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Ribaldo

ri-bàl-do

SignFarabutto; soldato dedito ai saccheggi

dal francese antico ribaud, derivato del germanico hrība donna di malaffare.

Il ribaldo è forse una delle figure più nobili della nostra storia medievale. Si trattava di un soldato di infima condizione sociale il cui ruolo era quello di attaccar battaglia - fondamentalmente, carne da macello. Ma non solo: presto questo nome passò ad indicare il soldato incline a dedicarsi a saccheggi, stupri e a simili amenità che da sempre connotano la predazione bellica. Insomma, dobbiamo immaginare che intorno all'esercito vero e proprio turbinasse una nuvola di vili ribaldi...

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Ribalta

ri-bàl-ta

SignNei mobili, piano di legno mobile; in teatro, la parte più avanzata del palco

composto da ri- e balta, di etimo incerto, che in espressioni come "dare balta" significa rovesciarsi.

Nell'architettura del teatro la ribalta è la parte del palcoscenico che sporge verso la platea rispetto alla linea del sipario, anche detta proscenio; in questo punto, in epoche passate, venivano poste le luci che illuminavano la scena. Queste, con un asse di legno mobile - una ribalta, appunto -, potevano essere coperte per lasciarla in ombra. È perciò che si parla delle luci della ribalta, per indicare in generale il teatro e il suo fascino. Dopotutto è quando si accendono, che inizia la...

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Ricettacolo

ri-cet-tà-co-lo

SignLuogo atto a ricevere qualcosa; rifugio

dal latino receptàculum, derivato di receptare intensivo di recìpere 'accogliere', composto di re- 'indietro' e càpere 'prendere'.

Capita sovente che alcune parole neutre, nella loro evoluzione, acquistino dei significati spiccatamente negativi. Il ricettacolo, di per sé, non significherebbe niente di male: è semplicemente un luogo in cui qualcosa si raccoglie. Ad esempio si può parlare del pozzo ricettacolo delle acque piovane, o dei ricettacoli delle reti da pesca. Un luogo del genere è idealmente molto affine ad un ricovero, a un rifugio - tant'è che già in latino il receptaculum prendeva questi significati: gli...

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Riciclaggio

ri-ci-clàg-gio

SignReimpiego di risorse e prodotti, specie di scarto

derivato di riciclare, composto da ri- di nuovo e ciclo, dal greco kyklos cerchio, giro.

L'eloquente immagine dell'elemento che viene reimmesso in un ciclo sta alla base di questa fortunata parola: invece di uscirne, torna a ripercorrerlo. Il caso che più facilmente ci viene in mente è quello del riciclaggio dei rifiuti, per cui un prodotto, alla fine della propria vita utile, viene reimpiegato con altre finalità, o vede il materiale di cui è composto ritrasformato in altri prodotti. Ma altri casi di riciclaggio si sono imposti nell'uso corrente, come il lavoratore che, perso il...

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Riconoscenza

ri-co-no-scèn-za

SignSentimento di gratitudine, di apprezzamento per un beneficio ricevuto

derivato di riconoscente, participio presente di riconoscere, che è dal latino recognoscere.

Per riconoscere è necessario prima conoscere, questo è chiaro. Ogni giorno nel nostro daffare ci imbattiamo in centinaia di persone, ma non le riconosciamo poiché non le conosciamo. Figuriamoci, a volte non si riconosce nemmeno chi si conosce: riconoscere è prendere consapevolezza del familiare, di un profilo visto che combacia con uno noto. Su questa dinamica fiorisce la riconoscenza. Possiamo avvicinarla subito alla gratitudine, ma l'essere grati taglia una posizione più emotiva e umile:...

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Ricordo

ri-còr-do

dal latino: re- indietro cor cuore. Richiamare in cuore.

Non è memoria. Il ricordo richiama nel presente del cuore e del sentimento qualcosa che non è più qui o non è più adesso. Non nella sua forma originale. E che però, per il solo tornare in cuore, rivive - non sogno fatuo o fantasticheria, ma sentimento concreto, esperienza diretta. E' la possibilità di consultare il passato, di interrogarlo, di distendercisi ancora - non per fuggire malati di nostalgia, ma per capire ed essere capaci di cura e di responsabilità nel presente e nel futuro. Per...

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Ricostruzione

ri-co-stru-zió-ne

SignCostruire di nuovo, rifare ciò che è stato distrutto; descrizione di un evento attraverso gli elementi a disposizione; rievocazione

da ricostruire, dal latino: reconstrùere, composto da re- di nuovo e construere costruire, a suo volta composto da con- insieme e struere ammassare, costruire.

Questa parola si presta ad usi diversi; l'immagine di fondo però è unica: il rimettere insieme, il rifare qualcosa che è andato distrutto. La Ricostruzione con la "r" maiuscola è stata quella post-bellica, in cui l'intera nazione, per ripartire, ha dovuto fare i conti con la devastazione lasciata dalla guerra, spalando macerie e decidendo che cosa rimettere in piedi fra i palazzi e i ponti rasi al suolo, e come farlo; ma si parla anche della ricostruzione del seno della donna che combattendo...

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Ridanciano

ri-dan-cià-no

SignChe ride spesso; gioviale

derivato di ridere, dal latino ridere.

L'espressività di questa splendida parola è forte di una terminazione, se non unica, davvero inusuale. Si tratta della somma dei suffissi "-ancio" e "-ano", il cui risultato descrive una speciale inclinazione al riso. Tale inclinazione ha un che di caratteriale, e avvicina il ridanciano al gioviale, all'allegro, allo spensierato - con una forte nota di cordialità. Può essere ridanciano il collega che si produce in barzellette talvolta grossolane ma sempre piacevoli, ridanciano il suocero che...

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Ridda

rìd-da

SignAntico ballo in cui più persone giravano in tondo cantando; movimento confuso e disordinato di molte cose o persone

da riddare, dal longobardo: wridan voltare, girare.

Non ci si riferisce quasi più alla ridda intendendo il ballo che originariamente significava; ma l'immagine di quel ballo, che consisteva in una danza circolare di persone che si tenevano per mano e cantavano, resta ben viva nel significato figurato di questa parola. La ridda è in generale un vorticare confuso di cose o persone - specie allegro e festoso, ma può anche avere un connotato ironico. La festa patronale potrà essere una ridda disorientante; il film massicciamente pubblicizzato...

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Rider

ràider

SignIn molti sport, conducente, pilota; fantino; fattorino che effettua consegne a domicilio spostandosi su una bicicletta attrezzata

Voce inglese, letteralmente ‘chi va a cavallo, in bicicletta, in motocicletta’, dal verbo to ride, ‘cavalcare’.

Sicuramente, tra i neologismi che maggiormente ci hanno accompagnato durante l’anno appena trascorso, il rider occupa una posizione d’eccellenza. Diventato simbolo di una campagna elettorale che prometteva, tra le altre cose, la regolarizzazione di questa categoria di lavoratori, il termine si è imposto a suon di hashtag ed ha conquistato in breve tempo il parlato comune, complici i media sia moderni che un po’ più attempati. Ad essere nuova, tuttavia, non è tanto la parola quanto piuttosto...

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