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Le parole della musica

Le parole della musica

con Antonella Nigro
dal 12 aprile 2020 - in corso •

La vena musicale percorre con forza la nostra lingua: parole che vengono dal mondo della musica e che usiamo quotidianamente, concetti musicali che brulicano ai margini del nostro pensiero, termini che la musica usa con speciale poesia — e non sempre facili da capire nel loro significato autentico.

L'italiano fornisce un gran numero di termini internazionali per questo mondo: con Antonella Nigro, musicologa e cantante, vediamo che cos'è la musica per la lingua nazionale.

Pubblicate in questo ciclo di parole (154)

In musica: composizione melodica, generalmente in forma ‘chiusa’, per voce sola – più raramente strumentale, e solo eccezionalmente per più voci – con accompagnamento di strumenti. Può essere un brano indipendente o far parte di un’opera, di un oratorio, di una cantata o altro. In fisica: miscela gassosa che circonda la Terra; atmosfera, anche con significati figurati

dal latino àera, accusativo di forma greca di aer, con metatesi (inversione), dal greco aér ‘aria’.

29 mar 2026

Di contenuto artistico, che trova ampoia diffusione; in musica, abbreviazione di ‘pop music’, fenomeno musicale di consumo

dall’inglese pop, abbreviazione di popular, letteralmente ‘popolare’.

15 mar 2026

Nella notazione della musica occidentale, figura che designa un valore di durata; deriva dall’aggettivo omonimo che indica la qualità di ciò che è corto, limitato nel tempo e nello spazio: in origine la breve era la figura che esprimeva il valore temporale minimo, corrispondente alla sillaba breve della prosodia latina

dal latino brĕvis ‘corto, stretto’.

01 mar 2026

Composizione musicale piuttosto breve destinata al canto; può essere anche solo strumentale. In poesia, componimento in versi, anch’esso breve, in origine destinato al canto

dal latino cantio ‘canto’, derivato di cantare, iterativo di cànere ‘cantare’.

15 feb 2026

Segnare su uno spartito i numeri o le lettere che identificano le dita da usare per suonare una composizione musicale; muovere le dita suonando uno strumento musicale, o figuratamente in un movimento analogo

da dito, che deriva dal latino dĭgĭtu(m), col suffisso -eggiare.

01 feb 2026

Dispositivo che produce segnali acustici e/o visivi con cadenza regolare e modificabile, che ha la funzione di scandire il tempo musicale

dal francese métronome, composto dal greco métron ‘misura’ e nómos ‘regola, norma’.

18 gen 2026

Vivace, contento, di buon umore; in musica, andamento agogico mosso

dalla voce del latino volgare ricostruita come alecrum, dal latino classico àlacer ‘vivace, animoso’.

04 gen 2026

Genere che si è sviluppato in letteratura, in arte e in musica, basato su personaggi e scene della vita rurale o ispirate a essa; lungo bastone consegnato ai vescovi al momento della loro ordinazione; pietanza della tradizione italiana centro-meridionale

da pastor, derivato di pàscere ‘far pascolare, nutrire il bestiame’.

21 dic 2025

Nella musica dell’antica Grecia, intervallo melodico di quinta; altro titolo con cui è citato il ‘Diatessaron’ di Taziano, opera teologica basata sui quattro Vangeli

voce dotta recuperata dal latino diapente, adattato dal greco dià pénte ossia ‘attraverso cinque’ che indicava appunto l’intervallo melodico di quinta.

07 dic 2025

Oggetto di forma circolare che si pone sul capo, con intenti esornativi e simbolici; cerchio; nome di antiche monete, o di valute tuttora in corso. In musica: segno che sospende momentaneamente l’andamento regolare del tempo, prolungando il valore della nota a cui è applicato

dal latino corona ‘corona, circolo’, dal greco koróne ‘cornacchia’ e, per estensione, ‘oggetto ricurvo’.

23 nov 2025

Aerofono in ottone di registro grave, dotato di chiavi e bocchino, oggi in disuso nelle orchestre; registro d’organo

dal francese ophicléide, composto del greco óphis ‘serpente’ e kleís kleidós ‘chiave’.

09 nov 2025

Come sostantivo, voce che canta nel registro più acuto; apposto al nome di uno strumento musicale, indica un taglio acuto dello strumento stesso

dal latino volgare ricostruito come superanus ‘superiore’, derivato di super ‘sopra’.

26 ott 2025

Piccolo idiofono a pizzico tipico della musica popolare, composto da un telaio in metallo con una lamella centrale che, messa in vibrazione, produce un suono con una coda dal caratteristico timbro ronzante

composto formato da scacciare con pensiero.

12 ott 2025

Nell’accezione più diffusa, disciplina scientifica che studia morfologia, storia e peculiarità acustiche degli strumenti musicali. Sempre come disciplina scientifica, ma in altro ambito, studia gli organi degli organismi viventi

voce composta dal latino òrganum, che è dal greco órganon (con il significato di ‘strumento, macchina; organo del corpo; strumento musicale’) e -logia ‘studio, trattazione, disciplina’.

28 set 2025

Ammaccatura, schiacciatura. In musica, abbellimento che consiste nell’esecuzione molto rapida di una nota precedente a un’altra.

termine composto dal prefisso a- e dall’onomatopea ciac.

14 set 2025

Nome della prima sillaba dell’esacordo secondo il sistema guidoniano; fuori dal campo musicale, parola traslata dal latino con il significato di ‘come’ o ‘affinché’

prestito dal latino ut, sillaba iniziale del primo emistichio dell’inno a San Giovanni Battista: Ut queant laxis.

31 ago 2025

1) Uno dei tre generi dell’antica musica greca; 2) nell’uso attuale, di un suono che nel temperamento equabile, pur avendo un nome diverso, ha lo stesso suono di un altro (es. La diesis = Si bemolle)

dal latino tardo enarmonius ‘enarmonico’, dal greco enarmónios, derivato di harmonía col prefisso en- ‘in-’.

17 ago 2025

Unità di misura della frequenza, corrispondente a un’oscillazione o ciclo per secondo, abbreviata con la sigla Hz

dal nome del fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz.

03 ago 2025

Genere di opera seria francese in voga nell’Ottocento, caratterizzato da fastosa grandiosità

prestito dal francese grand opéra, formato dall’aggettivo latino grandis ‘grande’ e dall’italiano ‘opera’, dal latino opus.

20 lug 2025

Genere jazzistico innovativo degli anni Quaranta del Novecento, caratterizzato da notevole complessità armonica e ritmica

onomatopea imitativa di una scansione ritmica.

06 lug 2025

Uno più la sua metà (sottinteso: proporzione)

dal latino sesqui, composto formato da semis e qui, ‘metà e’ e da alter ‘un altro’.

22 giu 2025

Strumento musicale in legno, con cassa armonica a forma di otto e manico dotato di sei corde. Telaio in legno su cui sono tese numerose corde metalliche, sul quale si stendono le sfoglia di pasta da cui si ricavano gli omonimi spaghetti a sezione quadrata

dal greco kithára ‘cetra’.

08 giu 2025

Stile musicale interpretativo, tipico del jazz

dall’inglese swing ‘slancio’ e ‘oscillare’.

