Solingo

so-lìn-go

Significato Distante, inaccessibile, deserto; schivo, ritirato, isolato

Etimologia da solo, con suffisso -ingo.

  • «Il parco giochi è stato chiuso tempo fa per motivi amministrativi, e adesso anche nei pomeriggi di sole è solingo e silenzioso.»

È una parola che ha una netta aura letteraria: e questo non la distanzia di un passo dalla nostra esperienza — anzi. Ci offre un elemento in più per discernere un modo ricorrente di essere solitari, inaccessibili, remoti.

Che ‘solingo’ derivi da ‘solo’ è abbastanza chiaro. Anche che ‘solingo’ somigli molto, nei significati, a ‘solitario’, è piuttosto facile da notare. Ma noi vogliamo le differenze, le sfumature — e il nodo da sciogliere è l’effetto di quel suffisso -ingo.

Sui dizionari troviamo riportato che si tratta di un suffisso di ascendenza germanica, che ci racconta uno stato, una condizione. È quello che riconosciamo anche nel guardingo, nel casalingo, nel ramingo.
Possiamo notare che i caratteri che ne vengono fuori non si distinguono per stabilità, non sono tratti intrinseci: come aggettivi e anche come sostantivi, comunicano più la verve dell’atteggiamento.
Quello del guardingo è un modo di stare cauto, di procedere con circospezione quando occorre; la cucina casalinga è un piglio culinario, una postura — il nome del piatto può essere lo stesso nel ristorante blasonato e sulla tavola della nonna; il ramingo ha un’aria che spira dalla sua condotta errante.

Una cosa del genere vale per il solingo. Una montagna solitaria si erge isolata, e se sei un tipo solitario, sto notando un tuo profilo permanente — è caratteriale. Invece una montagna solinga è sì remota, ma è anche e soprattutto spopolata — la montagna solitaria resta solitaria anche quando ci abitano sotto tutti i nani di un regno, mentre una montagna solinga può cessare di esserlo quando il borghetto si ripopola di gente nuova, il bosco di animali da lungo tempo assenti.

Posso parlare dell’ozio solingo che mi concedo in un pomeriggio assolato che sa già di primavera; della stanza solinga in cui solo ieri giocavano frotte di bambini (o del muto orto solingo che molte persone hanno mandato a memoria prima del tempo in cui l’avrebbero potuto comprendere); della sopportazione solinga di una notizia che non è ancora il caso di rivelare; del tipo solingo che intravedo nella radura, e che al mio arrivo si tuffa nel bosco.

C’è una distanza impraticabile, nel solingo, una distanza che incontra l’abbandonato, e che è il luogo per contegno schivo, ritirato, isolato. Tutto questo declina il concetto di ‘solo’, ma capiamo bene che le sottigliezze sono maggiori di quelle offerte dal solitario. In effetti, per la sua rarità, il solingo è un aggettivo più solingo del solitario — e anche questo ha il suo effetto.

Parola pubblicata il 03 Febbraio 2026 • di Giorgio Moretti