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Volgare

vol-gà-re

SignProprio del volgo, cioè lo strato sociale culturalmente ed economicamente più svantaggiato; non scientifico; rozzo; lingua che deriva dal latino e vi si contrappone

dal latino: vulgus popolo, plebe, massa.

Questa parola nasce in tempi remoti per discriminare alta e bassa società. Il [vulgus] era la massa povera e illetterata, che portava con sé tutta una serie di connotati ulteriori, come i modi rozzi, lo scarso discernimento, l'assenza di attività e gusto intellettuale, la lingua scarna e storpia. Oggi il volgare si è specializzato: resta precipuamente volgare ciò che si riferisce al sesso e alla scatologia, trattati sia direttamente sia usati in modi di dire. Ma questo davvero è un volgare...

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Volgere

vòl-ge-re (io vòl-go)

SignIndirizzare qualcosa in un certo punto; piegare, voltare; mutare, trasformare

dal latino vòlvere 'volgere, voltare, far girare'.

Poche parole sono come questa ricche di significati: tanta ricchezza scaturisce dalla fertilità della sua immagine fondamentale. 'Volgere' è una parola consueta ma di registro piuttosto elevato, che basilarmente, e con grande grazia, descrive un girare verso qualcosa - una direzione: la via che volge a ovest piega verso quel punto, la casa è volta a sud. Ma l'atto del volgere è anche (e forse soprattutto) lo scorcio di un'intenzione - come quando si volge il telescopio verso Venere, o come...

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Volitivo

vo-li-tì-vo

SignChe ha grande volontà

dal latino: volo io voglio. Che ha attitudine a volere.

Parola, nel descrivere questa attitudine, di grande grazia. L'espressione forte di una volontà ha colori carismatici, influenti, duri. Un carattere, un atto, uno sguardo volitivo si impongono sulla realtà circostante con polso fermo, deciso - virile. È sicuro, dà sicurezza, sa dove andare a parare, dove mirare, e come esercitare l'energia. Così il volitivo, con tutte le luci e le ombre dell'autorità, si presenta come un attributo elegante, certo eccezionale, pregevole e insieme...

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Voltagabbana

vol-ta-gab-bà-na

SignChe cambia idea, opinione o fazione con facilità per utilità personale

composto di voltare e gabbana.

Il voltare idea, opinione o fazione è un atto della sfera morale; ma in molte parole e locuzioni viene volentieri significato con l'immagine di un mutamento materiale, concretissimo. Ora, perché questo espediente retorico funzioni e sia incisivo, la metafora che vuole significare quel cambiamento morale deve riguardare un elemento materiale che porti il segno di un'idea, di un'opinione, di una fazione. Pensiamo alla faccia (in latino facies significa addirittura 'aspetto esteriore,...

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Volubile

vo-lù-bi-le

SignGirevole; che cambia continuamente, incostante

dal latino volubilis, derivato di vòlvere volgere, far girare.

Si dice volubile il mutevole, ciò che è in continuo cambiamento: può essere volubile l'umore dell'amica e volubile il tempo nei pomeriggi d'estate. L'etimologia ce lo descrive nella maniera più semplice: è ciò che si volge, ciò che gira. Semplicità, spesso, è raffinatezza: quella di questa parola è una caratura e una pulizia completamente diversa dal lunatico e dal pazzerello; allo stesso tempo non ha la negatività dell'incostanza e dell'instabilità, né la geometria della variabilità. Il...

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Voluttà

vo-lut-tà

SignPiacere intenso, profondo godimento - perlopiù di sfumatura sessuale

dal latino: voluptas piacere, dalla radice indoeuropea valp- scegliere, desiderare - da cui anche "volontà".

La voluttà è un accenno, o un tenore di fondo che pervade allusivamente ogni altro piacere; alternamente esaltata e mortificata nei secoli passati (e tutt'oggi) resta un canale comunicativo estremamente conivolgente, potentemente primitivo e raffinatamente decadente. Non a caso Voluttà è la figlia di Amore e Psiche.

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Voluttuario

vo-lut-tuà-rio

SignNon necessario, superfluo; volto a soddisfare i piaceri

dal latino tardo voluptuarius, alterazione del latino classico voluptarius, derivato di voluptas 'piacere, voluttà'.

Il ramo della voluttà, del piacere intenso che scaturisce dalla soddisfazione delle pulsioni sensuali, in questa parola trova degli esiti particolarmente netti. Di base il voluttuario sarebbe giusto ciò che è volto al puro piacere: posso dire che il mio interesse circa una certa questione storica è solo voluttuario, nella scelta del ristorante mi rimetto al giudizio dell'amico esperto di vita voluttuaria, e si minimizza dicendo che sì, durante la serata sono state assunte sostanze...

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Vomere

vò-me-re

SignParte dell'aratro che taglia e rovescia la zolla di terra

dal latino: vomer aratro.

Il vomere è la parte più importante dell'aratro: esso incide la terra che viene poi ribaltata dal versoio. È uno strumento antico quanto l'agricoltura, che col suo lavoro permette una crescita migliore delle piante che verranno seminate nel campo: smuovendo la terra la ammorbidisce, fa sì che i concimi penetrino più in profondità, e fertilizza la terra stessa con i vegetali che vengono rivoltati durante l'operazione. La grande rivoluzione del vomere fu il passaggio dall'essere un cuneo di...

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Vorace

vo-rà-ce

SignAvido di cibo; che consuma o distrugge con rapidità

dal latino vorax, derivato di vorare divorare.

Una parola semplice, ma non per questo meno terribile. Propriamente, si tratta della parola che con maggior forza descrive l'avidità di cibo. Viene comunemente usata per indicare questo carattere negli animali - pensiamo alla voracità degli uccelli o dei topi -, ma si attaglia bene anche agli umani particolarmente rapidi e golosi nel mangiare. Per estensione, il vorace diventa ciò che consuma o distrugge con veloce facilità: pensiamo alle fiamme voraci che devastano la foresta, o alla...

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Voto

vó-to

SignOfferta, promessa - specie alla divinità; espressione di volontà in una consultazione; valutazione scolastica

dal latino: vovere offrire in voto, augurare, desiderare.

Il voto, da millenni, è un elemento fondamentale della nostra civiltà, di cui però anche linguisticamente si è persa la dimensione. Il nesso fra i vari sensi non è semplicissimo. L'uso più comune, specie per studenti e parenti di studenti, è quello della valutazione scolastica - uso curioso, che non è chiaro come possa essere scaturito dai significati più antichi e completamente eterogenei della medesima parola. In origine infatti il voto era l'offerta volta alla divinità - per proprio...

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