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Opercolo

o-pèr-co-lo

SignIn biologia, organo mobile che chiude una cavità - e estensivamente, chiusura, coperchio; capsula rigida che racchiude un farmaco

dal latino: operculum coperchio, dal verbo operire coprire, con una probabile radice in comune con "aprire".

Che sia la protezione del delicatissimo segreto delle branchie di un pesce, il velo di cera che nell'alveare sigilla la celletta riempita di prezioso miele o la sottile lamina metallica che si toglie o fora per aprire un costoso tubetto di tempera, l'opercolo mostra una levatura aggraziatissima: è un diaframma minuto, femminile, che protegge con cura qualcosa di alto valore: vitali cavità anatomiche, caveau di ricchezze e miele, farmaci salvifici. Si ritroveranno i diari dell'amico...

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Opimo

o-pì-mo

SignGrasso; ricco

dal latino opimus grasso, fertile, ricco.

Parola aulica e semplice. L'opimo è in primo luogo il grasso, il pingue: si può parlare della signora che si trascina appresso l'opima cagnetta, o delle opime lasagne cucinate dalla nonna; ma è un grasso che si declina anche con connotati di ricchezza e fertilità: si parla dell'opima opera dell'autore rampante, o dell'opima esperienza del viaggio. Ricordo precisamente la prima volta che lessi questa parola: nella traduzione dell'Iliade di Vincenzo Monti, quando Crise, sacerdote di Apollo,...

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Opulento

o-pu-lèn-to

SignRicco, abbondante; prosperoso; gonfio, enfatico, eccessivamente ornato

dal latino opulentus, derivato di ops 'mezzi, ricchezza, potere', col suffisso -ulentus, che indica abbondanza.

Caso esemplare di parola di alto registro che però è tutt'altro che rara. Anzi, è un aggettivo di importanza cardinale. L'opulento descrive il ricco, l'abbondante, con un'intensità straordinaria. Il termine latino ops, opis ha dei significati molto variegati e fertili, e descrive (fra l'altro) la possibilità, i mezzi, la ricchezza, l'abbondanza, la forza e il potere. L'opulento è ciò che ha questi caratteri in larga misura - spesso, in eccesso. Può essere ovviamente opulento il banchetto,...

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Orbare

or-bà-re (io òr-bo)

SignPrivare; accecare

dal latino orbare, derivato di orbus 'privo'.

Siamo davanti a una parola decisamente seria e tornita, anche se il ramo più consueto del cespuglio a cui appartiene - l'orbo - è usato in senso molto specifico e con toni volentieri ironici. 'Orbare' significa privare; per quanto sembri un significato molto vasto, si tratta in particolare di un privare doloroso, spesso associato alla perdita di persone care: non a caso è parente (lontanino) del termine 'orfano', giunto dal greco. La ricercatezza di questo verbo conferisce una delicatezza...

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Orbene

or-bè-ne

SignDunque

Formato da ora e bene.

Si tratta di una parola desueta, ma celeberrima; in effetti è una delle prime che ci vengono in mente pensando a un modo di parlare antiquato. Oggi sopravvive in contesti particolarmente aulici (amici di un linguaggio affettato), o come espressione buffa. È una congiunzione che viene sempre usata in principio di frase, e che ha valore conclusivo o esortativo: «Orbene, è evidente che sia stato tu a finire la marmellata», «orbene, laviamo i piatti e usciamo!», «orbene, dato che la ganza ti ha...

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Orbo

òr-bo

SignCieco; privo

dal latino: orbus privo. Stessa radice di "orfano", privo dei genitori.

Nel parlare comune è una parola pesante come una scure - eppure può essere bella, delicata. Sa essere sprezzante e accusatoria: che, sei orbo?, bisogna essere orbi per fare certi investimenti, solo un orbo come me può non intendere che cosa ha mancato di fare in questi anni. Sa essere commossa, e leggera come una farfalla: siamo rimasti orbi di un maestro, sono stato orbato della mia preziosa penna, rubata, siamo stati orbi a non dargli fiducia. Si tratta di una parola veramente da...

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Orda

òr-da

SignMassa numerosa e disordinata di persone

dal tartaro: orda campo di un Khan, passato in occidente attraverso le lingue slave e il persiano con le invasioni mongoliche, via via estendendo il proprio significato da generico accampamento, a quartier generale, a esercito, al significato attuale.

Poche parole hanno un'immagine viva come questa: una massiccia valanga di gente, confusionaria, caotica, inarrestabile. Così le orde delle babele di turisti che alluvionano le strade e i vicoli dei centri storici, orde di discotecari che mollano l'ingombro della Mini o della Cinquecento strozzando il traffico e riversandosi nell'imbuto del locale, orde di matricole che invadono il polo universitario il primo giorno di lezione. Strano che poi le vere orde del passato nessuno le abbia mai...

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Ordalia

or-da-lì-a

SignProva attraverso cui si interpreta un giudizio divino

dal latino medievale: ordalium giudizio, dal longobardo ordail giudizio di Dio, di origine germanica - nel tedesco moderno das Urteil è il giudizio, la condanna.

In passato, per dirimere controversie giudiziarie, fu molto in voga l'ordalia: piuttosto che affidarsi a noiose indagini circa l'innocenza o la colpevolezza dell'accusato, si procedeva a sottoporlo a prove terrificanti da cui la divinità - se innocente - lo avrebbe fatto uscire non solo vivo, ma illeso. Così l'Europa per secoli è stata tutta un fermento di pietroni al collo (e giù nel fiume), ripescaggi a mani nude di oggetti da pignatte di acqua bollente o piombo fuso e lunghe passeggiate...

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Ordigno

or-dì-gno

SignCongegno meccanico complesso, in particolare esplosivo; aggeggio

derivato dal latino ordo ordine, attraverso l'ipotetica forma ordinium.

Si tratta di una parola che nel tempo ha visto il suo significato consueto specificarsi parecchio, perdendo gran parte del respiro che aveva agli albori della nostra lingua. L'ordigno è un apparecchio, un congegno meccanico di grande complessità; il concetto che etimologicamente lo connota è quello dell'ordine, un ordine che è struttura calcolata, ponderata, volta a un certo fine. Infatti anticamente per ordigno si intendeva anche il modo in cui qualcosa era composto, ossia la sua...

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Ordito

or-dì-to

SignInsieme di fili verticali attraverso cui la spola fa passare i fili della trama, costituendo il tessuto; architettato, tramato

dal latino: ordiri cominciare a tessere, e in generale iniziare qualcosa. Stesso etimo di "esordio".

L'ordito rappresenta il primo passo nella creazione del tessuto, essendo l'insieme ordinato di fili verticali su cui la spola intreccerà la trama. Oggi il telaio non è una presenza così pesante da riuscire a scavare la lingua con le sue parole, ma in passato lo è stato. L'ordito, in generale, riesce allora come la prima bozza, il tratteggio di un piano, uno schema o un assetto iniziale. Si potrà ordire un progetto da definire in un secondo momento; si potrà ordire il canovaccio di...

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