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Testimonial

testimònial

SignNel linguaggio pubblicitario, personaggio pubblico chiamato a reclamizzare un prodotto

voce inglese, propriamente 'attestato'.

Questo termine rientra appieno nella categoria degli pseudoanglicismi; non lo abbiamo creato ex novo utilizzando strutture e parole esistenti nella lingua inglese, come in altri casi accade, ma l’abbiamo adottato compiendo quella che si chiama una reinterpretazione semantica. Nella sua lingua d’origine, infatti, un testimonial è una referenza, una attestazione sui requisiti o sul carattere di qualcuno o qualcosa. In una fase ancora precedente, la parola indicava una presentazione scritta in...

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Tetragono

te-trà-go-no

SignIn geometria, sinonimo di quadrangolo, e in passato anche di cubo; saldo, fermo, costante

dal greco: tetragonos, composto da tetra- quattro e -gonos angolo.

In geometria questa parola è una vera rarità; nel caso viene usata per indicare una figura piana con quattro angoli. Ma in passato con tetragono si poteva anche indicare un parallelepipedo, cioè una figura solida - e in particolare il cubo. Ora, il cubo ha tutta l'apparenza di una figura solida, ferma, affidabile: se mi dico tetragono a qualunque tentazione, intendo che niente è in grado di corrompermi; potrei voler votare il candidato alle elezioni per il suo esser tetragono nelle proprie...

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Tetro

tè-tro

SignCupo, oscuro, sinistro; torvo, accigliato, triste; ripugnante

dal latino taeter, di etimologia sconosciuta.

Capita di rado di poter osservare un fenomeno di sintesi così elegante e potente, ed è ancora più suggestivo quando avviene su una parola così scura. Non ci s'illuda di poter tradurre il taeter latino col nostro 'tetro': le sfumature di significato di quell'aggettivo erano variegatissime. Quanto? Da dover prendere fiato per dirle tutte: brutto, turpe, osceno, tremendo, ignobile, odioso, vergognoso, deprecabile, abominevole, vile, sudicio, fetente, rivoltante, ripugnante - e certi dizionari...

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Tifo

tì-fo

SignMalattia infettiva; passione sportiva

dal greco: typhos fumo, vapore, febbre - intendendo l'offuscamento febbrile della mente.

Il tifo ci sembra una malattia dei tempi andati, come la tubercolosi, la poliomielite, la sifilide, la malaria - una di quelle malattie che colpiscono i personaggi dei romanzi dell'ottocento. La realtà è che, insieme a queste altre, è ancora ben radicato, nel mondo. Quello che storicamente viene chiamato 'tifo' è in realtà un gruppo di malattie distinte, che colpiscono per cause e con modalità diverse. Ma questo non è sempre stato così chiaro. Caratteristica comune è però l'alta febbre, che...

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Tiglioso

ti-glió-so

SignFibroso, che si mastica male, duro

da tiglio, nel significato di fibra.

Tiglio non è solo il nome di un albero: l'estrema fibrosità del suo legno ha suggerito un'antonomasia, per cui "tiglio" diventa in genere la fibra. A esempio, si parla della lunghezza di tiglio intendendo la lunghezza che le fibre tessili devono avere per poter essere filate. Come è facile intuire, il tiglioso diventa quindi il fibroso - senza più alcun nesso con l'albero. E questa parola è usata in particolar modo in relazione alla consistenza di un cibo, alla sensazione di stopposità...

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Tilt

tilt

SignBlocco, guasto, in particolare di circuiti elettrici

dall'inglese: tilt inclinazione, ma anche carica, lancia in resta, in una giostra di tipo medievale.

È una parola che è entrata nell'uso comune attraverso il gioco del flipper. Per fare il furbetto, tentando di non far cadere la pallina, giocando a flipper è normale tirare gran colpi alla macchina, e magari sollevarla, inclinandola indietro. In questo modo è possibile che il flipper vada in tilt, cioè si blocchi: questo avviene grazie ad un meccanismo anti-furbetti che interrompe il gioco in caso di inclinazione dell'apparecchio. In inglese "tilt" è una parola ricca di significati: l'uso...

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Timido

tì-mi-do

SignEccessivamente riservato, incline a sentirsi in soggezione; riferito ad azioni anche incerto, insicuro

collegato al latino timere aver paura.

La timidezza non ha il rossore pudico, ma il sudore freddo. Non lo sguardo verecondo, ma l'occhio sfuggente. Non la riverenza del rispetto, ma il terrore della soggezione. La timidezza non è una cosa carina, tenera, né è un'idiosincrasia ineliminabile del carattere. E' il parossismo orgoglioso e degenere di virtù quali la riservatezza, la delicatezza, il dubbio. E' l'arrochimento della voce dolce, l'arrugginirsi del movimento grazioso. La timidezza è paura orgogliosa, che non vuole essere...

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Tipico

tì-pi-co

SignChe corrisponde a un tipo; caratteristico, peculiare; rappresentativo, esemplare

derivato di tipo, dal greco týpos 'impronta', ma anche 'carattere, modello, statua', derivato del verbo týptein 'battere', e giunto a noi attraverso il latino typus.

Quando una parola ci è molto familiare spesso ci sfugge quanto possa essere gigantesca e complessa. E 'tipico' è davvero un aggettivo gigantesco e complesso. Scaturisce, ovviamente, dal 'tipo'. Ora, il nocciolo di significato di questa parola è l'immagine dell'impronta, battuta e riconoscibile. Il concetto di modello che solitamente colleghiamo al tipo gemma da quest'immagine, che però è molto più vasta. Il tipico è ciò che corrisponde al tipo, ciò che quindi è caratteristico e peculiare...

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Tirapiedi

ti-ra-piè-di

SignServile aiutante di persone di una certa importanza, che cerca di ottenerne i favori.

direttamente dal nome dell'aiutante del boia, che appunto tirava i piedi agli impiccati perché morissero prima.

L'origine agghiacciante di questa parola, per la verità piuttosto diffusa, ci mette davanti ad una nuova sfumatura del conosciutissimo concetto di servilismo. Rende infatti palese come, per il tirapiedi, una realizzazione personale piena e autonoma sia impossibile proprio a causa dei lavori che, pur se per sua volontà, è costretto a fare. Una parola, insomma, che può portare con sé una frazione di sentimento di pietà.

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Titillare

ti-til-là-re (io ti-tìl-lo)

SignSolleticare, eccitare

dal latino titillare voce espressiva, onomatopeica; probabilmente connessa col latino titta capezzolo.

Questa parola, nonostante le apparenze, è tutt'altro che birichina: infatti il nesso espressivo fra il solletico e il capezzolo è straordinariamente casto, in quanto si riferisce alla madre che, nel gesto di allattare, solletica le labbra del poppante affinché mangi. È da Questa immagine che il titillare prende i connotati di eccitamento e lusinga: è un solleticare che attira e offre - e il titillamento stuzzica in maniera composta e magnetica. Il viaggio inaspettato titilla l'estro dello...

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