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Acrostico

a-crò-sti-co

SignComponimento in cui le lettere iniziali delle sezioni, se riunite insieme formano una parola o una frase; per estensione, anche parole formate dalle iniziali di altre parole (e non da sezioni di un componimento)

composto dal greco àkros 'estremo' e stìkhos 'verso'.

Giorni fa mi son ricordato questa frase: “nel giardino dormite anche voi, amici”. «Mauro è impazzito!» No, no! Mettete, una dopo l’altra, la prima lettera di ciascuna parola. «Ancora non ha senso, Mauro, sei impazzito davvero!» È vero, come parola non ha senso; ma per me, quando iniziavo a scoprire il latino, quella frase era perfetta per ricordare l’ordine dei casi nella declinazione: N(ominativo), G(enitivo), D(ativo), A(ccusativo), V(ocativo), A(blativo). NGDAVA. Nel Giardino Dormite...

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Discinto

di-scìn-to

SignDi abito, sciolto, aperto, che lascia scoperte parti del corpo; di persona, scomposta, disordinata, succinta

propriamente, participio passato di discingere, voce dotta recuperata dal latino discingere, derivato di cingere con dis- negativo.

Per la verità il 'discingere' latino aveva dei tratti più innocenti: era un allentare, uno sciogliersi la cintura che, al di qua di ogni allusione lubrica e salace, è il segno universale del mettersi comodi. Tant'è che anche gli altri suoi significati, come l'infiacchire, lo sventare, il disarmare, consolidavano il nesso fra la cintura stretta e l'attività - i latini non la smettono mai con le suggestioni quotidiane e intelligenti. Ora, certo anche il nostro discinto, participio passato...

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Cerimonia

ce-ri-mò-nia

SignFunzione religiosa, solenne celebrazione pubblica; ostentazione di rispetto

dal latino caerimonia 'sacralità, l'esser sacro', ma anche 'venerazione, riverenza' e 'rito'.

Appena mi pongo la domanda su da dove salti fuori una parola come questa, la strada sembra già tracciata, quasi banale. Alla cerimonia ci sono ceri accesi, candele di cera, no? No. La via è ben più lunga, tracciata in maniera più leggera; l'origine oscura, e suggestiva. Corretto dire che la matrice è religiosa. Certo, non si sa da dove scaturisca il caerimonia latino, ma pare possa essere di origine etrusca, e c'è chi avanza la possibilità del suo riferimento a riti condotti dai sacerdoti...

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Pretestuoso

pre-te-stu-ó-so

SignChe costituisce un pretesto, che si fonda su pretesti

da pretesto, dal latino praetextus, derivato di praetèxere 'tessere davanti, adornare, fregiare'.

Iniziamo intorbidandoci le idee, che è divertente. Pretestuoso e pretenzioso sono parole molto diverse che però così, sulla lingua, d'acchito, possono confondersi. Il primo è ricco di pretesti, il secondo ricco di pretese; ma è curioso notare la somiglianza di un certo scorcio dei loro significati: il pretestuoso e il pretenzioso avanzano qualcosa, sono entranti e similmente spiacevoli. Ora, per comprendere il pretestuoso va capito bene il pretesto. Anche perché 'pretesto' è una parola...

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Pasciuto

pa-sciù-to

SignNutrito, sazio, soddisfatto; florido, in carne

participio passato di pascere, uguale in latino, col significato di 'pascolare, nutrire'.

Il verbo 'pascere' (o 'pascersi') frequenta i momenti più belli e alti della nostra letteratura, eppure oggi è un ramo disseccato. Restano, collaterali, il pascolo e il pascolare (estremamente specifici), e il pasciuto, che invece, per quanto ricercato, riesce ancora a darci uno scorcio di quel pascere di cui propriamente sarebbe participio passato. Il pasciuto (corposo già nel suono) è il nutrito, il ben nutrito: un significato sintetico, che a una prima estensione diventa anche il sazio....

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Zonzo

zón-zo

SignSolo nella locuzione 'a zonzo', a spasso, in giro, senza una meta

probabilmente, voce onomatopeica.

Siamo davanti a una delle manifestazioni più affascinanti della lingua: un sostantivo morto imprigionato nell'ambra di una locuzione avverbiale. Lo 'zonzo' non è mai stato registrato fuori da espressioni come andare a zonzo, mandare a zonzo, girare, passare, stare a zonzo - mai, da quando è emerso nel Quattrocento in poi. La sua origine è con tutta probabilità onomatopeica, ed è un'onomatopea di una perfezione rara. Ci evoca l'andare senza costrutto dell'insetto ronzante con una tale...

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Spigliato

spi-glià-to

SignDisinvolto, sicuro di sé; agile, sciolto

da impigliato, participio passato di impigliare, con sostituzione di prefisso.

Parola vivace, anzi quale parola è più viva di questa? Be', c'è però una questione curiosa. In tutti i dizionari che indicano la data di prima attestazione di una parola si può leggere che lo spigliato è trecentesco (secondo alcuni addirittura precedente). Non tutti invece precisano che è stato sì usato nel Trecento, ma che da allora in poi è caduto in disuso per qualcosa come quattro-cinquecento anni. È riemerso nell'Ottocento, ma percepito come una stravaganza. Storie del genere ci...

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Teaser

tìser

SignAnnuncio pubblicitario anonimo, che crea curiosità e aspettativa nei confronti di un prodotto che verrà nominato solo in annunci successivi

Voce inglese, propriamente 'che stuzzica', dal verbo to tease.

Nei nostri dizionari lo troviamo riferito ad un linguaggio prettamente tecnico, relativo all’ambito della comunicazione pubblicitaria. E in effetti è con quel significato molto specifico che abbiamo acquisito il termine, ovvero per definire quei messaggi pubblicitari in cui non compare il nome del prodotto, di solito centrale in questo tipo di avviso, ma soltanto una breve scena, un’immagine o un testo accattivanti, in modo che il pubblico destinatario si incuriosisca e attenda o vada a...

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Defezione

de-fe-zió-ne

SignVenir meno a una fede, a un impegno; assenza; difetto, mancanza

dal latino defectio, derivato di defìcere 'separarsi, disertare, venir meno, finire', composto di de- che indica allontanamento e facere 'fare'.

L'occasione ci fa pescare in una vena ricca: oltre alla defezione vi troviamo il difetto, il deficit, il deficiente - tutti che sgorgano con abbondanza dal defìcere latino. L'idea è sempre di qualcosa che manca, ma forse proprio nella defezione questo concetto si mostra specialmente tornito e fine. La defezione è un venir meno, si potrebbe dire una 'mancanza a': con bella sintesi il defìcere latino si compone alla lettera come un 'allontanamento dal fare'. C'è una fede (soprattutto...

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Grisaglia

gri-sà-glia

SignStoffa pettinata tessuta con fili bianchi e neri, che risulta grigia; abito confezionato con tale stoffa; nel lessico artistico, sia pittura monocroma usata per decorare le vetrate delle chiese, sia pittura preparatoria con colori sordi

dal francese grisaille, da gris 'grigio'.

Un riferimento così vasto al grigio non poteva che essere versatile. Abbiamo associato molti significati alla grisaglia (non di rado si trova nella forma francese non adattata, grisaille), e quelli pittorici sono i più antichi. Come si creano i dettagli nelle vetrate decorate? Per renderne di sottili e precisi, senza ingigantire la difficoltà del lavoro e farne schizzare il prezzo, la grisaglia è un ottimo metodo (pare sia stato San Bernardo di Clairvaux a promuoverne l'uso). Si tratta di...

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