25 mag 2025

Tipo di composizione musicale, di solito per pianoforte. Una delle principali e più note figure della danza classica, in cui il ballerino assume una postura a braccia tese, con una gamba sollevata all’indietro

termine francese derivato da etnonimo: dal latino Árabus, dal greco Áraps, etnico di origine semitica.

11 mag 2025

Sfasatura del ritmo musicale, con spostamento d’accento; caduta di una vocale o di una sillaba centrale all’interno di una parola; improvvisa perdita di coscienza

prestito latino di origine greca, dal latino tardo syncope, derivato di synkópto ‘spezzare’, da kópto ‘tagliare’ col prefisso syn- ‘con’.

27 apr 2025

Antica danza, eseguita girando in tondo e tenendosi per mano; moto caotico e convulso di persone o cose, turbine, tumulto

dall’italiano antico riddare ‘danzare girando in tondo’, dal longobardo ricostruito come wrīdan ‘girare’, a sua volta dall’antico alto tedesco rīdan.

13 apr 2025

Opera d’arte, letteraria o musicale che imita intenzionalmente lo stile di altre opere o di un altro autore; opera che mescola parti di altre opere

dal francese pastiche, ‘pasticcio’, a sua volta prestito della parola italiana pasticcio.

30 mar 2025

Linguaggio compositivo non tonale, che non accoglie i principi della musica tonale ottocentesca

dal latino tonus ‘tensione di una corda; accento; intervallo fra due note’, col prefisso a- privativo.

16 mar 2025

Genere musicale sviluppatosi dal canto degli schiavi afroamericani che lavoravano nelle piantagioni del Sud degli Stati Uniti

prestito moderno dall’inglese blues – riduzione di blue devils ‘pensieri neri’ (letteralmente: ‘diavoli blu’) – che deriva dal francese antico bleu, di origine germanica, imparentato con l’inglese antico blǣwen, ‘blu’, e il norreno antico blár, ‘blu scuro’.

02 mar 2025

Metodo di cura non verbale che si serve di suoni e musica

composto formato da musico- col significato di ‘relativo alla musica’, derivato dal greco musiké (tékhne) ‘arte delle Muse’ e da therapeía ‘culto; cura, trattamento’.

16 feb 2025

Nome di un’antica cetra munita di dodici corde

dal greco dodekachordon, composto di dódeka ‘dodici’ e khordé ‘budella’.

02 feb 2025

Triplice parola di genere femminile: ‘tossica’, ‘toscana’ e ‘albanese del Sud’; è anche il titolo, dal nome della protagonista, di una nota opera di Giacomo Puccini, rappresentata al teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900.

con il significato di ‘tossico’ è un esito popolare del latino tòxicum ‘veleno’; con quello di ‘toscano’, deriva dal latino Tuscus ‘etrusco’; nel terzo caso viene dall’albanese Toskë, appunto ‘albanese del sud’.

19 gen 2025

Ballo figurato danzato da più coppie, in auge nella prima metà dell’Ottocento

da quadrille (francese) e cuadrilla (spagnolo), da cuadro ‘quadrato’ o cuadra con suffisso diminutivo –illa.

05 gen 2025

Atto del variare, apportando cambiamenti. In musica, questo stesso procedimento ha dato origine alla forma denominata ‘tema e variazioni’, poi rientrata nel linguaggio ordinario con senso figurato

dal latino variàtio derivato di variare.

22 dic 2024

Nell’opera lirica, parte solistica vocale, in cui un testo è intonato seguendo il ritmo e l’inflessione del parlato, con l’intento di far comprendere il significato del testo

sostantivo derivato dall’aggettivo omonimo, abbreviazione di ‘stile recitativo’. Nel volgare delle origini recitàre significava già ‘interpretare un testo in uno spettacolo’, ed era un prestito dal latino recitàre ‘declamare’, da citàre ‘chiamare per nome’ o anche ‘intonare’, col prefisso iterativo re-.

08 dic 2024

Come sostantivo: tecnica che consiste nell’esecuzione rapida e ribattuta di una o due note (o di un accordo), in alcuni casi senza tener conto dei valori di tempo misurati; registro dell’organo e dell’armonium

derivato da trèmulus, che vale come aggettivo ‘tremante’ e sostantivo ‘affetto da tremore’, da tremulare, diminutivo di trèmere ‘tremare’ da cui, appunto, ‘tremolare’.

24 nov 2024

Strumento musicale a fiato, oggi corrispondente a un flicorno grave. Copricapo a cilindro piuttosto alto. Denominazione di alcuni condotti anatomici, come le tube di Eustachio

prestito dal latino tŭba ‘tromba lunga e dritta’, probabilmente derivato da tŭbus ‘tubo cilindrico cavo; tromba’. Per l’omonimo copricapo, il nome deriva dalla forma che lo caratterizza, appunto cilindrica; lo stesso vale per le tube anatomiche.

10 nov 2024

Accomodamento; più comunemente, nel linguaggio della musica leggera e jazz, adattamento di una composizione per organici diversi da quelli concepiti originariamente

da arrangiare, prestito dal francese arranger ‘disporre, sistemare’ e propriamente ‘mettere in fila’, derivato di rang ‘fila, ordine’ col prefisso a-.

27 ott 2024

Autore di testi poetici con destinazione musicale, di solito operistica

da libretto, diminutivo di libro, proprio perché solitamente di piccolo formato.

13 ott 2024

Che si allontana dal retto cammino. Titolo di una celebre opera di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, rappresentata per la prima volta al teatro La Fenice di Venezia nel 1853

aggettivo deverbale formato sul participio passato di ‘traviare’, composto dal prefisso tra- ‘in mezzo, fra’ e -via ‘strada; cammino; mezzo’.

29 set 2024

Canto a una sola voce o all’unisono, di solito contrapposto a polifonia

prestito dal latino tardo monòdia, dal greco monoidía composto di mónos ‘solo’ e oidé ‘canto’.

15 set 2024

Formato da cinque suoni

prestito moderno formato dal greco penta-, elemento usato in numerosi composti per ‘cinque’ e -tono dal latino tonus ‘tensione di una corda; accento; intervallo fra due note’, derivato dal greco tónos ‘tensione, suono’.

01 set 2024

Combattimento fra gruppi armati; in musica, composizione descrittiva di una battaglia o ispirata a una tenzone

dall’antico occitano batalha, dal latino volgare battalia, alterazione del latino tardo battualia ‘esercitazioni di gladiatori e soldati’, ‘scherma’, derivato da battùere ‘battere, colpire, schermare’.

18 ago 2024

Grado superlativo dell’aggettivo ‘piano’. In musica: indicazione dinamica per l’esecutore

dall’aggettivo latino plānus ‘piatto; facile; chiaro; liscio’ e plānum ‘pianura; figura piana’.

04 ago 2024

1) Nella musica dell’antica Grecia, intervallo melodico di quarta, termine poi rimasto nella teoria musicale dei secoli successivi. 2) Titolo di un’opera teologica del II secolo d. C. basata sui quattro vangeli canonici

dal greco, diatessaron, ‘(armonia) attraverso quattro’.

