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Gigioneggiare

gi-gio-neg-già-re (io gi-gio-nég-gio)

SignRiferito agli attori, tendere a una recitazione esagerata; ostentare atteggiamenti disinvolti, esagerati, teatrali

derivato di gigione.

Il termine gigione nasce nell'ambiente teatrale milanese per descrivere un tipo di attore tanto pretenzioso e pieno di sé quanto di scarso talento. È uno di quei termini che scaturisce misteriosamente da un nome proprio - accrescitivo di Gigi, ipocoristico di Luigi -, senza che sia possibile ricondurlo a una persona in particolare. (È un fenomeno che nel vernacolo fiorentino, che conosco meglio, è piuttosto comune: bartolomeo per tonto, michelone per vispo...) Ad ogni modo, gigioneggiare...

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Gincana

gin-cà-na

SignPercorso di gara con difficoltà e ostacoli

dalla voce indostana: gendkhāna luogo dove si gioca a palla, composto di gend palla e del persiano: khāne casa; questa voce è poi passata attraverso l'inglese, che l'ha alterata sul modello di gymnastic ginnastica.

In origine la gincana (o gimcana) doveva essere poco più di un parco pubblico, munito di qualche installazione per il gioco sportivo. Ed è proprio sull'incerto crinale che separa la chiarezza regolata dello sport e la confusione del gioco improvvisato al parco che nasce il concetto di gincana: infatti, attraverso l'occhio occidentale, diventa una gara che propone ai partecipanti di affrontare un percorso - da fare a piedi, a cavallo, in bici, in moto o in auto - complicato da difficoltà...

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Ginepraio

gi-ne-prà-io

SignLuogo in cui ci sono molti ginepri; situazione difficile, intricata

da ginepro, arbusto nostrano che tende a crescere in gruppi, dal nome latino: iuniperus.

In molte zone del nostro paese, specie se selvatiche e aride, crescono gli arbusti del ginepro; questa pianta ha foglie pungenti e rami intricati, ed è decisamente spiacevole esser nella non facile faccenda di doverne superare un gruppo passandoci in mezzo. L'immagine del ginepraio giunge a noi da tempi in cui questa situazione era più vicina alla vita quotidiana, e ancora oggi la usiamo come antonomasia per un frangente complicato e sgradevole, connotato da disordine e difficoltà. Si potrà...

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Gingillo

gin-gìl-lo

SignGiocattolo, ornamento di poco conto

voce imitativa.

Parola sapida, che ha dato vita a un verbo dall'uso molto versatile. È costruita in modo da evocare, col suono, qualcosa di nessun valore ma grazioso, come un balocco, o una decorazione. Infatti è stretto, buffo, quasi infantile. Allora possono essere (ironicamente) gingilli da decine di migliaia di euro gli anelli che la signora porta alle mani, e il baule può nascondere molti splendidi gingilli. I connotati di questo significato hanno aperto le porte a un 'gingillare' che può essere...

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Giocoforza

gio-co-fòr-za

SignNella locuzione "essere giocoforza", essere necessario, inevitabile

composto di gioco e forza.

Siamo davanti a una parola che vive solo nella locuzione predicativa "essere giocoforza". E si tratta di una locuzione interessante. Innanzitutto, c'è da capire come è che i concetti di gioco e di forza si uniscano per significare qualcosa di necessario e inevitabile. Non è difficile: tale unione vuole significare la forzatura di un gioco, che si ritrova costretto a un esito ineludibile - intendendo per 'gioco' una situazione di interazione fra soggetti o forze. Così può essere giocoforza...

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Giocondo

SignLieto, gioioso; che suscita gioia e piacere; ameno

dal latino iucundus, derivato dal verbo iuvare giovare, dilettare.

Questo è uno dei casi esemplari in cui ci sentiamo di dire che una parola andrebbe usata di più. Questo aggettivo descrive una qualità meravigliosa, cioè quella di una gioia profonda, serena. La letizia del giocondo è forte, tangibile, e al tempo stesso leggera e mai scomposta. E se è vero, com'è vero, che, pronunciando una parola, dentro di noi diamo corpo a una realtà, notare e chiamare il giocondo ce lo finge nella mente, e ce la riempie. Può essere giocondo il commensale che allieta la...

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Giostra

giò-stra

SignGara di abilità nel duello, in epoca medievale e rinascimentale; attrazione per bambini che consiste in una struttura girevole su cui possono prendere posto

dal francese antico joste, dal verbo joster, che a sua volta deriva dal latino parlato iuxtare 'mettere una cosa vicino a un'altra', da iuxta 'vicino'.

La giostra nasce in epoca medievale come combattimento spettacolare fra cavalieri, che si teneva in occasione di particolari feste. Anche se siamo abituati ad associare questi eventi al torneo, durante il quale i cavalieri si correvano incontro lancia in resta tentando di disarcionarsi, il termine 'giostra' nasce etimologicamente in riferimento a un duello corpo a corpo. Resta da capire che cosa c'entri un violento combattimento fra duellanti nerboruti con l'amena giostra affollata di...

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Gioviale

gio-vià-le

SignAllegro, lieto, leggero.

da Giove, in particolare riferito alla positività che in astrologia si attribuisce alla sua influenza.

Le persone possono essere gioviali, il clima può essere gioviale. Descrive perfettamente quella solarità spensierata di una situazione o di una persona festosa che pare avere gli astri dalla sua.

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Giovinezza

gio-vi-néz-za

SignEtà che segue l'adolescenza e precede la maturità; primo periodo di sviluppo; freschezza, vitalità, vigore

derivato di giovine, dal latino iuvenis.

Dato che si tratta di una delle più colossali ossessioni dell'umanità, e che in quanto tale attraversa il pensiero e la letteratura dagli albori a oggi come un elefante nel centro commerciale, non è che resti molto di nuovo da dire, sulla giovinezza. Ma un paio di cose curiose sì. Innanzitutto, possiamo notare che letteralmente la giovinezza è l'essere 'giovine', allotropo di 'giovane' tanto desueto e aulico da essere comico, ed è strano realizzare che lo teniamo in bocca ogni volta che...

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Giulebbe

giu-lèb-be

SignSciroppo dolcissimo di frutta e fiori; per estensione, cosa molto dolce, grande allegria

dal persiano: gulab acqua di rose, composto da gul rosa e ab acqua - passato attraverso l'arabo volgare: giuleb.

Dalla lontana acqua di rose mediorientale i nostri avi hanno mutuato uno sciroppo tanto dolce, il più dolce immaginabile, ottenuto ribollendo zucchero, frutta, miele, aromatizzato perfino con fiori. Così, per estensione, tutto ciò che è particolarmente dolce può esser chiamato giulebbe. E si può anche usare in senso non proprio lusinghiero, per indicare lo stucchevole, lo sdolcinato, e perfino stati di beatitudine ebete (l'innamorato affoga nel giulebbe). Ma l'uso più bello è quello esteso...

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