Pavone

Parole bestiali

pa-vó-ne

Significato Uccello appartenente alla famiglia dei fasianidi e al genere pavo, che comprende due specie: pavone blu (o indiano) e pavone verde

Etimologia dal latino pavonem, prestito orientale di ignota origine.

  • «Guarda come si rimira allo specchio, che pavone.»

Il suo nome è così celebre da aver dato origine a un verbo, ma il povero pavone non può pavoneggiarsi molto a questo riguardo. Non è un vanto essere l’emblema della vanità, la quale non gode neppure della stima riservata alla superbia.

Quest’ultima infatti nasce dalla consapevolezza (per quanto gonfiata) della propria forza intrinseca, mentre la vanità si appoggia totalmente alle lodi degli altri. Perciò il possente leone è superbo, mentre il pavone – in pratica un pollo molto colorato – è vanitoso. Peraltro il suo nome conta anche un altro derivato poco lusinghiero: l’aggettivo “paonazzo”, ossia violaceo, com’è appunto il suo piumaggio.

Curiosamente, però, in passato il pavone poteva rivestire il significato opposto, l’umiltà, se raffigurato con la coda chiusa. Per questo compare spesso nelle immagini religiose, ma anche perché era connesso all’immortalità (si diceva addirittura che la sua carne non si decomponesse mai).

Merito soprattutto della sua coda, che evocava per alcuni il cielo stellato, per altri una moltitudine di occhi spalancati. I Greci ad esempio raccontavano che la dea Giunone avesse voluto omaggiare il suo fedele guardiano, Argo dai cento occhi, che era stato ucciso da Ermes; perciò pose i suoi occhi sulla coda del pavone, uccello a lei sacro.

In tempi più recenti, tuttavia, la coda del pavone è diventata oggetto di meditazioni angosciose e feroci dibattiti. “La vista di una sola piuma di pavone mi fa star male!” gemeva Darwin. Questo irragionevole ornamento, infatti, rischiava di mandare all’aria tutta la teoria della selezione naturale: lungi dal rendere il suo possessore più idoneo alla sopravvivenza, ne fa semmai una facile preda.

Per risolvere l’aporia Darwin coniò il concetto di “selezione sessuale”: i pavoni con la coda più bella conquistano più pavone, dunque fanno più figli, diffondendo quel tratto nella popolazione. Ma allora la domanda diventa: perché alle femmine piacciono proprio quelle code? Molti hanno provato a dare una soluzione all’incognita.

Secondo Wallace un bel piumaggio è un “segnale onesto” della buona salute del maschio, portatore pertanto di geni di qualità. In effetti una studiosa inglese, Marion Petrie, ha verificato che una coda molto ornata è in correlazione non solo con il successo riproduttivo dai pavoni, ma anche con la loro sopravvivenza in natura (tuttavia il ricercatore Takahashi non ha riscontrato nulla del genere in Giappone…).

Zahavi ha elaborato una teoria simile ma opposta: le lunghe code sono, sì, indice di buona salute, ma perché sono uno svantaggio terribile. Se un poveretto riesce a sopravvivere nonostante loro, vuol dire che è proprio un pavone da sposare.

Ma forse la scelta delle pavone non è così dirimente come sembra: secondo la teoria della manipolazione sono i maschi a sedurle, sviluppando caratteri che le attraggono. Gli ocelli sulle code, per esempio, potrebbero sfruttare surrettiziamente la propensione delle signorine a prestare attenzione agli occhi, o alle bacche di mirtillo.

Infine Fischer ha messo d’accordo un po’ tutti, sostenendo che tratti maschili e preferenze femminili evolvano insieme, e che la scelta delle femmine sia al contempo arbitraria e adattativa. Se, per l’arbitrio del caso, si diffonde la moda delle code lunghe e ornate, le pavone che scelgono in accordo con questo trend produrranno maschi più attraenti – che avranno più probabilità di fare conquiste – e femmine con gli stessi gusti – che incoraggeranno la tendenza. Quando si dice la forza della moda!

Parola pubblicata il 26 Giugno 2023

Parole bestiali - con Lucia e Andrea Masetti

Un lunedì su due, un viaggio nell'arcipelago dei nomi degli animali, in quello che significano per noi, nel modo in cui abitano la nostra vita e la nostra immaginazione.