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Smaltire

sma-tì-re (io smal-tì-sco)

SignDigerire, far passare, sbrigare; eliminare, far defluire, scaricare

dal gotico smaltjan 'fondere'.

Le parole più versatili, ricche di diramazioni d'uso, partono da immagini semplici e incisive. Questo è un caso esemplare. Visto che si può smaltire il pranzo o smaltire una sbronza, così come si può smaltire il lavoro arretrato, il mucchio di rifiuti speciali, il traffico, è chiaro che il concetto debba essere quello di un ridurre, neutralizzare. Ma ciò che si smaltisce non viene annichilito, piuttosto viene trasformato: ciò che dev'essere smaltito ha un corpo, una presenza fisica che crea...

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To'

SignTieni!, prendi!; esclamazione di meraviglia

troncamento di togli, imperativo del verbo togliere.

Sollevo e piego il braccio sinistro, la mano destra schiocca nel cavo del suo gomito; appena rientri dalle ferie ti getto sulla scrivania il pacco di lettere che dovevi gestire tu; all'amico che per divertimento mi ha fatto fare una figura tremenda tiro - a scherzo ma non troppo - un calcio nel didietro; alla festa incontro la persona sgraditissima che sapevo avrei incontrato ma voglio mostrarmi sopreso di incontrare; alzo il telefono e aggrotto la fronte vedendo chi mi ha scritto dopo sette...

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Cavaliere

ca-va-liè-re

SignChi sta su un cavallo; guerriero nobile, appartenente alla cavalleria; difensore, campione; persona galante, signorile

attraverso il provenzale cavalier, dal latino tardo caballarius 'palafreniere, stalliere', derivato di caballus 'cavallo da fatica'.

Nel nostro immaginario il cavaliere medioevale è sempre “senza macchia e senza paura”, impegnato sì a combattere, ma solo per giuste cause, spinto da un amore nobile e disinteressato a difendere i deboli e gli oppressi, Dio e la patria. Il cavaliere di oggi, invece, ha sostituito la devozione bellica al signore con quella – pacifica e galante – alle signore: l’uomo che vuol essere cavaliere offre sempre il braccio alla dama nelle piacevoli passeggiate domenicali, non lascia mai che essa...

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Provvisorio

prov-vi-sò-rio

SignNon stabile, non definitivo, che dovrà essere sostituito, debole, precario

attraverso il francese provisoire, dal latino medievale provisorius, derivato di provisus, participio passato di providere ' vedere innanzi, provvedere'.

Il percorso che porta a questa parola è accidentato, tant'è che il veicolo del significato originale, che ci parla di una prontezza saggia e soccorritrice, si ribalta in un'incertezza precaria. Guardiamolo alla lettera: il provvisorio dovrebbe essere ciò che è atto a provvedere, ciò che ha il carattere di provvedere, ovviamente a una situazione che lo richiede - magari all'improvviso, un'emergenza, ma non necessariamente. Lo sappiamo, si predispone cautamente soprattutto il necessario per...

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Umbonato

um-bo-nà-to

SignProvvisto di umbone

dal latini umbo 'umbone, parte prominente, gomito'.

Bene, spiegazione pulita, ma che diavolo è questo umbone che caratterizzerebbe l'umbonato? Ebbene, ancora una volta siamo davanti a una parola poco nota che descrive elementi del reale del tutto consueti. Li conosciamo benissimo, ma senza 'umbone' ci manca il nome per chiamarli. Gli scudi antichi potevano avere al centro una placca metallica, una borchia tondeggiante, che con la sua sporgenza si prestava a deflettere i colpi dal punto delicato dietro cui stava la mano del soldato, e a...

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Ragnatura

ra-gna-tù-ra

SignInsieme di crepe, di segni sottili che si intrecciano; porzione lisa di tessuto

derivato di ragna, giunto per aferesi dal latino arànea.

Se la ragnatela, nei suoi usi figurati, ci racconta sempre di qualche insidia nascosta, la ragnatura si concentra sulla sua figura geometrica. Chiariamo che comunque sono tutti derivati specializzati a partire dal gran termine 'ragna', che dei suoi derivati contiene (quasi) tutti i significati. In tecnica delle costruzioni si parla di ragnatura come di un difetto o di un ammaloramento di una gettata di calcestruzzo o di un manto stradale: fenditure sottili che si incrociano in una trama...

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Mandala

màn-da-la

SignSchema di cerchi e altre figure concentrici rappresentante l’universo e la sua origine

dal sanscrito मण्डल, maṇḍala, 'cerchio'.

Tatuaggi, ciondoli, tappeti, decorazioni per le pareti: i mandala sono ovunque. Si tratta di simboli costituiti da cerchi concentrici (spesso accompagnati da altre figure geometriche, per esempio quadrati), e ormai li possiamo trovare davvero dappertutto. È bene sapere, però, che c’è anche dell’altro, oltre alla piacevolezza estetica di queste forme. मण्डल, maṇḍala (quelle letterine col puntino sotto son da pronunciarsi con la punta della lingua rivolta verso il palato) significa...

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Clangore

clan-gó-re

SignRumore metallico forte e acuto

voce dotta recuperata dal latino clangor, derivato di clàngere 'gridare, squillare', dalla stessa radice di clamare 'gridare, schiamazzare', affine al greco claggé 'squillo, strido'.

Come sono difficili le parole che descrivono i suoni: godiamo del salto poetico di quelle che cercano di afferrare e rendere colori e odori, ma quelle che descrivono suoni non possono scamparla facilmente, poiché significano un suono col loro suono. Il clangere latino aveva un significato ampio e asciutto, un 'far risuonare' - un verbo buono per trombe che squillano, per gazzarre d'uccelli, schiamazzi di persone (chi nota che così il clangore è piuttosto vicino al clamore nota bene, sono...

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Usbergo

u-sbèr-go

SignArmatura in maglie o lamine metalliche in uso nel Basso Medioevo; corazza; difesa, protezione

dall'ipotetica voce francone halsberg 'protezione del collo'.

Quello di questa parola è un caso curioso: nonostante si possa ormai classificare come letteraria, non è poi così rara. La desuetudine non è binaria, e nella sua scala l'usbergo non siede sui gradini delle parole sepolte - si continua a usare, poco, ma a ragione. Il suo significato è semplice: l'usbergo è un tipo di armatura, un camicione a maglie o lamine di metallo - riedizione un po' più sofisticata ed estesa delle cotte di maglia che spopolavano in Europa da prima di Cristo, il cui...

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Gongolare

gon-go-là-re (io gón-go-lo)

SignEssere compiaciuto, visibilmente soddisfatto per un bene ottenuto, che in specie lusinga la vanità o mette altri in difficoltà

probabilmente di origine onomatopeica.

Quante sono le leggende di lame incantate che non perdono mai il filo. Fantasie, ma invece il fenomeno analogo che talvolta investe le parole è reale. Chi frequenti le opere di Boccaccio non si stupirà, ma il verbo 'gongolare' è antico quanto l'italiano, e fin dal suo principio ha avuto l'esatto, sottile significato con cui lo usiamo oggi - filo di lama inalterato. Il che è sorprendente, visto che con tutta probabilità si tratta di una parola di origine espressiva, onomatopeica, i cui...

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