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Sfoglia per data - pagina 8

Medesimo

me-dé-si-mo

SignCome aggettivo dimostrativo, stesso, identico; come pronome dimostrativo, lo stesso

attraverso l'ipotetica forma del latino parlato metìpsimus, secondo alcuni rafforzamento di ipsimus, superlativo di ipse 'egli stesso'; secondo altri superlativo di metipse 'io stesso'.

Strizzando un po' gli occhi, biascicando un po' il suono, si riesce ancora a cogliere nel 'medesimo' l'impronta del superlativo. Che sia una parola esagerata lo sappiamo: i colleghi pronomi e aggettivi dimostrativi - come questo, quello, stesso, tale - appaiono tutti così misurati e asciutti e piani, invece 'medesimo' sgomita nella frase sdrucciolando in un ingombro che si fa sempre notare. Ciò che, senza saperlo, invece non si può notare, è il meraviglioso livello di deformazione che ha...

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Cancro

càn-cro

SignGranchio; quarto segno zodiacale; tumore maligno; male endemico

dal latino cancer 'granchio', calco del greco karkínos.

Abbiamo sempre avuto il vizio maledetto di proiettare sugli animali le nostre miserie e nefandezze. Il vecchio morbidamente lascivo lo chiamiamo porco, di un pessimo attore diciamo che è un cane, una donna bella e fatua è un’oca, lo stupido ha un cervello da gallina, allo scolaro scadente diamo del somaro. Per non parlare, poi, del fatto che definiamo bestiali gli atti più perversi che compiamo, dimenticando che la perversione è una peculiarità tutta umana. Al povero granchio, però, abbiamo...

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Assorto

as-sòr-to

SignProfondamente intento, immerso in un pensiero o in un lavoro

voce dotta, recuperata dal latino absorptus, participio passato di absorbére 'assorbire', da sorbére 'sorbire, bere' col prefisso ab 'da'.

L'assorto è assente: c'è qualcosa di imperscrutabile che ne raccoglie l'intera attenzione, e lo vediamo lì, con lo sguardo perso e il mestolo fermo nella pentola, o che avvita degli scaffali insensibile a rumori e chiamate, solo una mano sulla spalla lo risveglia. «Scusa, ero assorto.» La precisione di questo aggettivo è impressionante, e lo è anche la sua forza, ancora più apprezzabile quando ci si accorge che 'assorto' è una variante di sapore latino del participio passato di 'assorbire'...

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Interinale

in-te-ri-nà-le

SignRelativo a un interim, al periodo fra la cessazione di un incarico e la nomina successiva; provvisorio; in borsa, documento provvisorio che gli agenti di cambio usano per provare un contratto

dal latino interim 'frattanto', probabilmente attraverso il francese intérimaire.

Questa parola è una risorsa elegante (un po' ingessata) e lievemente pericolosa: significa 'provvisorio, temporaneo', e lo fa con un colore che arriva all'eufemismo. La sua ricercatezza di sapore latino, la sua aura tecnica sa raffreddare il concetto, presentandolo in maniera più accettabile; ne esce schermito, quasi minimizzato. Ora, l'aggettivo 'interinale' deriva dal latinismo interim, giusto con un passaggio in francese, e vederli affratellati e seduti accanto è stimolante. E non solo...

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Tralice

tra-lì-ce

SignNella locuzione 'in tralice', di traverso, obliquamente, di sottecchi

dal latino trilix 'formato da tre fili', composto di tres 'tre' e licium 'filo'.

La prima cosa da dire di questa parola riguarda l'accento: si dovrebbe dire tralìce, e non tràlice. Tecnicamente perché nel caso accusativo del latino trilix, da cui deriva il nostro 'tralice', la quantità della 'i' è lunga (trilīcem), e per una celebre regola, se la penultima sillaba è lunga, l'accento cade su di essa. Poeticamente perché il tralice descrive un traverso sfuggente ma non frettoloso, e non ci si può precipitare ad accentare la prima sillaba, dando alla parola l'aura febbrile...

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Zen

zèn

SignForma di Buddhismo giapponese, derivante dal Buddhismo chán cinese

dal giapponese zen, a sua volta dal cinese chán, a sua volta dal sanscrito ध्यान dhyāna ‘meditazione, pensiero, riflessione’.

Dopo aver scelto la parola da proporre questa settimana, ho deciso di fare una veloce ricerca on line, scrivendo su Google “giardino zen”. I risultati son tantissimi (più di sette milioni, stando a quanto dice il motore di ricerca): “come fare un giardino zen”, “la filosofia del giardino zen”, “il perfetto giardino zen”… peccato che il giardino zen non esista. Mi spiego meglio: nell’immaginario occidentale è zen tutto ciò che rimanda alla meditazione orientale, alla quiete, alla pace, eppure...

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Soprammercato

so-pram-mer-cà-to

SignUsato solo nella locuzione 'per soprammercato', col significato di 'per giunta'

composto di sopra e mercato.

Questa parola, dopo una normale imperscrutabile incubazione, è attestata per iscritto nella prima metà del Cinquecento, quando l'italiano stava convergendo su un canone più definito (anzi, curiosamente è attestato dalla penna di Bembo, proprio uno dei protagonisti del dibattito sulla lingua da adottare in Italia). Sono secoli che viene data per morta o moribonda, ma continua ad essere usata - per quanto nella sola locuzione 'per soprammercato'. Ora, questa locuzione ha il significato...

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Involuto

in-vo-lù-to

SignAvvolto, inviluppato; complesso, intricato

dal latino involutus, participio passato di invòlvere 'involgere'.

Per antitesi avvicineremmo subito l'involuto all'evoluto: se questo ci parla di qualcosa che si è sviluppato verso stadi successivi più progrediti, l'involuto dovrebbe invece raccontare lo stato di qualcosa che è regredito, che ha subito un declino, un'atrofizzazione. Eppure, nelle strette maglie del dizionario si legge altro, su questo aggettivo, che parte dall'immagine dell'inviluppato. In effetti il latino invòlvere ci parla di un travolgere, di un avvolgere, di un rotolare:...

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Siparietto

si-pa-riét-to

SignSipario supplementare più leggero e arretrato rispetto al principale, usato per compiere cambi di scena; nel teatro di rivista, numero di varietà compiuto durante il cambio di scena; intervallo; scenetta

diminutivo di sipario, che è dal latino siparium, di origine sconosciuta.

Che il siparietto sia un sipario diminuito si capisce bene. E basterebbe l'intuizione per collegare il piccolo sipario alla piccola scena, al teatrino che conosciamo come siparietto; ma questa intuizione non ci racconterebbe la storia giusta. Qualcuno potrebbe pensare che il siparium latino sia in qualche modo connesso al separare: dopotutto, che cosa fa il sipario, a teatro? Invece no. La sua origine è sconosciuta, e tutto il suo parentado è sotto terra (si collegava al sùpparum, che era...

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Epistassi

e-pi-stàs-si

SignPerdita di sangue dal naso

dal greco epístaxis 'sgocciolamento', da epistázein 'sgocciolare sopra', composto di epi- 'sopra' e stázein 'sgocciolare'.

I termini tecnici e scientifici che descrivono i fenomeni fisici più normali, banali come il perdere sangue dal naso, hanno un'aura ambigua. Da un lato ci sembrano sempre un po' affettati, esageratamente ricercati, se non pedanti - ma guarda te se per significare che m'esce qualche goccia di sangue dal naso devo dire che ho un'epistassi in corso. Dall'altro sviluppano il carisma di un linguaggio che ha parole di ugual tenore, ugualmente padrone, per il minuto e per il gigantesco, per...

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