Squallido

squàl-li-do

Desolato, meschino, triste, ripugnante

dal latino: squalus rozzo, ruvido, sudicio - da cui anche "squama" e "squalo".

E' una parola più difficile di quanto sembri, di significato vasto e composto, in cui connotazioni eterogenee si sommano. Vi è il senso di abbandonato, desolato - e quindi il luogo squallido potrà essere un palazzo scalcinato e quasi deserto; vi è il senso di tristezza, di assenza di ogni colore - quindi quel palazzo sarà anche tetro, grigio, deprimente; vi è il senso di povertà morale - quindi lì dentro si svolgeranno attività deplorevoli e abiette.

Ma la completezza complessa non è sempre necessaria, anzi: la vivacità agile d'espressione del chiamare squallida una battutaccia, squallido un atteggiamento o un abito è impagabile - pur rimanendo la pienezza delle connotazioni fortissima su ogni piano sensoriale.

Notiamo la profonda affinità tattile di questa parola con scabroso.

Parola pubblicata il 24 Marzo 2011

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