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Latreutico

la-trèu-ti-co

SignChe si riferisce alla latrìa, all'adorazione, al culto

dal greco: latreia servizio, da latron servitore - probabile un nesso con "ladro" in quanto con latron si poteva anche indicare il mercenario, e quindi il brigante, il masnadiere.

Parola di elevato registro e grandissima dignità: nella teologia cristiana, la latrìa è specificamente l'adorazione da riservare a Dio. Si potrà quindi parlare del valore latreutico di un rito religioso, ma non solo. L'amico (un po' tonto) abbandonato in travolgenti sentimenti amorosi comprerà decine di colossali fasci di rose rosse, regalandoli alla sua bella in atteggiamento latreutico. Lasciando il recesso nascosto di un giardino, o la terrazza di una vetta, si potrà compiere il...

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Laurea

làu-re-a

SignRiconoscimento del compimento di un corso universitario

dal latino: (corona) laurea corona d'alloro.

Concluso un percorso di studi superiore, universitario, si ottiene la laurea: ma che cos'è? Siamo abituati a pensarla come un documento ufficiale, un'attestazione, un foglio da allegare a una domanda di partecipazione a un concorso, una pergamena da appendere - o un frustrato pezzo di carta che alla fine non ti serve a niente. Ma nell'uso corrente si perde il contatto con la parola: laurea è un aggettivo vòlto al femminile, è qualcosa di laureo, cioè qualcosa fatto di alloro - in...

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Lauto

làu-to

SignAbbondante; magnifico.

dal latino: lautus lavato.

Antico retaggio di tempi andati in cui il lavarsi era un privilegio da ricconi, la parola lauto, con tutte le sue accezioni di abbondanza, opulenza, magnificenza, appartiene ad un registro decisamente retrò. Può però contare su un'essenzialità e una schiettezza uniche, che adesso ci fanno sorridere, ma che sono figlie di un periodo in cui la pulizia era un lusso. Il lauto sembra quasi l'abbondanza di chi si accontenta con semplicità. Si trova in espressioni come "lauto pasto" o "lauta...

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Lavativo

la-va-tì-vo

SignFannullone, scansafatiche; clistere

da lavare, su modello di purgativo.

Sui clisteri c'è molto da dire, ma non è questo il luogo. Concentriamoci su come è che il concetto di 'clistere' possa confluire in quello di 'scansafatiche': perché nella stragrande maggioranza dei casi, quando parliamo di un lavativo, non intendiamo un medicamento, ma qualcuno che per pigrizia non fa quel che dovrebbe. Si tratta di un'associazione nata nell'ambito del gergo militare: l'umorismo del legare lo scansafatiche al clistere non è raffinatissimo, e il nesso è un po' sfuggente. È...

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Lavoro

la-vó-ro

SignImpiego di energie volte ad uno scopo - in particolare, l'esercizio di un mestiere

dal latino: labor fatica, lavoro.

In varie lingue europee, il significato originario di questa parola, messo in luce dalle diverse etimologie, pare concentrarsi sempre sui suoi accenti più negativi: dolore (travaillé; trabajo), servitù (Arbeit), forse urgenza (work). Viene allora da chiedersi, ad esempio, perché questo lavoro da noi abbia una festa, perché ci si fondi su la Repubblica italiana: dopotutto si tratta di qualcosa di artificiale, alieno ad ogni forma animale non umana - e se è per giunta così tormentoso, è un...

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Lazzaretto

laz-za-rét-to

SignQuarantena; ospedale destinato all'isolamento di malati contagiosi

dal nome dell'isola veneziana di Santa Maria di Nazareth, su cui nel XV secolo sorse un posto di quarantena chiamato nazaretto, che per sovrapposizione col nome del personaggio evangelico Lazzaro, appestato per antonomasia, mutò in "lazzaretto".

In tanti hanno conosciuto la realtà dei lazzaretti grazie ai Promessi Sposi di Manzoni: più che ospedali, erano delle quarantene in cui i malati variamente infetti e incurabili venivano isolati per preservare il resto della comunità dal contagio. Fu a Venezia, porto trafficato e perciò particolarmente esposto alle epidemie, che nacque l'idea di deputare un luogo a questa funzione: era il 1423, ed il luogo era l'isola di Santa Maria di Nazareth - dal cui nome, con un influsso di quello di...

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Lealista

le-a-lì-sta

SignChi sostiene chi detiene il potere

composto da leale (a sua volta dal latino: legalis legale), più il suffisso -ista.

Il suffisso [-ista] ha molte sfumature; fra le altre, può significare una propensione pesante, che ha dei chiari connotati negativi. Ed è questo il nostro caso. La lealtà, di per sé, rientra in quadro di valori alti, come l'onore e la responsabilità: è il rispetto di un rapporto o di una fiducia che ha la dignità di legge. Il lealismo sembra invece essere il parossismo patologico di questo valore, l'esagerazione di una lealtà tributata ad un potere forte e autocratico - come quello di un...

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Leccornia

lec-cor-nì-a

SignPrelibatezza, cibo invitante

da leccare, attraverso lecconeria - ossia una cosa da lecconi, sullo stesso modello di "ghiottoneria". È un'alterazione comune, infatti esiste anche un poco usato "ghiottornia".

Al di là della piacevolezza della parola, che pure è nobile regina fra le attribuzioni lodevoli e commendevoli dei cibi, cifra di un godere ancestrale e sincero oltre che di commensali forbiti e raffinati, ciò su cui più mi preme mettere l'accento è... l'accento. Leccornìa, non leccòrnia. Infatti deriva da lecconerìa - e nessuno mai direbbe leccòneria. Lungi da me voler bacchettare errori incolpevoli rispetto al bigotto canone, mi trovo però nel novero delle schiere di chi nel tempo è...

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Legalità

le-ga-li-tà

SignConformità alle leggi

derivato di legale, dal latino: legalis, da lex legge.

È una parola che per lungo tempo ha vissuto come sinonimo di "legittimità", relegata a significare un'aderenza alle leggi più che altro formale. Oggi però la legalità ha assunto un significato peculiare, e ben più complesso. In risposta a situazioni di disagio provocate da un'oppressione del crimine sulla società, la legalità diventa l'aderenza ad una regola che protegge il debole dalle vessazioni del forte. Chiunque è debole davanti alla struttura mafiosa, chiunque tranne l'ordine...

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Legatura

le-ga-tù-ra

SignAzione del legare; procedimento di unione delle pagine del libro a dorso e copertina, rilegatura; incastonatura, montatura; in musica, segno posto su un gruppo di note da eseguire senza interruzione del suono; nella scrittura corsiva, segno che unisce una lettera all'altra

dal latino tardo ligatura, derivato di ligare 'legare'.

Ci concentreremo sulla legatura grafica. La ‘legatura’ si inserisce nel contesto disciplinare paleografico. La paleografia studia la storia della scrittura alla viva mano, cioè quelle scritture realizzate senza l’ausilio di mezzi meccanici, fino all’invenzione della stampa a caratteri mobili; al contempo la paleografia si occupa di capire come si sia modificata la forma delle lettere dell’alfabeto nel tempo e il perché di tali variazioni, e descrive le tecniche per scrivere adoperate...

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