Svenevole

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sve-né-vo-le

SignAffettato, languido, lezioso, sdolcinato

derivato di svenire.

Lo svenevole ci porta alla mente il cliché della damina sempre pronta a portare il dorso della mano alla fronte afflosciandosi per la troppa emozione, mentre la serva grida concitata "I sali, i sali!".

In effetti lo svenevole ci parla dell'attributo di una certa inclinazione al venir meno, al farsi soverchiare dal sentimento. È quindi un attributo di sensibilità, però non è una sensibilità intelligente, di quelle che permettono comprensione razionale ed emotiva; è una sensibilità affettata, spesso tutt'altro che schietta e naturale, anzi vicina a una posa tutta languore - una sensibilità esagerata e fuori luogo, se non addirittura calcolata e interpretata all'eccesso. Il risultato è naturalmente prossimo al manierato, al lezioso, allo sdolcinato.

Durante la commemorazione pubblica lo zelo di certi interventi svenevoli ne squalifica la serietà; l'attore poco capace rende il drammatico con lo svenevole (e questo è drammatico in altro senso); l'amico fa lo svenevole per ostentare la pienezza delle sue emozioni; e la batteria di foto svenevoli miete grandi conferme sui social network.

In questo affettato, in questo languido che è lo svenevole, c'è pochezza di gusto e di modo, in un troppo che svilisce l'emozione. Qui il riferimento allo svenire mostra uno smalto notevole, e non privo di aggressività, perché è un riferimento sostanzialmente iperbolico, eccessivo, che ridicolizza l'artificio di chi si mostra venir meno, cascante d'emozione, e nel mentre osserva di sottecchi l'effetto che fa.

(Una volta mi è capitato di sentire un richiamo allo svenire d'emozione senza che fosse svenevole, però. Un mio caro amico dell'università ed io eravamo stati, senza saperlo, allo stesso concerto, un concerto piuttosto importante, con un'orchestra nutrita che faceva la Nona di Beethoven. Per entrambi, era la prima volta che la sentivamo dal vivo. "All'attacco del secondo movimento... credo d'essere svenuto" mi disse poi lui, serio ed entusiasta. Non glielo avevo mai sentito dire e non glielo ho sentito dire mai più. Lo svenevole porta in scena la parodia di un'emozione del genere.)

Parola pubblicata il 27 Maggio 2018

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