Cunicolo
cu-nì-co-lo
Significato Galleria, stretto passaggio sotterraneo
Etimologia dal latino cunìculus, ‘galleria sotterranea’, ma anche ‘coniglio’.
- «Si è infilato in quel cunicolo e non ne vuole più uscire.»
Parola pubblicata il 30 Agosto 2025
cu-nì-co-lo
Significato Galleria, stretto passaggio sotterraneo
Etimologia dal latino cunìculus, ‘galleria sotterranea’, ma anche ‘coniglio’.
Parola pubblicata il 30 Agosto 2025
L’etimologia delle parole ha questo grande potere: ci fa capire come tanti elementi separati del mondo siano rami di una stessa pianta; ci fa notare quale sguardo abbia riconosciuto parentele, quale intuizione abbia continuato un nome di qualcosa in qualcos’altro.
Il cunicolo è un elemento dai caratteri estremamente definiti. Anche i sinonimi prossimi, si sente subito, sono completamente proiettati altrove: la galleria, anche quando è sotterranea, ha un altro respiro, la strettoia può essere aperta, sopra; forse solo il passaggio può arrivare a coprirlo bene, ma è sfocato, perché ha un’estensione concreta e metaforica enorme.
Il cunicolo è il passaggio sotterraneo stretto. Sono cunicoli quelli ad uso militare, scavati per minare o superare le fortificazioni nemiche, o per fornire passaggi nascosti; sono cunicoli quelli che sotto le città servono a far correre tubazioni, cavi. Ma sono cunicoli anche quelli da cui sbucano guardinghe le marmotte. Anzi, sono i cunicoli primordiali.
In effetti il concetto di ‘cunicolo’ nasce dal nome del coniglio. Per essere più precisi, il cuniculus latino arriva a indicare il passaggio nascosto, il canale sotterraneo, a partire dal coniglio. È una magnifica metonimia: uso il nome dell’animale per indicare la sua tana, anzi la caratteristica forma della sua tana, o per dire ancor meglio l’elemento di base della sua struttura: la stretta galleria sotterranea — che poi può estendersi enormemente, in una ragna che sforacchia colline intere. Peraltro pare che il nome cuniculus possa essere di origine iberica, indicando un animale differente dal lepus (da cui la nostra lepre, in un intreccio tutt’altro che ordinato).
Così se parlo dei cunicoli sotto la casa in cui ci dobbiamo infilare alla ricerca della perdita, se parlo dei cunicoli che si diramano dalla cantina, costruiti chissà quando e che portano chissà dove (e non sono certo io a volerlo scoprire), se parlo dei cunicoli aperti sugli spazi dell’antica miniera riadattata, sto scegliendo di non dare a queste strutture il rilievo architettonico e ingegneristico che avrebbero tunnel o gallerie, quanto un rilievo bestiale; passaggi non adatti o appena adatti al passaggio umano, bui, labirintici, che per certi versi inclinano all’orrore — notati con curiosità per la prima volta nella loro oscurità ipogea quando vi sparivano dentro delle terga di pelo chiaro, e rapidissime.