno stato d'animo che si riduce ad una semplice eccitazione partecipe. È qualcosa di estremamente più profondo, potente, massiccio. È il risvegliarsi di una forza che ci invasa tramite la quale non c'è meta che non sia a portata di mano, non ostacolo che non possa essere abbattuto, non collettività che non ne possa essere travolta e coinvolta. È lo stato d'animo attivo, centrato e sorridente che schiude l'infinita...

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Enucleare

e-nu-cle-à-re (io e-nù-cle-o)

SignSpiegare, chiarire i punti essenziali di una questione; individuare, estrarre il nucleo di qualcosa

dal latino enucleare togliere il nocciolo, analizzare, composto da e- fuori e nucleus nocciolo.

Una parola davvero bella: infatti il suo significato originario descrive un'azione comune e molto fisica, quale è il liberare un frutto dal nocciolo. Un'azione che implica cura e attenzione nel separare la parte commestibile da quella da scartare - sia nei casi in cui si tolga il nocciolo dal frutto, sia nel caso in cui il frutto venga estratto da un guscio. Questi caratteri passano nell'enucleare inteso in senso figurato: si può immaginare una simile azione in astratto, riferita a...

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Epanalessi

e-pa-na-lès-si

Sign Figura retorica che consiste nel ripetere due volte un’espressione all’inizio, al centro o alla fine di una frase

dal greco epanàlepsis ‘ripetizione’, sostantivo astratto dal tema di epanalambàno ‘io ripeto’.

Dai, dai, venite! Oggi voglio raccontarvi un’altra di quelle (tante) figure retoriche che si basano sul semplice e comune meccanismo della ripetizione. Nel caso dell’epanalessi, poi, si tratta di un tipo specifico di ripetizione: viene duplicata un’espressione all’inizio della frase (secondo lo schema /XX…/, in cui ‘X’ è l’espressione utilizzata), al centro della frase (schema /…XX…/) o alla fine della frase (schema /…XX/). Lo so, lo so, non si capisce niente con questi schemi astratti....

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Epidittico

e-pi-dìt-ti-co

SignDimostrativo, espositivo

dal greco epideiktikós, da epídeixis 'dimostrazione'.

Questa parola viene solitamente usata in un ambito piuttosto circoscritto, quale è quello della retorica greca. Classicamente il genere epidittico è annoverato, accanto a quello giudiziario e a quello deliberativo, fra i tre generi del discorso retorico. Se a quello giudiziario afferiscono le orazioni pronunciate in tribunale e a quello deliberativo le orazioni volte a orientare la decisione politica di un'assemblea, quello epidittico comprende i discorsi pronunciati in occasioni pubbliche,...

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Epifania

e-pi-fa-nì-a

SignManifestazione della divinità; nella religione cristiana, prima apparizione di Cristo; rivelazione

dal greco epiphàneia, manifestazioni della divinità, dal verbo epiphànein, composto di epì dall'alto e phànein apparire.

Un termine importante, di caratura eccezionale. Questa parola ha una lunga storia, in ambito religioso. Le epifania (dato che in greco è un plurale), nell'antica Grecia erano le feste dedicate a una particolare divinità durante le quali essa si manifestava - anche solo nel naos, il cuore segreto e inaccessibile del tempio. Dopo che il Cristianesimo si fu installato sulle precedenti liturgie pagane, fu una sola l'epifania (nell'uso corrente, un singolare) a restare, quella di Cristo - con un...

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Epifora

e-pì-fo-ra

SignFigura retorica che consiste nella ripetizione di una o più parole alla fine di un segmento di testo

Dal greco epiphorà ‘aggiunta’, a sua volta dal verbo epiphèro ‘portare in aggiunta’.

Se la scorsa settimana abbiamo parlato dell’anafora, ovverosia la ripetizione di parole all’inizio di segmenti di testo, oggi invece trattiamo della sorella epifora, che si comporta allo stesso modo ma specularmente. Ancor di più della prima, questa figura retorica la fa da padrona nell’ambito dei rituali solenni: ricordate quando, al Catechismo, vi hanno insegnato tutte le formule di risposta e chiusura alle preghiere del prete? Ebbene, voi che ripetevate, insieme con gli altri, Amen, Ora...

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Epigono

e-pì-go-no

SignSeguace, imitatore, che riprende e ripete idee e stile di un grande predecessore

dal greco: epi sopra, dopo gonos prole, quindi, nato dopo.

Il manierismo e l'emulazione sono una facile lusinga. Le persone cercano la propria identità e il proprio posto nel mondo all'interno di nicchie centrifughe e particolaristiche, dove il tentare la via dell'epigono diventa la regola e il distintivo. Ma chiaramente riscrivere ciò che è già stato scritto, oltre ad essere inautentico, è sterile: a meno di ricerche particolari o usi ironici, questo resta un elegante termine afflitto da una connotazione strutturalmente...

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Epigrafe

e-pì-gra-fe

SignIscrizione posta su un monumento o una lapide; breve frase scritta all'inizio del libro, con funzione di dedica o di cenno al contenuto del testo

dal greco epigraphè, composto da epì- sopra e graphè scritto.

Il significato radicale di questa parola è favolosamente semplice: scritto sopra. «Tutto ciò che è scritto, è scritto sopra qualcosa» diranno i più attenti. Il che è vero, e infatti la parola 'epigrafe' ha un significato un po' più specifico, rispetto alla semplice giustapposizione delle sue parti etimologiche. Innanzitutto, l'epigrafe è ciò che è scritto sopra un supporto resistente, più durevole di carte o pergamene: ad esempio, lapidi, monumenti e tombe recano scritte epigrafi....

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Epinicio

e-pi-nì-cio

SignNella letteratura greca, componimento celebrativo della vittoria di un atleta; discorso celebrativo

dal greco epinikion (melos) canto di vittoria, composto da epi sopra e nike vittoria.

Nell'antica Grecia l'epinicio era un componimento poetico complesso: principalmente era volto a celebrare la vittoria di un atleta, specie olimpionica; si soffermava sui suoi natali, e sulla gloria della città di origine. Ma nelle sue articolazioni trovavano spazio anche narrazioni mitologiche e discettazioni morali - anzi, finivano per essere il vero fulcro del componimento, in cui il poeta poteva meglio esprimere la propria abilità e il proprio pensiero. Maestri nell'arte dell'epinicio...

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