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Idiosincrasia

i-dio-sin-cra-sì-a

SignAvversione, antipatia

dal greco: idios proprio synkrasis costituzione, carattere.

Il significato originario non ha in sé nessuna sfumatura di repulsione, di ostilità. Questa è soltanto una sfaccettatura che ha prevalso all'interno di un concetto più ampio: l'idiosincrasia è il proprio carattere, il proprio temperamento; se questo genera incompatibilità con altri non è che un effetto secondario - pur essendo, oggi, il significato primario. Nonostante il passaggio da una denotazione neutrale e a tutto tondo ad una che considera solo l'aspetto conflittuale sia certo...

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Idiota

i-diò-ta

SignStupido

dal greco: idiotes uomo privato, da idios proprio.

E' un dispregiativo, sì, ma di grande nobiltà. Quali sono le caratteristiche dell'uomo privato? Per approssimazione rispetto all'uomo pubblico, egli ha un'ottica circoscritta al proprio orticello, ai propri interessi, incompetente circa i grandi meccanismi che muovono il mondo, sprezzante verso contesti e necessità più ampie e meno provinciali. Il passo che porta ad associare questo status alla stupidità è brevissimo e molto antico. Ma è necessaria una nota ulteriore, poiché non ogni...

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Idiotismo

i-dio-tì-smo

SignParola, frase o pronuncia proprie di una determinata lingua, di un determinato dialetto o di un determinato ambiente sociale; frase idiomatica

dal latino idiotismus ‘modo di parlare del volgo’, a sua volta dal greco idiotismòs ‘comportamento da persona comune’, in ambito retorico ‘parlata propria del volgo'.

Metto le mani avanti da subito: nessun insulto gratuito, qui. Certo, se da un momento all’altro e in un contesto comune qualcuno ci dà dell’idiota, siamo autorizzati a prendercela e rispondere per le rime, ma etimologicamente la parola deriva dal greco idiotés, termine che designava il cittadino comune; e la parola di cui si parla oggi ha la stessa radice: l’idiotismo, da parlata dell’uomo comune, diventa il modo di dire proprio di determinati lingue, dialetti o classi sociali. L’idiotismo...

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Iella

ièl-la

SignSfortuna

voce romanesca di etimo incerto; forse iellato è un'alterazione eufemistica di iettato.

È bello avere al proprio arco una freccia come questa. Una freccia popolare e vivace, certo non particolarmente ricercata, che oggi declina in maniera simpatica e leggera una questione di secolare gravità - quella della sfortuna. Probabilmente, questa parola deriva dal verbo 'iettare', che altro non significherebbe che 'gettare', ma che invece si piega a descrivere il portare sfortuna, tirandola addosso quasi fosse un fumo o una polvere funesta. Oggi certe superstizioni non sono meno forti...

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Ieratico

ie-rà-ti-co

SignSacerdotale, sacrale.

dal greco: ieròs forte, vigoroso, e per estensione divino, sacro.

Parola tanto raffinata, elegante. Bellissima da introdurre in un discorso, lo nobilita. Ed è clamorosa da usare ironicamente. "E stappò la birra, ieratico".

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Ignavo

i-gnà-vo

SignPigro, privo di volontà e forza morale

dal latino: ignavus pigro, ignorante, composto da in non e gnavus, forma arcaica per navus attivo, diligente.

Rispetto al pigro, l'ignavo subisce un più duro giudizio morale: l'ignavia è la mancanza di volontà che paralizza in una posizione confortevole, la neutralità mineralizzata nella pigrizia comoda e (al momento) vantaggiosa, illusa inerzia convinta che un'inazione, seppur colpevole, possa essere saggia e conveniente. È ignavo lo studente di nome che con lo svogliato studio non mira a niente se non al prendere (perdere) tempo, è ignavo chi non prende posizione per avere tutti dalla propria...

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Ignivomo

i-gnì-vo-mo

SignChe vomita fuoco

dal latino: ignivomus, composto da ignis fuoco e dal tema di vomere vomitare.

È una parola desueta, di vetusto uso letterario. Perché allora conoscerla? Dopotutto i suoi impieghi pratici paiono molto limitati. Ma conoscere questo tipo di parole permette di attingere al nostro patrimonio letterario senza doversi appoggiare a parafrasi e spiegazioni. Sarà ben triste il giorno in cui la lingua di autori come D'Annunzio risulterà talmente lontana da non essere più fruibile al normale lettore - ed è bene cercare di assottigliare questa distanza. Ad ogni modo questa parola...

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Ignominia

i-gno-mì-nia

SignDisonore, perdita della reputazione, e azione che li comporta; cosa brutta, obbrobrio

dal latino ignominia, composto da in privativo e nomen fama, reputazione.

Nell'antica Roma, l'ignominia non era una perdita di reputazione generica: descriveva una sanzione giuridica ben precisa. Questa poteva essere inflitta dai magistrati censori per condotte contrarie al buoncostume, e comportava delle serie limitazioni ai diritti civili - oltre a un forte stigma sociale. Capiamo subito che non si tratta di una parola leggera: anche nella nostra lingua descrive un disonore grave, che intacca irrimediabilmente la fama, anzi il nome stesso. Inoltre, significa...

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Ikebana

SignArte giapponese che consiste nella disposizione di fiori ed altri elementi vegetali a fini decorativi e religiosi

voce giapponese che significa "disporre fiori", composto da ike lasciare in vita e bana fiore - quindi più propriamente significa "fiori viventi". In kanji è scritta "生け花”.

Ikebana è un po' simile a bonsai perché è un'arte che riguarda la pianta. Ma non sono uguali. E poi, da "floral design" occidentale, è assolutamente diverso. È un'arte tradizionale giapponese: si dispongono i fiori sul vaso esprimendo il proprio animo. Chi guarda l'arte apprezza la bellezza e ama la preziosità della composizione. Ikebana deriva dal buddismo: portare fiori all'altare è una pratica buddista. In documenti dell'epoca Heian (dall'794 all'1191) si può già leggere dell'amore...

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Ilarità

i-la-ri-tà

SignAllegria, buon umore, giovialità

dal latino hilàritas 'contentezza, allegria'; l'aggettivo hìlaris è da collegare al greco hilarós 'placato, allietato'.

Siamo di fronte a un termine che, per quanto risulti non molto battuto nell'uso, ha una levatura di importanza primaria. È infatti il centro di tutte quelle parole che appartengono alla galassia dell'allegria - quella che in maniera più precisa, originale e autentica rimanda a quel sentimento di contentezza che la colora. L'ilarità è in effetti l'allegria, il buon umore, la giovialità, un sentimento che trabocca in riso - e le sue manifestazioni. Non scaturisce da traslazioni di significato...

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