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Tiglioso

ti-glió-so

SignFibroso, che si mastica male, duro

da tiglio, nel significato di fibra.

Tiglio non è solo il nome di un albero: l'estrema fibrosità del suo legno ha suggerito un'antonomasia, per cui "tiglio" diventa in genere la fibra. A esempio, si parla della lunghezza di tiglio intendendo la lunghezza che le fibre tessili devono avere per poter essere filate. Come è facile intuire, il tiglioso diventa quindi il fibroso - senza più alcun nesso con l'albero. E questa parola è usata in particolar modo in relazione alla consistenza di un cibo, alla sensazione di stopposità...

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Tilt

tilt

SignBlocco, guasto, in particolare di circuiti elettrici

dall'inglese: tilt inclinazione, ma anche carica, lancia in resta, in una giostra di tipo medievale.

È una parola che è entrata nell'uso comune attraverso il gioco del flipper. Per fare il furbetto, tentando di non far cadere la pallina, giocando a flipper è normale tirare gran colpi alla macchina, e magari sollevarla, inclinandola indietro. In questo modo è possibile che il flipper vada in tilt, cioè si blocchi: questo avviene grazie ad un meccanismo anti-furbetti che interrompe il gioco in caso di inclinazione dell'apparecchio. In inglese "tilt" è una parola ricca di significati: l'uso...

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Timido

tì-mi-do

SignEccessivamente riservato, incline a sentirsi in soggezione; riferito ad azioni anche incerto, insicuro

collegato al latino timere aver paura.

La timidezza non ha il rossore pudico, ma il sudore freddo. Non lo sguardo verecondo, ma l'occhio sfuggente. Non la riverenza del rispetto, ma il terrore della soggezione. La timidezza non è una cosa carina, tenera, né è un'idiosincrasia ineliminabile del carattere. E' il parossismo orgoglioso e degenere di virtù quali la riservatezza, la delicatezza, il dubbio. E' l'arrochimento della voce dolce, l'arrugginirsi del movimento grazioso. La timidezza è paura orgogliosa, che non vuole essere...

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Tipico

tì-pi-co

SignChe corrisponde a un tipo; caratteristico, peculiare; rappresentativo, esemplare

derivato di tipo, dal greco týpos 'impronta', ma anche 'carattere, modello, statua', derivato del verbo týptein 'battere', e giunto a noi attraverso il latino typus.

Quando una parola ci è molto familiare spesso ci sfugge quanto possa essere gigantesca e complessa. E 'tipico' è davvero un aggettivo gigantesco e complesso. Scaturisce, ovviamente, dal 'tipo'. Ora, il nocciolo di significato di questa parola è l'immagine dell'impronta, battuta e riconoscibile. Il concetto di modello che solitamente colleghiamo al tipo gemma da quest'immagine, che però è molto più vasta. Il tipico è ciò che corrisponde al tipo, ciò che quindi è caratteristico e peculiare...

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Tirapiedi

ti-ra-piè-di

SignServile aiutante di persone di una certa importanza, che cerca di ottenerne i favori.

direttamente dal nome dell'aiutante del boia, che appunto tirava i piedi agli impiccati perché morissero prima.

L'origine agghiacciante di questa parola, per la verità piuttosto diffusa, ci mette davanti ad una nuova sfumatura del conosciutissimo concetto di servilismo. Rende infatti palese come, per il tirapiedi, una realizzazione personale piena e autonoma sia impossibile proprio a causa dei lavori che, pur se per sua volontà, è costretto a fare. Una parola, insomma, che può portare con sé una frazione di sentimento di pietà.

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Titillare

ti-til-là-re (io ti-tìl-lo)

SignSolleticare, eccitare

dal latino titillare voce espressiva, onomatopeica; probabilmente connessa col latino titta capezzolo.

Questa parola, nonostante le apparenze, è tutt'altro che birichina: infatti il nesso espressivo fra il solletico e il capezzolo è straordinariamente casto, in quanto si riferisce alla madre che, nel gesto di allattare, solletica le labbra del poppante affinché mangi. È da Questa immagine che il titillare prende i connotati di eccitamento e lusinga: è un solleticare che attira e offre - e il titillamento stuzzica in maniera composta e magnetica. Il viaggio inaspettato titilla l'estro dello...

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Titubare

ti-tu-bà-re (io tì-tu-bo)

SignEssere incerti, tentennare, esitare

Dal latino: titubare, voce espressiva.

La radice di questa parola sta nel suo suono: con un'espressività simpatica e un calore morbido e senza spigoli, ci trasmette una sensazione d'incertezza meno aspra e fisica del tentennare, meno seria dell'esitare, meno cerebrale del dubitare e meno centrata sul prender tempo rispetto al tergiversare o al traccheggiare. Insomma, si tìtuba col cuore, con schiettezza, in un atteggiamento di indecisione un po' goffa. Notiamo come il participio presente di questo verbo tenda a coprire la quasi...

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Tizio

tì-zio

SignPersona qualsiasi, di cui non interessa o non si vuole specificare il nome

dal nome latino: Titius Tizio.

Ha telefonato un tizio chiedendo di te, stamani un tizio mi ha fermato per un questionario, ieri ti ho visto con due tizi in centro. Certo, chiamare qualcuno tizio ha una sfumatura dispregiativa, sprezzante, però... Il giurista Irnerio, magister all'università di Bologna a cavallo fra l'XI e il XII secolo (tipo gagliardo), in un esempio cita "Tizio, Caio e Sempronio" come nomi di persone ipotetiche. Sempronio era già usato per gli esempi giuridici in epoca classica, e anche Caio (o Gaio)...

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Tmesi

tmè-si

SignFigura retorica che consiste nella separazione delle parti di un’unica parola o di un gruppo inscindibile di parole e successiva interposizione di altri elementi

dal greco tmesi ‘taglio’.

Un bel giorno Morfema, la fatina della linguistica, ha preso due mattoncini (magico + mente) e ne ha tirato fuori un avverbio solo: magicamente. Ha insegnato poi questo trucco all’uomo e, poco a poco, ci siamo ritrovati a fare lo slalom tra apericene e otorinolaringoiatri. Non so se sia andata davvero così, ma di sicuro le parole, oltre che cucirle, possiamo anche tagliuzzarle. Ma come si fa a dividere una parola? Partendo da molto lontano, ci sono tre tipi di tmesi che possiamo...

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To'

SignTieni!, prendi!; esclamazione di meraviglia

troncamento di togli, imperativo del verbo togliere.

Sollevo e piego il braccio sinistro, la mano destra schiocca nel cavo del suo gomito; appena rientri dalle ferie ti getto sulla scrivania il pacco di lettere che dovevi gestire tu; all'amico che per divertimento mi ha fatto fare una figura tremenda tiro - a scherzo ma non troppo - un calcio nel didietro; alla festa incontro la persona sgraditissima che sapevo avrei incontrato ma voglio mostrarmi sopreso di incontrare; alzo il telefono e aggrotto la fronte vedendo chi mi ha scritto dopo sette...

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