21 lug 2024

1) Danza collettiva in voga nel tardo Medioevo; con uso figurato, indica un gruppo di persone disposte in cerchio. 2) Titolo di un’opera lirica di Giuseppe Verdi e personaggio eponimo dell’opera stessa

forse diminutivo di riga o rigo; come nome, diminutivo di Arrigo.

07 lug 2024

Composizione strumentale, generalmente in tre o in quattro movimenti, dei quali uno, di solito il primo, è strutturato in ‘forma sonata’; conto salato, imbroglio, bastonata

da suonare, ‘produrre un suono’, dal latino sonare ‘suonare, cantare’, da una radice indoeuropea ricostruita come sweno-.

23 giu 2024

Scegliere quali strumenti adottare per l’esecuzione di una composizione musicale (nel senso di ‘strumentare’). In senso figurato, preorganizzare abilmente qualcosa, anche senza considerare l’opinione degli altri

dal latino orchestra, dal greco orkhéstra, spazio riservato ai danzatori nel teatro greco, derivato di orkhéomai ‘danzare’.

09 giu 2024

Colma di passione

aggettivo formato dal prefisso ad- e dal sostantivo passione, derivato da passio, a sua volta da passus, participio passato di pati ‘soffrire, patire’, dal greco páthos.

26 mag 2024

Canto popolare polifonico tipico di Genova; testo fittizio per canticchiare

dal ritornello trallallero, sequenza sillabica che imita la dizione di un testo indefinito.

12 mag 2024

A partire dal XII secolo, composizione di musica vocale, con o senza accompagnamento strumentale, per uso liturgico e divenuta una delle forme polifoniche più importanti. Dal XVI secolo, composizione musicale polifonica su testo sacro in latino. Nella poesia italiana del Duecento, breve componimento, vario per metrica e forma, talvolta di carattere gnomico, sentenzioso; il termine è stato ripreso anche nella poesia moderna.

diminutivo di motto nel significato arcaico di ‘parole di un canto’, dal latino tardo muttum ‘parola’, in occitano mot ‘parola’.

28 apr 2024

Strumento musicale a percussione di origine orientale; figuratamente, diffusione di notizie per via non ufficiale

da una voce onomatopeica, introdotta in italiano dal francese, ma di origine hindi, che si riferisce a uno strumento a percussione simile al gong.

07 apr 2024

Suono sommesso e vibrante prodotto dal gatto quando è sereno e appagato; nella notazione musicale dei secoli passati, figura che inizialmente corrispondeva alla croma; nei secoli successivi lo stesso termine ha poi rappresentato durate via via sempre più piccole

nel caso del gatto, da fusa, plurale di fuso. Per l’accezione musicale, forse dal latino fùndere, versare, spargere.

24 mar 2024

Lungo osso parallelo al perone, posto tra le articolazioni del ginocchio e della caviglia (o tra quelle equivalenti negli altri vertebrati). Antico strumento a fiato romano

dal latino tibia, strumento a fiato.

10 mar 2024

Brano per orchestra preposto a un’opera teatrale; brano strumentale, moderatamente lungo, dal carattere introduttivo o anche autonomo

prestito dal francese ouverture ‘apertura’, dal latino volgare opertūra, alterazione del latino classico apertūra, che in Italia fu usato per indicare principalmente la sinfonia iniziale di un’opera o una composizione a sé stante.

25 feb 2024

Nella musica vocale, adattamento di un nuovo testo poetico a un altro preesistente, senza modifiche sostanziali della musica

termine coniato sul latino medievale contrafacere: ‘imitare, contraffare, falsificare’, formato da contra ‘di fronte’ e factum ‘fatto’ da fàcere ‘fare’.

11 feb 2024

Colore secondario ottenuto dalla combinazione di quelli primari: rosso e blu. Piante e fiori erbacei appartenenti alla famiglia delle violacee, con infiorescenze dal caratteristico colore, utilizzati anche in profumeria. Strumento musicale della famiglia dei cordofoni ad arco, affine al violino ma di dimensioni leggermente superiori e con differente accordatura

nei primi due significati, dal latino viŏla, ritenuto prestito da una lingua del sostrato mediterraneo, che ha confronti con il greco ion. Nel terzo, il prestito proviene da altre lingue romanze: dall’occitano viola, derivato di violar o viular ‘suonare uno strumento a corde’.

28 gen 2024

Entrata, il cui significato si è esteso anche agli usi commerciali per indicare l’utile economico, l’incasso. Nella Messa di rito cattolico è il primo canto del ‘proprium missae’, intonato appunto durante l’entrata del celebrante

voce dotta recuperata dal latino introitus, dal latino introire ‘entrare, entrare dentro’, composto da ire ‘andare’ col prefisso intro- ‘dentro’.

14 gen 2024

Colpo, battito, con numerosi usi figurati; in musica, unità ritmica variabile del tempo, che si indica con il movimento della mano; sinonimo di ‘misura’; nella moderna notazione musicale, spazio del pentagramma compreso tra due stanghette verticali

dal participio passato del verbo battere.

31 dic 2023

Strumento a fiato, costituito da un otre di pelle e da un numero variabile di canne ad ancia

probabile esito popolare del latino symphònia, dal greco symphonía nell’accezione di ‘strumento musicale’.

17 dic 2023

Insieme armonioso di voci o strumenti

voce dotta recuperata dal latino concentus ‘armonia, accordo, canto a più voci’, derivato di cantus ‘canto’ col prefisso cum-.

03 dic 2023

Treccia di fili ritorti, realizzata con diversi materiali, usata per legare, sostenere, tirare, trainare o altro. Negli strumenti musicali, filo con sezione uniforme che, messo in tensione, se pizzicato, colpito, sfregato o comunque sollecitato, produce vibrazioni sonore

dal latino chorda, ‘corda di budello’ per strumenti musicali, dal greco khordé ‘intestini, budella’, dall’indoeuropeo gher- ‘interiora’.

19 nov 2023

Che è degli Ioni o della Ionia, terra che anticamente occupava una regione dell’Asia Minore. In campo musicale, nome assegnato da Heinrich Glarean al modo autentico di Do

dal latino Iōnĭcus dal toponimo e dall’etnonimo greco riferiti all’antica popolazione degli Ioni (Iōnes).

05 nov 2023

Composizione musicale formata da una pluralità di melodie diverse e simultanee, con andamento ritmicamente indipendente

prestito moderno dal greco antico polyphonía, composto di poly- ‘molto’ e phoné ‘suono, voce’.

22 ott 2023

Disposizione virtuosa delle frasi, organizzate secondo la loro struttura sintattica. In musica: eseguire ad arte gli elementi che compongono una frase musicale completa

da ‘frase’, dal latino phràsis, prestito dal greco phrásis ‘espressione verbale’, derivato di phrázo ‘esporre, dichiarare’.

01 ott 2023

Nella notazione della musica medievale e in quella gregoriana, segno grafico che indica una o più note da eseguirsi in corrispondenza di una sillaba del testo

dal latino medievale neuma (neupma, pneuma), dal greco neûma ‘segno’ e pneûma ‘soffio, respiro’, che in latino prende il significato di emissione musicale della voce, prodotta con un unico fiato.

