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Ossimoro

os-sì-mo-ro

SignFigura retorica che consiste nell'accostare due parole che significano concetti opposti

dal greco: oxymoron, composto da oxys acuto e moros ottuso.

L'ossimoro è una figura retorica molto importante, che consiste nel mettere accanto, nella medesima locuzione, due parole che esprimono concetti opposti - due parole di cui una determina l'altra: se dico "ghiaccio bollente", "bollente" determina, cioè aggettiva, dà una qualità a "ghiaccio". Ma per quale scopo espressivo si dovrebbero associare e congiungere concetti opposti? Per quale motivo dovrei voler parlare di ghiaccio bollente, di silenzio assordante, di buio illuminato? Oltre ad...

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Ostaggio

o-stàg-gio

SignPersona presa in pegno da un nemico, al fine di far rispettare un accordo, come merce di scambio o come strumento di ricatto, su cui grava una minaccia di ritorsioni

dal francese antico ostage, derivato dal latino hospes ospite.

Parola tristemente comune, che in origine ci raccontava qualcosa di diverso (forse). Quotidianamente, capita di leggere sui giornali di forze militari che prendono persone prigioniere - in ostaggio - con la minaccia di ucciderle o torturarle se gli schieramenti avversi o la comunità internazionale non cederanno alle loro richieste; o di rapinatori che, quando qualcosa va storto nel loro ben oliato piano, prendono ostaggi per assicurarsi una via di fuga; o cose orrende del genere. Ed è...

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Ostensione

o-sten-sió-ne

SignEsposizione, specie solenne; spiegazione

dal latino: ostensio, derivato del verbo ostendere, composto da obs- davanti e tendere.

Per ostensione si intende l'atto di mostrare, di esporre. Si tratta di una parola alta, e infatti si sente usare perlopiù in relazione a oggetti sacri: ad esempio, nella tradizione cattolica sono celebri l'ostensione dell'ostia durante l'eucarestia e quella delle reliquie. Ma quello religioso non è l'unico ambito in cui questa parola può essere impiegata, anzi: quello di ostensione è un concetto versatile, e si presta tanto agli usi concreti quanto a quelli figurati. La ragazza consapevole...

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Ostico

ò-sti-co

SignSgradevole, difficile

dal latino hòsticus 'ostile', derivato di hostis 'nemico'.

Il significato di questa parola è... tutt'altro che ostico. E questo termine merita una speciale attenzione. In origine, e ancora nel registro letterario, si dice ostico ciò che è sgradevole, specie al gusto. Potrebbe essere ostico un cocktail improvvisato, o un piatto disgustoso. In senso figurato, e più comunemente, questa parola è usata come sinonimo di 'difficile'; un sinonimo alto e ricercato, che sapidamente descrive il difficile attraverso l'ostile. Quasi che ci fosse del personale....

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Ostile

o-stì-le

SignAvverso, malevolo

dal latino hostilis, derivato di hostis nemico, straniero.

Questa è una parola che esprime con particolare eleganza, in un registro piuttosto elevato, un concetto comune e duro: l'essere avverso, contrario, pervaso da sentimenti malevoli. Molto curioso è notare che la radice di questa parola è la stessa di 'ospite': il contatto con lo straniero si è declinato nei due sensi di ospitalità e di inimicizia; il primo è defluito nella forma di 'hospes', il secondo si è assestato su quella di 'hostis'. L'ostile, allora, non è soltanto il nemico,...

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Ostracismo

o-stra-cì-smo

SignNell'antica Grecia, istituto giuridico volto a infliggere a un cittadino la pena di un esilio decennale, introdotto nel V secolo a.C.; esclusione, emarginazione

dal greco: ostrakon conchiglia, e per estensione cocci di terracotta.

Una volta l'anno, ad Atene, durante l'assemblea dell'Ecclesia, i cittadini potevano esprimere la volontà di tenere una votazione per infliggere un ostracismo. Nel caso in cui i cittadini avessero espresso la suddetta volontà, si apriva la votazione, che consisteva nello scrivere il nome della persona che si voleva ostracizzare su un coccio di terracotta, inserendolo poi nelle urne di voto. Raggiunto un certo numero di voti - si parla di maggioranza semplice su un quorum di seimila - lo...

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Ostranenie (остранение)

SignStraniamento, inteso quale processo narrativo

voce russa.

Lo straniamento è quel celebre e comunissimo processo narrativo tramite cui l'abituale considerazione della realtà viene ribaltata da un punto di vista inconsueto. C'è straniamento quando il lettore o lo spettatore viene portato a parteggiare per il criminale presentato come personaggio positivo, quando la scena volgarissima fra buzzurri è descritta con toni ironicamente aulici, quando il personaggio tramite i cui occhi è vista una vicenda quotidiana è decisamente insolito (come avviene in...

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Ottemperare

ot-tem-pe-rà-re

SignAdempiere ad un obbligo, adeguarsi ad una prescrizione, soddisfare una richiesta - di propria volontà e quasi anticipatamente

dal latino: ob davanti temperare regolarsi entro i giusti confini, osservare la giusta misura, dominarsi - da tempus sezione.

La sfumatura innovativa che ci mostra questa parola rispetto al concetto è uno scorcio dell'animo di chi ottempera: questo, infatti, è l'animo di chi per propria volontà fa un passo avanti verso il rispetto della volontà terza che gli si propone.

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Ottimizzare

ot-ti-miz-zà-re (io ot-ti-mìz-zo)

SignPortare qualcosa al suo meglio, in particolare in efficienza

da ottimo, a sua volta dal latino: optimus, da ops forza, aiuto, ricchezza, usato come superlativo di bonus.

Dall'ottimo, che è il bene più completo, nasce l'ottimizzazione - parola molto, molto in voga. Non si tratta però pianamente del rendere qualcosa ottimo. Il versante di connotazione che l'ottimizzazione investe di più è il rendimento, l'efficienza: insomma, economia ed efficacia. In un periodo di austerità - ma magari anche in periodi di grassa - ottimizzare l'impiego delle proprie risorse può significare tante cose: un risparmio di denaro, un peso in eccesso sgravato alla natura, una...

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Ottriare

ot-tri-à-re (io òt-tri-o)

SignConcedere, in particolare da parte di un'autorità sovrana

dal francese octroyer, derivato dall'antico otroiier, dal latino auctor 'autore', ma anche 'autorità, patrocinatore'.

Questo verbo non è proprio sulla cresta dell'onda, però descrive un'azione così precisa e sostanziosa che è un peccato trascurarlo. Ottriare significa grossomodo concedere. Qualcuno avrà forse in mente le costituzioni ottriate, quel genere di costituzioni ottocentesche che non erano votate da un organo rappresentativo del popolo, ma che venivano concesse unilateralmente dal sovrano (pensiamo alla Costituzione francese del 1815, ottriata dal pingue Luigi XVIII, o al nostro Statuto albertino...

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