Farsi notte
attraverso la voce del latino parlato ricostruita come adnoctare, da nox ‘notte’, con prefisso ad-.
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Farsi notte
attraverso la voce del latino parlato ricostruita come adnoctare, da nox ‘notte’, con prefisso ad-.
Quiete, pace, riposo
voce dotta recuperata dal latino requies, derivato da quies ‘riposo, tranquillità, pace’, con prefisso re-, ‘indietro’.
Separare, allontanare; distinguere; vagliare criticamente
attraverso la voce del latino parlato ricostruita come exseperare, e derivata di un ipotetico seperare che sta per il classico separare ‘dividere’, a sua volta da parare ‘disporre’ con prefisso separativo s-.
Varietà linguistica: napoletano — Svegliare
dal latino excitàre.
Donna con facoltà divinatorie, ma anche indovina, cartomante o chiromante
attraverso il latino ecclesiastico pythonissa, da python, ‘indovino’, dal greco pýthon, con significato di divinatorio (per analogia con l’aggettivo ‘delfico’), derivato dal nome proprio del serpente Pitone, Pythó, a sua volta dal verbo pythein, far imputridire.
Zoppicare; titubare, mancare di qualcosa
voce dotta recuperata dal latino claudicare, da claudus ‘zoppo’.
Disciplina che cerca di interpretare i caratteri psicologici di un individuo dall’aspetto esterno, in particolare dai tratti del viso
da fisiognomico, voce dotta recuperata dal latino medievale physiognomicus, che è dal latino tardo physiognomònicus, prestito dal greco physiognomonikós, da physiognómon ‘che riconosce il carattere di una persona dai lineamenti del viso’, composto dagli elementi physio- da phýsis ‘natura’ e gnómon ‘conoscitore’, dalla radice di gignósko ‘conoscere’.
Che non può essere percepito dai sensi; minimo, sottilissimo
da percettibile, voce dotta recuperata dal latino tardo perceptìbilis, da perceptus, participio passato di percìpere ‘percepire’, con prefisso negativo in-.
Caratterizzato da incertezza, instabilità, temporaneità
da precario, voce dotta recuperata dal latino precàrius ‘concesso per favore, revocabile, malsicuro’, derivato di precari ‘supplicare’.
Di una pluralità, che manifesta concordia di opinioni, intenti e simili; che è pienamente condiviso da tutto un gruppo, e ciò che esprime tale accordo
voce dotta recuperata dal latino tardo unanimis, unanimus nel latino classico, ‘concorde, di uguale sentimento’, composto di unus ‘uno’ e animus ‘animo’.
Disciplina che studia i fossili delle piante
parola composta da paleo- elemento che deriva dal greco palaiós ‘antico’, e botanica, che è dal greco botaniké, a sua volta da botáne ‘vegetazione erbacea’.
Strumento musicale in legno, con cassa armonica a forma di otto e manico dotato di sei corde. Telaio in legno su cui sono tese numerose corde metalliche, sul quale si stendono le sfoglia di pasta da cui si ricavano gli omonimi spaghetti a sezione quadrata
dal greco kithára ‘cetra’.
Sentimento di chi considera con compassione o disprezzo
voce dotta recuperata dal latino commiserari, derivato di miserari ‘compatire, compiangere’, da miser ‘pvero, sventurato’, col prefisso con-.
Agitazione dovuta a impazienza, desiderio, tensione, timore, nervosismo, fastidio, etc.; desiderio intenso
dalla voce del latino volgare ricostruita come exmaginare, derivata di imaginari ‘immaginarsi, sognare’ col prefisso intensivo s-.
Registro di prima nota, scartafaccio, bozza, prima stesura
dal francese brouillard ‘prima nota’, da brouiller ‘disordinare’, ma propriamente ‘mescolare’, da brou ‘brodo’, di origine germanica.
Di umano che può assumere forma ferina, riferito alla relativa bestia (es. lupo mannaro)
dalla voce del latino volgare ricostruita come hominarius, da homo ‘umano’.
1) Illuminare, rischiarare, accendere 2) Guardare con attenzione, osservare 3) Trattare con l’allume
1) attraverso il francese alumer, dalla voce del latino parlato ricostruita come alluminare, derivato di lumen ‘luce’, con prefisso ad-. 2) da lume nel senso di ‘occhio’. 3) da alumen ‘allume’.
Varietà linguistica: cimbro (Provincia di Trento, Verona e Vicenza) — Italiano
dall’antico alto tedesco walhisk che è dalla radice germanica ricostruita come walhiska-, probabilmente nome di una tribù celtica, passato poi a significare ‘straniero’.