17 set 2023

Cantare vocalizzando e fiorendo; anche riferito al canto elaborato degli uccelli

formazione derivata dall’antico italiano gòrga, gola, dal latino tardo e popolare gurga, che nel latino classico (gurges), significa ‘gorgo, abisso’.

03 set 2023

Aggettivo che qualifica una voce tendente al grave, intermedia tra tenore e basso

dal greco barýtonos, che significa ‘dal suono grave’, composto da barýs grave, profondo, e tonos suono.

20 ago 2023

In musica, canto corale della lirica greca classica in onore di Dioniso, e denominazione recuperata in epoche moderne come riferimento d’ispirazione; in poesia, componimento che inneggia all’ebrezza e al vino; figuratamente, discorso di lode nei confronti di qualcuno, a volte con sfumatura ironica

dal latino dithyrambus, dal greco dithýrambos, di origine ignota.

06 ago 2023

Ininterrotto; in musica, basso strumentale notato su un solo pentagramma, che accompagna senza interruzioni voci o strumenti, riassumendo con numeri e accidenti l’armonia di una composizione; fu particolarmente in uso nel XVII e XVIII secolo

dal latino continuus ininterrotto, derivato di continère ‘mantenere, trattenere’, formato da cum- e tenère ‘tenere, possedere, trattenere’, dalla radice indoeuropea ricostruita come ten- ‘tendere, distendere’.

23 lug 2023

Colorazione; in musica, esecuzione vocale di passaggi melodici riccamente fioriti e virtuosistici, tipici del belcanto

voce dotta recuperata dal latino tardo coloratura, da coloràre ‘colorare’.

09 lug 2023

Bastone sottile; elemento, decorativo o funzionale, che richiama la forma di un bastoncino; in musica, è usata dal direttore d’orchestra come ausilio per fornire indicazioni esecutive; asta lignea dell’archetto dei cordofoni ad arco, come il violino, oppure una delle due stecche, con un’estremità sferica, usate per molti strumenti a percussione

probabilmente diminutivo di bacchio, dal latino bàculum ‘bastone’.

25 giu 2023

Metodo in cui si utilizza una lavagna pentagrammata per la lettura degli intervalli melodici; la lavagna stessa

formazione coniata nel 1818, composta dall’unione di melo- e -plàsto, entrambi dal greco, rispettivamente da mélos ‘musica, canto’, e da plastós ‘formato’, da plássō ‘modellare’.

11 giu 2023

Parte di un componimento poetico o musicale che ricorre più volte; nome del relativo segno grafico utilizzato in musica; nell’uso figurato, ripetizione di un discorso, fino alla monotonia

diminutivo di ritornare, da tornare col prefisso ri- da quello latino re- che indica una reiterazione.

21 mag 2023

Proprietà di due o più suoni di generare un insieme discorde; per estensione, discordanza, disarmonia

dal latino tardo dissonàntia ‘disaccordo’ o ‘discordanza’, derivato di dissonare, a sua volta da sonare ‘suonare, risuonare’, ma anche ‘cantare’, con il prefisso negativo dis-, che indica separazione, interruzione, allontanamento.

07 mag 2023

Parte o elemento separato di un tutto, con significati estesi a vari ambiti (dal gioco al commercio). In musica ha avuto i significati di variazione, di composizione per strumento solo e di suite

sostantivo derivato dal verbo ‘partire’ col significato di ‘dividere, spartire’, dal latino partire o partiri, ‘dividere, separare; suddividere, distribuire’, dal latino pars ‘parte’.

23 apr 2023

Oggetto di noesi, ossia intuizione, della conoscenza intellettiva, corrispondente a ‘concetto, pensiero’, ne lessico della filosofia e della retorica classica; nel XVII e XVIII secolo, figura retorica musicale che serve a evidenziare un momento particolare, in particolare usando uno stile omoritmico all’interno di un contesto polifonico

dal greco nóesis ‘intelletto’, derivato di noéo ‘percepire, conoscere, ragionare’, derivato di nóos ‘mente’.

09 apr 2023

Lettera che nel sistema musicale medievale indicava il suono più grave della scala; scala, estensione di uno strumento; serie di sfumature, gradazione di uno stesso colore; figuratamente, serie o assortimento di elementi tra loro omogenei, sia materiali che immateriali

dal greco antico gámma, terza lettera dell’alfabeto greco, di provenienza semitica.

26 mar 2023

Come sostantivo, indicazione agogica musicale che prescrive un tempo esecutivo intermedio tra l’adagio e il moderato; composizione musicale o parte di una composizione da eseguirsi secondo tale prescrizione. Come aggettivo ha preso essenzialmente il significato di ‘corrente, ora in corso’; può indicare anche qualcuno o qualcosa di semplice, fino allo scadente

dal participio presente di ‘andare’, ossia ‘recarsi, dirigersi in un luogo o presso qualcuno’, verbo irregolare dall’etimologia tuttora discussa.

12 mar 2023

Figura dell’antica notazione musicale che indica un gruppo di due o più note da cantarsi su una sola sillaba; dalla ligatura è derivato il segno musicale moderno chiamato ‘legatura’ e consistente in una linea curva, che assume due significati: legatura di valore e legatura di portamento. Nel primo caso prescrive l’unione di due note poste alla stessa altezza, che si eseguono come un suono unico della durata equivalente alla somma di entrambe. La legatura di portamento o di frase collega più note, anche a diversa altezza, in una linea unitaria e coerente, senza staccarle o accentarle singolarmente

dal latino tardo ligatūra, derivato di ligare, con il suffisso -ura, che indica azione.

26 feb 2023

Delirio, pazzia, demenza intesa sia come patologia, sia in senso figurato. In musica: danza di origine iberica; schema melodico-armonico in voga nel periodo barocco

dal latino fòllis ‘sacco, mantice’, dalla famiglia di flare, ‘soffiare’, da cui ‘folle’, come ‘testa vuota’, con il suffisso -ia, che serve a formare nomi astratti (come in allegro – allegrìa).

12 feb 2023

Strumento a corda con cassa grande e manico allungato, in voga tra la fine del XVI secolo e il XVIII secolo

secondo alcuni, trasformazione fonetica da chiòrba, termine derivato dal latino corbula, diminutivo di corbis, ‘cesta’, che apparterrebbe alla stessa famiglia di curvus ‘curvo’, con riferimento alla cassa dello strumento. Secondo altri, derivato dall’arabo Tarab col significato di musica o di strumento musicale. Alcuni studiosi dichiarano invece un etimo incerto.

29 gen 2023

Che riguarda la notte, relativo alla notte; opera d’arte con ambientazione notturna; parte costitutiva dell’ufficiatura liturgica, così detta perché celebrata di notte; in musica, composizione strumentale o vocale-strumentale, analoga alla serenata, offerta di notte all’aperto; genere compositivo del romanticismo, specie con destinazione pianistica

da nocturnus, derivato di noctu ‘di notte’, dal latino nox ‘notte’, ossia il lasso di tempo compreso dalla fine del crepuscolo all’alba.

15 gen 2023

Rituale d’augurio con cui si alzano i bicchieri, facendoli eventualmente toccare; discorso pronunciato in accompagnamento del rito; per estensione musica, di carattere brillante e conviviale, eseguita in tali occasioni

dalla locuzione tedesca (ich) bringe dir’s, ‘lo porto a te’, sottinteso il bicchiere, ossia ‘lo bevo alla tua salute’.

01 gen 2023

Poeta-musicista dell’antica Grecia che si accompagnava con la cetra

dal latino citharoedus, dal greco kitharoidós, composto di kithára ‘cetra’ e aoidós ‘cantore’.

18 dic 2022

Condimento dalla cremosità variabile, utilizzato solitamente nella preparazione di piatti salati; in Italia, specialmente al Sud, è chiamato così il sugo cotto di pomodoro. Con la locuzione ‘in tutte le salse’ s’intende, invece, proporre reiteratamente una determinata cosa, ogni volta in modo diverso. In musica: genere di danza sviluppatosi nella città di New York e in Portorico, incrociando stili di origine cubana e portoricana con elementi di derivazione africana e iberica, contaminati dal jazz e dal rock.

nel primo significato, dal latino volgare salsa, dal latino salsus ‘salato, piccante’. Nella seconda accezione, prestito dallo spagnolo d’America salsa, indicante l’omonimo genere di musica e di danza latino-americana; il termine ‘salsa’ è qui mutuato dal linguaggio gastronomico e potrebbe significare proprio la mescolanza di stili e di tradizioni musicali diverse.

04 dic 2022

Nell’antica Grecia, termine che definiva un piccolo intervallo musicale, la cui ampiezza variava a seconda delle teorie e dei calcoli matematici che lo definivano. Nella notazione musicale moderna, segno che indica l’innalzamento intonativo di un semitono, riferito alla nota che segue il segno stesso

dal latino diesis, prestito dal greco díesis ‘semitono’, propriamente ‘passaggio, intervallo separazione’, derivato di diíemi ‘far passare’, formato da híemi ‘mandare’ col prefisso dia- ‘attraverso’.

20 nov 2022

In musica, esordio tematico che si realizza ritmicamente su un tempo debole precedente il primo tempo forte all’inizio di una composizione; può prodursi anche all’interno di un brano o di una sua sezione. In poesia, parte extra-metrica del verso, formata da una o più sillabe atone precedenti la prima sillaba accentata

prestito moderno dal greco antico anákrusis, formato da anakrúo ‘tirare indietro, trattenere’, derivato da krúo ‘battere’ col prefisso ana- ‘verso su’.

06 nov 2022

Complesso strumentale formato da ottoni e percussioni; musica festosa o solenne eseguita da un complesso di ottoni, di solito in apertura di cerimonie militari o in occasioni venatorie. Figuratamente, discorso ampolloso ed esagerato, proferito con tono celebrativo. Manifestazione evidente di fenomeni acustici

dal francese fanfare ‘fanfaronata, chiassata’, da cui ‘banda musicale’, e avrebbe origine dalla sequenza imitativa fan-fa.

23 ott 2022

Piccola lamina, solitamente di forma lanceolata o triangolare con angoli smussati, costruita con materiale lenitamente flessibile, usata per suonare strumenti a corda; in Italia la famiglia di tali strumenti è rappresentata principalmente da quella dei mandolini. Con usi figurati, il termine indica anche l’estro poetico, l’ispirazione, e la lingua

dal latino plectrum, dal greco plêktron ‘strumento per percuotere’ (plettro, pungolo, sperone), derivato di plésso ‘colpire’.

02 ott 2022

Immaginazione; prodotto dell’immaginazione. In musica: composizione dalla struttura libera, non sottoposta a schemi formali precostituiti

dal latino phantàsia, prestito dal greco phantasía immaginazione, letteralmente ‘apparizione’, da phaínomai apparire.

18 set 2022

Effetto vocale cantato che si ottiene passando velocemente dalla voce di petto a quella di falsetto e viceversa, alternando ampi salti melodici di sesta, di settima e d’ottava, anche consecutivi, tipico dei canti di montagna della Svizzera e del Tirolo; genere della musica popolare che utilizza questa tecnica esecutiva

prestito moderno dal tedesco Jodel, ‘canto in falsetto’ caratteristico dei montanari tirolesi, per imitazione onomatopeica della sillaba jo.

04 set 2022

In musica, successione di composizioni strumentali, derivate da danze, accomunate dalla stessa tonalità, ma con diversi andamenti agogici e scansioni ritmiche, e da metà Ottocento musiche tratte da un balletto, oppure raccolta di brani di libera invenzione; appartamento d’albergo composto da stanze contigue; in informatica, set di applicazioni immesse sul mercato da un’unica etichetta, in grado di interfacciarsi fra loro; insieme di elementi omogenei

derivato dal francese suite, ‘di seguito’, participio passato di suivre ‘seguire’ che corrisponde all’italiano séguito, derivato dal latino volgare sèquere, a partire dal classico sequi ‘seguire’.

21 ago 2022

Anticamente, arte di comporre un ‘mélos’; melodia composta su un testo poetico; melodia lenta

voce dotta recuperata dal latino tardo melopoeia, greco melopoiía, derivato di melopoiéo, composto di mélos, che significa ‘articolazione’, ma anche ‘canto, carme, melodia’, e poiéo ‘faccio’.

07 ago 2022

In musica, intervallo (distanza tra due suoni) di quarta aumentata, formato dalla somma di tre toni interi

composto in cui la prima parte è formata da tri-, conio moderno greco-latino che significa ‘tre, triplice’ dal latino trī-, antica variante del neutro tria ‘tre’, e dal greco tri- ‘tre’. La seconda parte, -tono, è un prestito del latino tonus ‘tensione di una corda; accento; intervallo fra due note; chiaroscuro’, dal greco tónos ‘tensione’.

24 lug 2022

Utensile di cancelleria impiegato per imprimere segni, marchi, date, parole, usualmente di materiale gommoso o di metallo; il segno stesso prodotto dal timbro. In acustica e in musica: uno degli elementi caratteristici e distintivi del suono. Figuratamente, ciò che imprime un particolare carattere a un quadro, a un colore, a uno scritto o ad altro

dal francese timbre, dal greco bizantino týmpanon ‘tamburo’ derivato dalla radice di týpto ‘battere, colpire’.

10 lug 2022

Sonorità tipica di un genere o di un esecutore; ambientazione sonora, dovuta al genere musicale o, nella musica non colta, alle scelte dell’interprete.

termine inglese coniato sull’antico francese son, usato in senso specifico per indicare la sonorità tipica di un genere o di un esecutore, derivato dal latino sonus ‘suono; voce, intonazione’, da sonare ‘suonare, risuonare; cantare’ di origine indoeuropea.

26 giu 2022

Disputa pubblica di argomento filosofico, che nel Medioevo si teneva in ambito universitario su un argomento a piacere in genere proposto dal pubblico; testo filosofico o letterario su una questione specifica. In musica, composizione scherzosa che combina testi e temi musicali diversi, di carattere sia sacro sia profano

voce del latino medievale, propriamente ‘qualunque cosa’, neutro del pronome quilibet ‘qualunque’, composto di qui ‘che, chi’ e di libet ‘piace’.

12 giu 2022

Aggettivo che indica un suono simile a quello prodotto dal flauto, strumento aerofono composto da un tubo (o da più canne, come il flauto di Pan o siringa), in cui le note sono prodotte dalla vibrazione dell’aria insufflata attraverso un foro posizionato all’imboccatura dello strumento. Figuratamente, attributo per un suono o una voce dolce, melodiosa e carezzevole

da flauto, dall’occitano flaùt, di origine incerta.

29 mag 2022

In italiano, desueto: eloquio, loquela, parlata, pronuncia, proferimento. In musica, nell’antica notazione: misura della semibreve, che può valere due o tre minime

voce dotta dal latino proferre, ossia ‘mettere avanti, esporre’ e anche ‘addurre, citare’ formato dal prefisso pro- e dal verbo ferre ‘portare’ da cui è derivato il sostantivo prolatio (dal participio passato prolatus).

15 mag 2022

Didascalia che prescrive l’esecuzione di un passaggio tra due note scivolando gradualmente dall’una all’altra, senza far distinguere i suoni intermedi; in un’altra accezione, articolando i suoni intermedi distintamente, nota per nota

sostantivo derivato dal gerundio del verbo glissare, ossia evitare di approfondire un argomento, soprattutto se scabroso; prestito dal francese glisser ‘scivolare, slittare’, dalla contaminazione dell’antico verbo glier con glacer, propriamente ‘ghiacciare’.

01 mag 2022

Strumento sonoro idiofono, solitamente di bronzo. Parte finale di alcuni strumenti a fiato, dalla caratteristica apertura svasata. Al plurale, strumento musicale utilizzato nell’orchestra (campane tubolari). Oggetto, con destinazioni differenti, la cui forma riproduce, in tutto o in parte, la sagoma ‘a campana’. Varietà di pera

termine che Isidoro di Siviglia indicò come derivato dal toponimo Campania, dall’espressione tardo-latina (vasa) Campāna, ossia (vasi) della Campania, dall’aggettivo neutro plurale campāna, ‘stadera’ e ‘campana’. La Campania era infatti conosciuta anche come luogo dove si praticava un’ottima fusione dei metalli, grazie alla quale si realizzavano pesi per la stadera, bilancia a bracci diseguali.

17 apr 2022

Strumento che dà la nota fondamentale; intervallo d’ottava; estensione dei suoni di uno strumento. In senso figurato: toccare un livello alto (toccare il diapason), uniformarsi a un’opinione, mettersi allo stesso livello (salire al diapason)

dal latino diapāson, prestito dal greco diapasôn che indicava l’intervallo di ottava ed era tratto dalla locuzione symphōnía dià pasôn khordôn ‘consonanza attraverso tutte le corde’, da intendersi come ‘tutti i suoni’.

03 apr 2022

Composizione orchestrale che nella sua forma classica è solitamente costituita da quattro movimenti. Parte introduttiva a un’opera, a un oratorio o a una cantata. Con l’accento spostato, sinfònia, è il nome di uno strumento musicale cordofono (ghironda) e anche di un genere di piante tropicali legnose, con grandi fiori. Per estensione figurata: armonia di vari elementi: suoni, colori, profumi, sapori, oggetti o altro. Per antifrasi: suoni o rumori sgradevoli

dal latino symphònia, dal greco symphonía ‘fusione di suoni, accordo; orchestra’ e ‘strumento musicale’, derivato da sýmphonos ‘armonioso, concorde’ composto dal prefisso syn- ‘con, insieme’ e da phoné ‘suono’.

20 mar 2022

Composizione strumentale introduttiva; composizione autonoma dal carattere piuttosto vario. In senso traslato, esordio di un’opera letteraria, parte introduttiva di un discorso. Inizio di un evento che potrebbe svilupparsi

voce dotta recuperata dal latino medievale praeludium, derivato dal latino praelùdere ‘provare, esercitarsi; scrivere come introduzione’, da lùdere ‘giocare; divertirsi; interpretare’ con il prefisso prae-.

06 mar 2022

Si dice di strumento musicale che appartiene alla categoria degli idiofoni, nei quali il suono è prodotto dalla vibrazione della sostanza di cui sono composti, senza corde o membrane che lo trasmettano. La vibrazione può essere emessa per sfregamento, percussione o altro

termine composto, in cui il primo elemento proviene dal greco ídios ‘proprio, particolare, personale’ e il secondo, sempre dal greco, da phōnḗ ‘suono, voce’.

20 feb 2022

Il complesso delle fluttuazioni del ritmo musicale, solitamente indicate sulla partitura dall’autore e realizzate dall’interprete

parola usata in epoca moderna dal musicologo tedesco Hugo Riemann (Musikalische Dynamik und Agogik, 1884) coniata sul latino agogē ‘condotto, canale’, ma che aveva anche il significato musicale di ‘scala di suoni’ (in relazione con agere ‘condurre, muovere’), dal greco agogé ‘condotta, trasporto, educazione’.

06 feb 2022

Letteralmente: ‘regola della mano’; l’insieme dei gesti manuali con cui si comunicano informazioni musicali relative all’esecuzione di un canto; arte della gestualità manuale durante un discorso o nella recitazione teatrale

termine composto, in cui il primo elemento significa ‘mano, relativo alla mano’ dal greco kheír, e il secondo ‘amministrazione, regolamentazione, ordinamento’, derivato sempre dal greco némo.

16 gen 2022

Danza o aria popolare spagnola; canzone dal ritmo lento e ballabile di alcune zone dell’America Latina, originaria di Cuba, con genesi e caratteristiche differenti dal bolero spagnolo. Giacchetta aperta sul davanti, con o senza maniche, dal caratteristico taglio corto, alla vita. Cappello di feltro nero rotondo

controversa; probabilmente, in relazione con lo spagnolo bola, ossia ‘palla’ e ‘balla, fandonia’.

02 gen 2022

Breve motivo musicale usato prevalentemente in ambito pubblicitario

voce inglese, dal verbo to jingle ‘emettere un suono metallico’, d’origine onomatopeica (fine del XIV secolo), con riscontri in altre lingue germaniche: jengelen (olandese), klingeln (tedesco, dall’antico alto tedesco klingilon VIII secolo).

19 dic 2021

Come sostantivo: nome di una delle note musicali, utilizzato in molti Paesi soprattutto di area latina; originariamente indicava l’estremità acuta dell’esacordo guidoniano. In senso figurato: ‘dare il la’, dare l’avvio a qualcosa

dalla sillaba iniziale del secondo emistichio (mezzo verso) di un verso dell’inno a San Giovanni Battista: labii reatum.

05 dic 2021

Timpano o tamburo; stampo di forma cilindrica per la cottura al forno di pietanze dolci o salate; pasticcio cotto in questo stampo; membrana tesa alla base dell’addome delle cicale che, a seguito della veloce contrazione e rilascio del muscolo associato, entra in vibrazione producendo il caratteristico frinìo

dal francese timballe, alterazione di tamballe ‘timpano’ per attrazione di cymbale ‘cembalo’, dallo spagnolo atabal, dall’arabo volgare ṭabal (arabo classico ṭabbala, suonare il tamburo); nel francese del XVIII secolo il significato originario riferito allo strumento musicale si è evoluto in quello di ‘sformato, pasticcio’, dalla forma dello stampo in cui veniva preparato.

21 nov 2021

Strumento musicale a fiato; in senso figurato, persona piena di sé che parla usando toni esagerati, tronfi

da tromba, letteralmente ‘grossa tromba’. Secondo la ricostruzione classica, dall’antico alto tedesco trumpa ‘strumento a fiato o a percussione’, di origine onomatopeica; secondo alcuni, dal latino triumphus, nella forma locale trumba, e dall’uso delle tubae celebrative nei trionfi.

07 nov 2021

Canto poetico italiano popolare o popolareggiante, spesso a carattere estemporaneo; diminutivo dello ‘sturnus vulgaris’, uccello passeriforme

incerta; o dall’occitano estorn ‘tenzone poetica, contrasto’ o dal toscano disturna, che si riferisce proprio al genere poetico popolare del ‘contrasto’, gara di bravura fra cantori improvvisatori.

24 ott 2021

Fermata; sospensione temporanea

dal latino pausa, acquisito come prestito dal greco paûsis ‘cessazione’.

10 ott 2021

Monotono, che insiste senza variare

da monocordo, voce dotta recuperata dal latino tardo monochordos, prestito dal greco monókhordos ‘a una sola corda’, composto da mónos ‘unico, singolo, solo’ e khordé ‘corda, stringa’.

26 set 2021

Attributo di una voce o di uno strumento, come deviazione dall’intonazione corretta, che discorda con il contesto e causa disturbo all’orecchio; dire qualcosa di inappropriato nella conversazione. In un’altra accezione: ‘stordito, frastornato’

participio passato del verbo ‘stonare’ — derivato da ‘tono’ (dal latino tonus ‘tensione di una corda; intervallo tra due note; accento; chiaroscuro’) — col prefisso sottrattivo s-. Nella seconda accezione, dal latino volgare extonāre ‘rendere attonito, rintronare’, da tonāre ‘rimbombare; tuonare’ col prefisso ex-.

12 set 2021

Accento, inflessione, andamento. Ripetizione ritmata di determinati fenomeni, come suoni o movimenti, che si succedono con una certa regolarità. In musica: formula armonico-polifonica che conclude una frase musicale; momento a carattere improvvisativo e virtuosistico del solista nel concerto per strumento e orchestra, o nell’aria cantata

dal latino cadentia, participio neutro plurale dal latino càdere — letteralmente ‘cose che cadono’ — e che si trova nella retorica latina. Nella letteratura musicale a partire dal 1300 circa, il participio è stato reinterpretato come sostantivo femminile singolare.

29 ago 2021

Che insiste caparbiamente e incessantemente. In musica, di solito indica una formula affidata al basso e più volte reiterata che, salvo eccezioni, prescrive una successione armonica prestabilita

dal latino obstinatus ‘testardo’, da obstinare ‘volere a tutti i costi’, da una forma affine a stāre, col prefisso rafforzativo ob-.

15 ago 2021

Danza di corte in tempo allegro moderato e in metro ternario, in voga nel XVI e all’inizio del XVII secolo, spesso in sequenza con la Pavana

dal francese gaillarde, aggettivo dall’occitano galhart e dall’antico francese gaillart col significato di ‘forte, valoroso’. L’antico gaillart proviene da un galloromanzo galia ‘forza’, derivato dalla radice celtica gal-, che sarebbe alla base dell’etnico Galli..

01 ago 2021

Esecuzione rapida di due note contigue ribattute in successione più o meno lunga. Per estensione, suono acuto e vibrante, dall’effetto simile

onomatopea che imita l’emissione di un suono acuto: trrrr.

18 lug 2021

Suonare le note che formano un accordo in successione non simultanea. In veterinaria, disfunzione che causa la flessione brusca e involontaria di un arto quando si muove

sostantivo con terminazione a suffisso zero del verbo ‘arpeggiare’, derivato da ‘arpa’, dal latino tardo harpa, a sua volta prestito dall’alto germanico antico harpa, introdotto dai legionari originari di quei territori e formato su una radice germanica harp- ‘curvare, piegare’.

04 lug 2021

Danza popolare e relativa musica, d’andamento vivace o vivacissimo, peculiare dell’Italia meridionale

secondo la maggior parte degli studiosi, diminutivo di derivazione toponomastica, dal nome della città di Taranto.

20 giu 2021

Suonatore di aulos, anche con significato generico di suonatore di strumento a fiato

voce dotta recuperata dal latino auloedus, dal greco aulētēs dal nome dello strumento aulòs.

06 giu 2021

Atto del fuggire. In musica: complessa forma polifonica in cui le parti sono tra loro in contrappunto e in imitazione

voce dotta recuperata dal latino fuga, derivato da fùgere ‘fuggire’.

23 mag 2021

Voglia, idea stravagante, bizzarra e improvvisa. In musica: composizione di carattere libero

da capo riccio, con due significati: ‘desiderio bizzarro e improvviso’ e, piuttosto desueto, ‘ribrezzo’. Nel primo caso i capelli ricci sono associati a un carattere stravagante, ribelle; nel secondo si rizzano o arricciano in segno di ripugnanza, o di terrore.

09 mag 2021

Segno che abbassa di un semitono la nota a cui è preposto; figuratamente, l’espressione ‘col si bemolle’ assume vari significati

dalla lettera B della solmisazione e da molle.

25 apr 2021

Gruppo di note (secondo alcuni studiosi, più di cinque-sei) cantate su una sola sillaba; fioritura melodica

dal greco mélisma ‘musica, canto, melodia’, derivato dal verbo melízo ‘io canto’.

11 apr 2021

Musica eseguita sotto le finestre della donna amata; omaggio musicale nei confronti di un personaggio di riguardo. Genere o forma della musica cólta.

da sereno, dal latino serenus ‘sereno’ (riferito al cielo) e in senso figurato ‘calmo, tranquillo’ — forse sovrapposto a sera.

28 mar 2021

Struttura fissa o mobile formata da gradini; successione di elementi o valori disposti secondo un ordine di grandezza, intensità, altezza; in cartografia e in geometria, rapporto fra la misura della rappresentazione grafica e le corrispondenti misure reali; proporzione. In musica: struttura di suoni ordinati in sequenza, definita secondo uno schema variabile.

dal latino scala ‘gradinata, gradino’, connesso con scàndere ‘salire’.

14 mar 2021

Sistema gerarchico che regola il linguaggio melodico e armonico di una composizione musicale; grado d’intensità, di volume o di timbro della voce e del suono. Intensità di colore

derivato da tonale, dal latino tonus ‘tensione, suono, accento’.

28 feb 2021

Piccolo corno, o oggetto che ne ha la forma, in particolare riferito ad amuleti; brioche a mezzaluna; cono gelato; in musica, strumento a fiato ricurvo in voga nel Rinascimento

diminutivo di corno, dal latino cornu, da una radice indoeuropea ker-/kor- che indica una materia dura.

14 feb 2021

L’improvvisare, realizzazione estemporanea di testi, versi, discorsi o musica; in musica, creare dal vivo una composizione, sia ex-novo che elaborandone una preesistente

da improvviso, voce dotta recuperata dal latino improvìsus ‘inaspettato, impreveduto’.

31 gen 2021

Canto per addormentare i bambini; musica, anche solo strumentale, ispirata al canto omonimo

voce infantile di origine onomatopeica, composta da ninna e nanna – successione di parole in cui muta una sola vocale, fenomeno ricorrente in voci espressive o proverbiali (come tic-tac, zig-zag, di riffa o di raffa).

17 gen 2021

Danza in tempo ternario, ballata in coppia; musica d’accompagnamento al ballo; musica indipendente dal ballo, ma ispirata a questo

dal tedesco Walzer, derivato da walzen, propriamente ‘rullare, rotolare’, da Walze ‘rullo, cilindro’, collegato al verbo latino vòlvere.

03 gen 2021

Danza medievale che si ballava in circolo tenendosi per mano; canto d’accompagnamento alla danza

dall’antico francese carole ‘danza corale’, che giunge dal latino choraula ‘flautista che guida il coro’ — a sua volta prestito dal greco khoraúles, composto di khorós ‘coro’ e auléo ‘suono il flauto’ — attraverso la forma latina medievale corolla o carolla.

20 dic 2020

Istituto d’alta formazione musicale; antico luogo di ricovero per orfani e poveri

dal verbo conservare, voce dotta recuperata dal latino conservare ‘mantenere, custodire’, da servare ‘custodire, serbare’, col prefisso con-.

06 dic 2020

Canna, palo, bastone (dei pellegrini). In musica: canna, o corda, di alcuni strumenti; registro d’organo; voce inferiore nella polifonia antica. Penna d’uccello appena spuntata

nel primo significato, dal latino burdone(m) ‘bardotto’, derivato di burdus ‘mulo’, animale da soma, continuato con l’uso metaforico di ‘sostegno, bastone’. Nel secondo significato, prestito dal francese bourdon, che indica anche un insetto ronzante, come estensione metaforica di ‘rumore grave continuo’, sempre derivato da ‘trave di sostegno’, paragonando figuratamente un pedale armonico basso a un sostegno fisso della melodia.

22 nov 2020

Come sostantivo: composizione strofica omoritmica a uso della liturgia protestante; coro amatoriale. Come aggettivo: destinato o riferito al coro; concorde

derivato da ‘coro’, a sua volta da chorus, prestito latino di origine greca: khorós, ‘danza corale’ e ‘canto corale’.

08 nov 2020

In musica: rigo musicale formato da cinque linee parallele. Pentagono regolare stellato, così chiamato dai filosofi pitagorici; stella a cinque punte

termine coniato sull’aggettivo greco pentágrammos, di cinque righe, o segni, formato da penta-, elemento usato in numerosi composti per ‘cinque’, e grammé ‘linea’, derivato da grápho ‘scrivere’.

25 ott 2020

In musica: incipit melodico del canto gregoriano; breve composizione introduttiva per tastiera; accordatura comune a due o più strumenti; capacità di riprodurre uno o più suoni con il canto; temperamento. In linguistica la tonemica studia l’intonazione sillabica e quella di frase, indagando come le differenti altezze del tono della voce possano acquisire funzione distintiva. In senso figurato: accostamento armonioso, coerente

dal latino tònus, ossia ‘tensione di una corda; accento; intervallo fra due note; chiaroscuro’, dal greco tónos ‘tensione’, derivato dalla radice di teíno ‘tendere’.

11 ott 2020

Danza francese; sezione all’interno di una suite strumentale barocca o in altre forme composte da più movimenti, come la sonata, il quartetto d’archi, la sinfonia

dal francese menuet, da menu ‘minuto’ (piccolo, breve), forse riferito ai piccoli passi della danza, oppure dal branle à mener (o amener), un ballo popolare in Francia nel primo Seicento.

27 set 2020

Prescrizione dinamica che indica l’aumento progressivo dell’intensità sonora di un’esecuzione musicale

come sostantivo, dal gerundio di crescere, dal latino crèscere ‘diventare grande, aumentare’, da creàre ‘creare’.

13 set 2020

Disposizione grafica di tutte le parti vocali/strumentali di una composizione musicale in modo che queste siano incolonnate sincronicamente, al fine di permettere la lettura d’insieme

dal latino medievale partitura ‘spartizione’, derivato di partire ‘dividere, separare’, ma anche ‘suddividere, distribuire’.

30 ago 2020

Incedere militare, o sportivo, o manifestando in corteo; rapporto di cambio di un motore o di un meccanismo; musica che accompagna una marcia; componimento inserito in forme musicali più ampie (sinfonie, oratori, ecc.)

dal francese marcher, originariamente ‘pestare con i piedi’, e da radice proto-sassone markōn ‘imprimere un segno con i piedi, calcare’.

16 ago 2020

Ballo e canto rioplatense in tempo binario (2/4, 2/2, etc.) danzato in coppia

etimo incerto.

02 ago 2020

Persona abile e competente; insegnante. In musica: con il medesimo significato, riferito a campi e discipline diverse; direttore. Vento che spira da nord-ovest (maestrale)

dal latino magister, derivato da magis, ‘più’, col significato di ‘superiore’, contrapposto a minister, ‘servitore’.

19 lug 2020

Danza popolare spagnola dei secoli XVI e XVII; sezione all’interno di una suite strumentale barocca; figuratamente: chiasso, gazzarra

dallo spagnolo zarabanda, di origine incerta.

05 lug 2020

Disciplina per imparare a leggere la musica

dalle sillabe della solmisazione Sol-Fa.

21 giu 2020

Andamento, tono generale; in musica: nella polifonia classica, la voce principale (che ‘tiene’ il cantus firmus); nel XV secolo indicò anche la voce che cantava tale parte; nella lirica, la voce maschile più acuta; in organologia, taglio di uno strumento

dal latino tenor ‘andamento, corso, tenuta’, derivato di tenēre, a sua volta dalla radice indoeuropea ten- ‘tendere, distendere’.

07 giu 2020

Componimento poetico di origine popolaresca; componimento musicale profano diffuso in Italia tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo; bugia, invenzione, fandonia

diminutivo di frotta ‘gruppo disordinato’, derivato del francese antico flotte ‘moltitudine’, e parente di ‘flotta’, di origine scandinava.

24 mag 2020

Comporre un tessuto polivoco musicale che accompagna una linea melodica o un basso; in senso figurato: accostare elementi diversi in un insieme coerente

derivato da ‘armonia’, voce dotta recuperata dal latino harmònia, preso in prestito dal greco harmonía, derivato di harmózō ‘congiungere’, a sua volta da hormós ‘giuntura’.

10 mag 2020

Forma musicale polifonica su testo profano; componimento poetico per musica

etimo incerto.

26 apr 2020

Disciplina musicale che studia la tecnica compositiva di differenti linee melodiche simultanee; figuratamente, giustapposizione di elementi per affinità o contrasto

dal latino medievale punctum contra punctum.

12 apr 2020